Ferralasco: “Via il mercato da Piazza Garibaldi. In centro ztl e area C come a Milano”
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Ferralasco: “Via il mercato da Piazza Garibaldi. In centro ztl e area C come a Milano”

Piazza Garibaldi funzionerà da area di sosta per i mezzi commerciali che non potranno più entrare in centro. In arrivo la messa in sicurezza del cavalcavia, parcheggi di prossimità, servizi di navetta e, con il tempo, una ztl con telecamere e gestione della sosta in stile “area C” di Milano. “Per approvarla servirà un referendum fra i cittadini”

Piazza Garibaldi funzionerà da area di sosta per i mezzi commerciali che non potranno più entrare in centro. In arrivo la messa in sicurezza del cavalcavia, parcheggi di prossimità, servizi di navetta e, con il tempo, una ztl con telecamere e gestione della sosta in stile ?area C? di Milano. ?Per approvarla servirà un referendum fra i cittadini?

ALESSANDRIA – Prosegue la verifica del programma di mandato insieme ai diversi assessori. Dopo le interviste a Marica Barrera e a Maria Teresa Gotta oggi proponiamo la prima parte dell’incontro con l’assessore allo Sviluppo Territoriale e Strategico Marcello Ferralasco, in particolar modo affrontando i temi connessi alle politiche della mobilità.

Assessore Ferralasco, riprendiamo da dove avevamo lasciato con la verifica del cammino svolto dalla Giunta guidata da Rita Rossa e in particolare dalla possibilità di istituire un servizio “piedibus” per garantire la possibilità a bambini e ragazzi di recarsi a scuola a piedi in sicurezza. Cosa ne è stato del progetto? Sembrava a un passo dall’approvazione definitiva ma non se ne è più avuto notizia…
Una premessa complessiva va fatta. Quando è stato pensato il programma elettorale lo si è fatto senza poter conoscere la reale gravità della situazione comunale. Visto lo scenario al quale ci si è poi trovati di fronte è giusto dire che vi è una differenza insanabile fra ciò che si era progettato e ciò che concretamente si può realizzare, con tantissimi capitoli di bilancio, anche importanti, con zero budget. Al netto delle nostre capacità e dei nostri difetti, il programma di mandato rischia di restare in buona parte pieno di contenuti astratti senza più un riscontro con la realtà della situazione concreta anche per questa ragione. 
Per quel che riguarda il servizio “Piedibus” tutto è rimasto nella situazione in cui l’avevamo lasciato dalla prima intervista, almeno per quel che ne so io. Non è in realtà di mia competenza, diciamo che si trova a metà strada fra gli assessorati di Maria Teresa Gotta (Servizio educativo integrato) e Mauro Cattaneo (Smart City e innovazione urbana). Sembrava sul punto di poter partire ma non credo si sia trovato un punto d’accordo in termini assicurativi e su alcuni aspetti gestionali del servizio.

Parliamo allora della riorganizzazione della struttura comunale, cioè dell’approvazione della nuova pianta organica dell’Ente, passaggio strategico per ottenere risorse da dedicare a una diversa mobilità in città e, più in generale, alla pianificazione delle linee di espansione e di riorganizzazione della città. A che punto siamo?
Anche in questo caso non si è ancora arrivati a un’approvazione definitiva, sebbene mancasse poco tempo, almeno in teoria, già qualche mese fa. L’avvicendamento fra l’ex segretario generale e quello nuovo, che verrà nominato a breve, ha bloccato l’approvazione della pianta organica, visto che deve essere firmata proprio dal segretario generale. Però i lavori di assegnazione del personale sono a buon punto e ormai, davvero, non dovrebbe mancare molto. Da parte mia posso solo dire che è indispensabile l’assegnazione di personale per poter svolgere un riordino serio e pianificato della mobilità in città, senza che vengano adottare decisioni estemporanee e prive di un disegno più complessivo e coerente.

