L’ironia secondo Lella Costa, “Come una specie di sorriso”
L'attrice teatrale e scrittrice è stata ospite dell'ultima serata del ciclo dei giovedì culturali dell'associazione Cultura e Sviluppo. Ha presentato il suo ultimo libro (ma non solo...), una sorta di saggio sull'ironia e sul suo uso necessario nella vita quotidiana
L'attrice teatrale e scrittrice è stata ospite dell'ultima serata del ciclo dei ?giovedì culturali? dell'associazione Cultura e Sviluppo. Ha presentato il suo ultimo libro (ma non solo...), una sorta di saggio sull'ironia e sul suo uso necessario nella vita quotidiana
ALESSANDRIA – Una Lella Costa a ruota libera è stata la protagonista della serata di giovedì 19 nella sede dell’associazione Cultura e Sviluppo. Nell’incontro di chiusura della stagione dei “giovedì culturali” organizzati annualmente dall’associazione alessandrina, l’attrice e scrittrice milanese è stata invitata per presentare il suo ultimo libro, “Come una specie di sorriso”, pubblicato nel 2011 da Piemme Edizioni. Una riflessione sulla forza dell’ironia e su come questa possa migliorare, o perlomeno allietare, la nostra vita quotidiana. Si è discusso del libro (poco) e di molte altre cose, anche perché, come ammette lei stessa, “per farla smettere di parlare bisogna abbatterla”.
Ha moderato l’incontro la psicologa Maria Grazia Caldirola, membro del comitato “Se non ora quando”, che ha definito il libro “un’opera brillante, divertente, un concentrato di umorismo e cultura. Viene sviluppato un modo personale di “pensare” l’ironia, che viene considerata come una sorta di esercizio di sopravvivenza, un costante tentativo di libertà di pensiero”.
La filosofia di Lella Costa, nel lavoro come in diversi momenti nella vita, “è applicare la “teoria della leggerezza” di Italo Calvino. Significa privilegiare, sempre e comunque, una forma d’ironia che abbia il passo lieve senza svilire o involgarire il contenuto. Nel mio lavoro ho sempre avuto questo tipo di atteggiamento, devo dire che è stata una scommessa vinta”. Uno dei concetti che la Costa ha voluto chiarire con il suo libro è che “non c’è nulla di obbligatorio nell’ironia e definirla è certamente una dichiarazione di dignità. Con l’ironia non puoi cambiare le cose ma, in compenso, sei preparato a cambiare il tuo punto di vista nelle situazioni avverse”.
“L’Italia” prosegue “non è un Paese che si nutre d’ironia, se con il mio libro contagio qualcuno non è un dramma.”.
La Costa fa poi riferimento all’insanabile antagonismo tra ironia e potere; “gli uomini di potere non sono ironici, ma tendono moltissimo a fare gli spiritosi per sembrarlo”.

In chiusura di serata Lella Costa ha parlato del tour nazionale del 2013 con lo spettacolo “Ferite a morte”, scritto e diretto da Serena Dandini e dove l’attrice ha portato in scena le voci delle donne che hanno perso la vita per mano di un marito, un compagno, un amante o un “ex”. “Troppp spesso si pensa che solo i pazzi, i deviati mentali, possano compiere certe efferatezze. In realtà non è assolutamente così, anche nella più banale normalità si nascondono i potenziali assassini. Può sembrare un discorso cinico, ma penso che quando in una coppia uno dei due partners si spreca in frasi come “Ti amo da morire”, “Senza te non posso vivere”, si dovrebbero attivare dei naturali campanelli d’allarme. Amare non significa privarsi della propria individualità, del rispetto di sé stessi, ma condividere il proprio percorso con qualcuno che con la sua presenza rende speciale la nostra vita”.