Turismo in provincia: mezzo passo indietro
Presentati i dati raccolti per il 2013 da parte dellassessorato Turismo di Palazzo Ghilini: lieve flessione complessiva in provincia (-1,45% in controtendenza rispetto al +2,2 del Piemonte), cresce però lextra alberghiero. Resta il terzo miglior risultato degli ultimi 15 anni. Scacheri: una tassazione così alta non consente la sopravvivenza
Presentati i dati raccolti per il 2013 da parte dell?assessorato Turismo di Palazzo Ghilini: lieve flessione complessiva in provincia (-1,45% in controtendenza rispetto al +2,2 del Piemonte), cresce però l?extra alberghiero. Resta il terzo miglior risultato degli ultimi 15 anni. Scacheri: ?una tassazione così alta non consente la sopravvivenza?
PROVINCIA – Pur essendo un dato negativo (-1,45% rispetto ai dati ottimi del 2012), quello del 2013 resta il terzo miglior risultato degli ultimi 15 anni per quel che riguarda il turismo in provincia. Dall’analisi dei dati presentati ieri a Palazzo Ghilini emerge un quadro composito nel quale diminuisce il numero degli arrivi, specialmente nel settore alberghiero, ma “non per questo deve far pensare a un trend negativo”, come ha spiegato Giovanni Poggio, funzionario provinciale del settore Turismo e Cultura. L’alessandrino arretra rispetto al Piemonte (che fa registrare nel complesso un +2.2%) ma “le occasioni di ripresa per il 2014 e il 2015 non mancheranno”, se si considerano gli importanti appuntamenti che attendono il nostro territorio (il coinvolgimento nei flussi turistici di Expo2015, visto che l’area del milanese non potrà alloggiare tutti i turisti in arrivo e una quota potrebbe scegliere di soggiornare da noi, ma anche il bicentenario della nascita di Don Bosco, l’ostensione della Sacra Sindone e l’imminente inserimento di Langhe, Monferrato e Roero nel novero dei patrimoni Unesco).
Dai dati riferiti al 2012 in provincia l’ovadese è il territorio che maggiormente è cresciuto (+10,88% di arrivi) mentre il fanalino di coda è stato il tortonese (-5,39%). Male anche il capoluogo che fa registrare una perdita di -5,31%, in parte compensata però da un +1,18% nelle presenze (arrivano meno turisti, ma si fermano più a lungo).
Impossibile però distingure in maniera precisa fra chi si è recato in provincia per turismo e chi lo ha fatto per lavoro: quel che è certo però è che mediamente il settore “leisure” garantisce una spesa quotidiana per persona di 150 euro, contro gli 80 del settore “business”.
La flessione in provincia ha riguardato in particolar modo il settore alberghiero, nonostante lo stesso abbia lavorato per migliorare i servizi: dei quasi 318 mila turisti giunti in provincia nel 2013, 61.429 hanno scelto agriturismi e b&b, mentre circa 256 mila hanno scelto il settore alberghiero (rispetto ai 264 mila del 2012). “Se però si guarda al trend – hanno sottolineato dalla Provincia – si nota come il totale delle strutture ricettive sia aumentato nel tempo, passando da 434 unità del 2000 alle 1160 del 2013 (con un incremento soprattutto delle strutture extra alberghiere, passate da 77 a 445).

Un’indagine che presenta, dunque, diversi motivi di riflessione e merita attenzione sia nei dati postivi che in quelli negativi. “Pur costituendo un semplice strumento di supporto – ha sottolineato Poggio – essa va, comunque, valorizzata e utilizzata nelle diverse sedi decisionali, adottando le adeguate scelte politiche e organizzative”.
“Il riordino delle competenze in materia di turismo, con la trasformazione dell’ente Provincia – sottolinea il presidente Filippi – impone, poi, altre doverose riflessioni, al fine di non penalizzare un settore, come quello del turismo, oggi più che mai motore di sviluppo e crescita del nostro territorio”.
“L’analisi di Federalberghi – commenta la Presidente provinciale Giovanna Scacheri – rileva che purtroppo Alessandria è in controtendenza con i dati del Piemonte. A ciò si aggiunge una tassazione alle imprese che va oltre ogni ragionevole possibilità di sopravvivenza: ecco spiegato come mai negli ultimi anni si siano aperti più agriturismi e bed & breakfast che alberghi. Occorre invertire la rotta e far sì che anche per gli alberghi si torni a crescere. Federalberghi si sta muovendo su più fronti per offrire opportunità ai suoi associati, anche in vista di Expo 2015: ha recentemente siglato un Protocollo d’Intesa con Unicredit per investimenti dedicati e sta lavorando ad un servizio di trasporti con navette che possano collegare regolarmente il sito della fiera con le strutture della provincia. Ma l’accessibilità (in particolar modo ferroviaria) ed una politica turistica complessiva a medio e lungo termine sono temi cruciali, da affrontare in contesti istituzionali e di ampio respiro”.
Qui il report completo presentato in Provincia.