Nel frattempo comunque, al di là della chiusura del tratto di piazza di fronte a Palazzo Rosso, i ragionamenti sulla riorganizzazione della mobilità in città sono proseguiti? Quello doveva essere il primo step di un discorso più ampio…
Sebbene non siano arrivate risorse, sia dal punto di vista del personale che economiche, ci si è portati avanti con il lavoro, anche grazie a un incontro avvenuto a Trieste fra amministratori proprio per discutere di pianificazione urbana e delle soluzioni d’avanguardia adottate in diverse città. Diciamo che c’è una bozza avanzata di un piano progressivo d’interventi, da applicare in diversi step temporali in città.

Quali saranno i primi provvedimenti? Ci sono novità rispetto all’ambito della mobilità sostenibile, come per esempio la reintroduzione del bike sharing, e ai problemi di accessibilità evidenziati di recente?
E’ un problema di fondi. Senza risorse a disposizione si possono avere idee bellissime ma restano inapplicate.

Mettiamo in ordine di fattibilità ciò che avete pianificato? Quali saranno i primi interventi da intraprendere e da dove potrebbero arrivare i fondi per realizzarli?
Diciamo che il documento che stiamo producendo prevede alcune scansioni temporali. Gli interventi più importanti richiederanno un orizzonte temporale di almeno 5 anni per essere portati a termine. Altri interventi, più modesti ma già orientati in quella direzione, potranno essere applicati prima. 

Quanto prima?
Dall’autunno penso che potranno essere introdotte alcune regolamentazioni per il centro città, lavorando a una ztl un po’ più corposa e soprattutto facendola rispettare, cosa che ad oggi avviene poco.

Pensate a una chiusura di Piazza della Libertà? Rispetto ad altri ambiti, dove in effetti la mancanza di fondi può essere insormontabile, alcune decisioni in termini di viabilità sono di natura politica: si tratta di scegliere se dare seguito a quanto espresso in campagna elettorale e poi nel programma di mandato oppure no. In quei documenti era indicata abbastanza chiaramente una certa idea di centro cittadino…
Può darsi che arrivino interventi anche rispetto a Piazza della Libertà, ma non è quello il punto. Quando il piano complessivo sarà a regime allora sarà tutto un altro discorso, ma per ora non vorrei che un ragionamento ampio sulla mobilità in città si riducesse a discutere della viabilità e della chiusura di alcune vie in centro. In realtà se si vuole davvero abbattere le emissioni in città occorre farlo con un piano complessivo. Altrimenti si spingono solamente i cittadini a cambiare percorso ma non a rinunciare all’auto per recarsi in centro. Ogni decisione ha conseguenze pratiche e bisogna averle chiare prima di adottarla. Anche per avere dati precisi da offrire ai cittadini che chiederanno eventualmente spiegazioni.

Recentemente si è parlato di organizzare una sorta di interscalo di prossimità per lo smistamento delle merci all’esterno del centro cittadino, con un sistema che obblighi i corrieri a lasciare i mezzi commerciali in periferia e poi a effettuare le consegne per le vie centrali con mezzi elettrici messi a disposizione dal Comune. Non è un programma troppo all’avanguardia per una città con i problemi economici che ha Alessandria?
Alcune città che funzionano in questo modo ci sono, per esempio Vicenza e Lucca. Uno dei problemi rilevanti per nostro centro storico è in effetti un certo accesso disordinato dei mezzi commerciali. Ovviamente perché il sistema si regga servirebbero flussi sufficienti. 

Non avrebbe un costo troppo alto? Chi lo sosterebbe?
Il problema in effetti è proprio quello dei costi. Dove è stato introdotto l’intervento del pubblico è preponderante per sostenerlo. Diciamo che noi pensiamo a una soluzione leggera, con una parte di Piazza Garibaldi destinata al parcheggio dei mezzi commerciali e alla possibilità di muoversi per le vie limitrofe del cento mediante carrelli e altri dispositivi non a motore.

In Piazza Garibaldi però c’è il mercato. E’ quindi stata presa in via definitiva la scelta di spostarlo?
Diciamo che ormai all’interno della Giunta è diffusa la convinzione che lì dov’è non possa restare, e che visto la tipologia di merci che ormai offre vada forse ripensato più in generale.

