Prefettura: “non possiamo diramare una moratoria sugli sfratti”
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Prefettura: “non possiamo diramare una moratoria sugli sfratti”

Dal Prefetto una nota per chiarire il ruolo che i rappresentanti dello Stato possono avere sul territorio: “l’ordinamento giuridico vigente non prevede la possibilità di promulgare una moratoria. La Prefettura può solamente concedere o meno l’intervento della Forza Pubblica per eseguire gli sfratti”. Intanto pronto un piccolo fondo per tamponare alcune delle situazioni considerate più gravi

Dal Prefetto una nota per chiarire il ruolo che i rappresentanti dello Stato possono avere sul territorio: ?l?ordinamento giuridico vigente non prevede la possibilità di promulgare una moratoria. La Prefettura può solamente concedere o meno l?intervento della Forza Pubblica per eseguire gli sfratti?. Intanto pronto un piccolo fondo per tamponare alcune delle situazioni considerate più gravi

ALESSANDRIA – “In relazione alle notizie riportate nei giorni scorsi dagli organi di stampa circa gli effetti che l’emergenza abitativa determina nella città di Alessandria, si ritiene di precisare quanto segue. Con riguardo alla possibilità, più volte richiamata da diversi soggetti a vario titolo coinvolti nella vicenda, di dichiarare una “moratoria” generalizzata sugli sfratti in atto, si ritiene di precisare che l’attuale ordinamento giuridico non la prevede e che, pertanto, il Prefetto non può esercitare poteri che non gli siano stati espressamente conferiti dal legislatore. L’unico potere attribuito al Prefetto in materia concerne la concessione della Forza Pubblica, su richiesta degli Ufficiali Giudiziari impegnati nelle attività d’istituto, tenuto conto delle molteplici e spesso prioritarie esigenze di ordine pubblico da soddisfare” – così comincia la nota diramata nei giorni scorsi dal Prefetto di Alessandria, Romilda Tafuri, in merito al ruolo dei rappresentanti dello Stato sul territorio. 

Il documento prosegue poi ricordando come al Prefetto spetti “una funzione di impulso e coordinamento di iniziative per la soluzione di criticità che possano determinare un più ampio impatto sulla vita quotidiana di ogni cittadini” e come “la Prefettura è da diversi mesi impegnata nella ricerca di soluzioni alla problematica dell’emergenza abitativa, con la collaborazione del Comune di Alessandria e attraverso il coinvolgimenti degli Enti interessati, nonché con la formulazione di numerosi appelli rivolti ai molteplici componenti della Società Civile, in nome di una solidarietà operosa più che mai necessaria, in questo periodo, per fronteggiare tali problematiche”.

Dalla Prefettura, e quindi dallo Stato, in sostanza ciò che si può attendere nell’immediato è più che altro un’attività di richiesta e raccolta fondi fra i privati da girare al Comune di Alessandria, e in particolare all’Osservatorio sull’Emergenza abitativa e sulle nuove povertà, per arginare i casi percepiti come più gravi.

Da questo punto di vista la Prefettura ha recentemente ottenuto la concessione dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria di alcuni fondi (si parla di circa 20 mila euro ndr) che dovrebbero servire in parte per compensare alcuni proprietari degli affitti non pagati (ritardando in questo modo l’esecuzione degli sfratti, almeno per i casi che in questi mesi hanno fatto maggiormente rumore sui giornali, cioè quelli legati alle famiglie inquiline delle palazzine di Spinetta Marengo) e in parte perché vengano gestiti direttamente dall’Osservatorio per le nuove povertà del Comune, che potrebbe utilizzarli per rendere disponibili alcuni alloggi da assegnare temporaneamente a chi, a seguito di uno sfratto portato a termine, si dovesse trovare da un giorno all’altro in mezzo a una strada.

“In merito agli interventi di carattere strutturale – si legge a conclusione della nota diramata dalla Prefettura, per la verità ancora piuttosto “ermetica” sul versante della progettualità – il Prefetto ha da tempo avviato un’azione di sensibilizzazione di Istituzioni ed Enti in grado di apportare, ognuno per quanto di rispettiva competenza, il proprio contributo, con specifico riguardo alla tematica dei beni immobili, anche pubblici, ubicati sul territorio ed attualmente non utilizzati. Si fa riferimento in particolare a soluzioni idonee a fronteggiare a medio termine la problematica, nell’ottica di contemperare istanze di legalità con esigenze sociali e di solidarietà, nel rispetto della dignità della persona”.

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