Cavalcavia, parola d’ordine: sicurezza
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Cavalcavia, parola d’ordine: sicurezza

Il coordinamento di consiglieri comunali della circoscrizione Sud ha incontrato l'assessore Marcello Ferralasco per fare il punto sulla questione spinosa ed urgente del cavalcavia di viale Brigate Ravenna. Tra proposte e spiegazioni, un grande punto fermo: la sicurezza

Il coordinamento di consiglieri comunali della circoscrizione Sud ha incontrato l'assessore Marcello Ferralasco per fare il punto sulla questione spinosa ed urgente del cavalcavia di viale Brigate Ravenna. Tra proposte e spiegazioni, un grande punto fermo: la sicurezza

ALESSANDRIA – Il cavalcavia di viale Brigate Ravenna avrà una parola d’ordine: sicurezza. Possiamo riassumere così, in poche parole, il lungo incontro che si è tenuto nel pomeriggio di ieri, mercoledì 2 luglio, tra il neonato coordinamento di consiglieri comunali della circoscrizione Sud e l’assessore Marcello Ferralasco, primo ospite, invitato per discutere di viabilità e, soprattutto, di prospettive future.
 
“La ragione dell’incontro – spiega Daniele Coloris – è duplice: da un lato vogliamo discutere con l’assessore del progetto della pista ciclabile e pedonale del cavalcavia, dall’altro vogliamo dare ampio respiro alla proposta, avanzata da Renzo Penna, di coinvolgere di più il sobborgo nell’attività del consiglio comunale. Parliamo di un territorio molto popolato, il più abitato di tutto il Comune, con oltre 25 mila abitanti”. “Il coordinamento si può copiare in ogni parte della città – puntualizza Renzo Penna – e ci è sembrato un buon modo per recuperare il vuoto lasciato dai tagli degli organismi di partecipazione. Sono venuti meno, per cause non solo di questa amministrazione, una serie di servizi che hanno coinvolto le zone più periferiche della città mentre, per fortuna, in altre aree – penso a Borgo Rovereto e al quartiere Cittadella – una rivalutazione è possibile grazie al Pisu: bisogna impegnarsi anche in queste aree, finalizzando al meglio le poche risorse disponibili”.
 
Grande protagonista dell’incontro, lo abbiamo già detto, il cavalcavia. “Vorrei – esordisce l’assessore Ferralasco – che questa fosse l’ultima volta in cui parlo delle idee: dalla prossima spero infatti di potervi presentare una data di inizio dei lavori, qualche informazione concreta in più. Dopo le numerose sollecitazioni, infatti, mi sono confrontato con gli uffici riguardo agli strumenti possibili per limitare la criticità del cavalcavia. Parliamo di limitare -spiega – perché per eliminare i problemi servirebbe un nuovo manufatto, estremamente più costoso. La cifra a disposizione è consistente, ma non abbastanza elevata da permettere grandi stravolgimenti: si parla di 150mila euro, circa il 10% di quanto derivato dagli oneri urbanistici. La cifra, che in passato era molto più alta, è diminuita in questi anni a poco più di un milione e trecento mila euro, nei quali devono rientrare tutti i lavori di manutenzione. In passato si risolveva molto coi mutui, soluzione oggi impraticabile, soprattutto se si pensa che ogni anno il Comune versa sette milioni di euro di capitale e altrettanti di interesse per mutui accesi in passato”.
 
“I due cardini – prosegue Ferralasco – erano il tetto massimo di 150 mila euro e la separazione dei flussi di utenza: il progetto, presentato già in diverse occasioni, senza dubbio non è il migliore al mondo, mapermette di ottenere dei vantaggi indubbi”. Nel corso dell’incontro, tra proposte e suggestioni, una parola è però ritornata con insistenza: sicurezza. Quella dei pedoni che transitano sui marciapiedi e che vorrebbero, almeno nella curva del cavalcavia, un guardrail capace di proteggerli, ma anche quella dei parapetti, datati anche se ancora resistenti, per arrivare a quella degli automobilisti che, spesso, percorrono la carreggiata ad una velocità eccessiva.

“Nel primo caso – spiega Ferralasco – bisogna risolvere un intoppo di tipo tecnico: è vero che i guardrail proteggerebbero i pedoni, ma rischierebbero, in caso di impatto violento, di far rimbalzare l’auto nella carreggiata opposta, creando incidenti molto gravi. Senza dubbio va trovata una soluzione, si tratta solo di capire quali mezzi adottare. I parapetti, invece, richiedono un investimento di gran lunga maggiore di quello sostenibile: non si possono più ristrutturare e forse sarebbe opportuno discutere con le Ferrovie dello Stato, in parte coinvolte dalla questione, data l’ubicazione della struttura. Per la velocità, invece, alla riduzione che già avverrà con il restringimento di carreggiata, si può aggiungere un controllo della velocità che comporti sanzioni per chi viola il limite imposto dalla legge: il traffico sarebbe più fluido e scorrevole ed il rischio limitato e le eventuali multe potrebbero – dovrebbero – essere interamente ‘devolute’ ad interventi in materia di sicurezza“. 
 

La questione, cara al coordinamento dei consiglieri ed ai cittadini, ha suscitato diverse riflessioni. C’è chi, come Francesco Di Salvo, richiama l’attenzione sulla sicurezza dei parapetti e propone di includerli nel progetto, assegnando una parte di rifacimento della segnaletica di altre aree, escluse così dal piano, ad associazioni di cittadini, come RilanciAmo Alessandria, che hanno già lavorato per la sicurezza e la tutela del luogo. C’è chi, come Diego Malagrino, si chiede se una rotonda all’imbocco del cavalcavia, in corso Teresio Borsalino, non risolverebbe parte del traffico e della confusione attualmente imperante (“Idea indubbiamente azzeccata – spiega Ferralasco – ma si tratta di un’area a densità di traffico, con rischi maggiori per pedoni e ciclisti”). C’è chi, come Pier Luigi Cavalchini, esprime soddisfazione per i vantaggi della partecipazione, ma invita a ragionare per dare garanzie alla popolazione, spiegando ed illustrando con cura quanto potrebbe essere realizzato in nome della sicurezza e della tutela di tutti. E c’è anche chi, come Daniele Coloris, scende nel pratico e chiede quali saranno i tempi, quando si vedrà la pratica, dopo tutta questa teoria.
 
“La speranza – conclude Ferralasco – è di poter raccogliere i fondi ed avere la disponibilità di cassa entro fine anno. La reazione dei cittadini, invece, potrebbe essere fortemente negativa, come ogni volta in cui si modifica un’abitudine. Ma si tratta di un’operazione necessaria, tra le più impellenti nella realizzazione”. “Un’operazione che tutela categorie più ‘deboli’, come ciclisti e pedoni” spiega Simone Annaratone, “un cambiamento necessario – conclude Penna – un segnale che va dato ed un investimento che, in assenza di maggiori possibilità, va fatto, con un solo obiettivo: la sicurezza“.
 
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