Dove andrà spostato e con che tempistiche?
Per quest’anno non è pensabile, anche per vie delle licenze rilasciate ai commercianti ambulanti. Diciamo che dal prossimo anno qualcosa si muoverà. La convinzione che ormai la piazza sia strategica per un ragionamento più ampio sulla mobilità è radicata nell’Amministrazione e quindi lì il mercato non potrà rimanere. Capire dove sarà sostato dipende anche da ragionamenti più complessivi sulla sua natura.

Come verrà regolato invece l’ingresso delle auto nel centro? Pensate a una specie di area C sul modello di Milano? Se sì, con che tempistiche potrà essere realizzata?
Se si vuole ridurre davvero il traffico veicolare e le conseguenti emissioni nell’aria serve un sistema di ztl a fasce orarie che impedisca a veicoli per esempio al di sotto della categoria “Euro 4” di entrare in città almeno in determinati orari. Vuol dire tagliare il numero di auto fra il 30 e il 50%. Ovviamente questo vuol dire aver fatto un ragionamento profondo sulla mobilità perché non si può semplicemente impedire alle persone di spostarsi. Il documento che stiamo costruendo al riguardo raccoglie il meglio delle riflessioni fatte in città simili alla nostra e servirà per pianificare interventi da applicare per aree concentriche e per successivi step in città. Anche in questo caso avendo un budget che per ora è ancora prossimo allo zero bisognerà attendere per gli interventi più importanti.

Ma quanto costerà una ztl sul modello dell’area C di Milano? Con quali fondi può essere realizzata?
Se si fa un intervento andrà fatto almeno sul modello dell’area C di Milano, altrimenti non ha senso pensare all’investimento. Lì non ci sono veri e propri divieti, ma un sistema di selezione della circolazione secondo il quale chi sceglie di entrare in una determinata area lo fa a pagamento. I soldi così raccolti non finiscono però in un calderone comune ma vengono destinati a specifici interventi a sostegno di una mobilità più sostenibile, per esempio per aumentare le piste ciclabili o finanziare il bike sharing. Questo è il modello che abbiamo in mente, e che va spiegato ai cittadini. Uno studio di fattibilità costa fra i 60 e gli 80 mila euro, mentre la realizzazione non ne costa meno di 200 mila considerando il sistema di videocamere, la gestione dei flussi di dati e tutti gli altri elementi. Io penso che poi se si arriverà ad applicare un modello simile, lo si dovrà prima sottoporre a un referendum in città, proprio come ha fatto Milano con la sua area C. Lì i cittadini hanno capito e l’hanno votata, attribuendo grande legittimità e forza al progetto.

Per applicare un sistema del genere serviranno però dei parcheggi di prossimità più efficienti…
Certamente. Uno degli elementi chiave è proprio quello di eliminare il traffico pendolare in centro, cioè di coloro che lì si recano per lavorare e non per fare acquisti. Pensiamo a una ztl che possa funzionare fra le 7 e le 10, così che successivamente chi si vuole recare in centro con l’auto per acquisti, pagando, lo possa fare. Da settembre o ottobre speriamo di poter avviare il sistema che abbiamo in mente, con parcheggi di prossimità in piazza Caduti di Nassirya e nel nuovo parcheggio di piazza Alba Julia, da sistemare grazie ai fondi del PISU. Da lì partiranno navette per il centro, a un costo poco più che simbolico con un abbonamento mensile intorno ai 10 euro. Grazie a un accordo fra Atm e Scat per evitare di avere linee sovrapposte su alcune tratte recupereremo alcuni fondi, da destinare proprio a questo nuovo servizio navetta.

I parcheggi hanno però portata limitata. Li rinforzerete?
Se ci sarà necessità penseremo a un sistema di tariffazione agevolata della sosta nelle vie limitrofe. Non costruiremo altri parcheggi. Forse l’unica zona in cui un nuovo parcheggio è sostenibile potrebbe essere quella di piazza Gobetti.

In prospettiva pensate all’introduzione di mezzi elettrici?
Un piccolo pullman elettrico costa tra i 400 e i 500 mila euro, costi per noi assolutamente proibitivi. E’ però uscito da poco un bando regionale al quale noi abbiamo aderito e che potrebbe consentirci di ottenere un finanziamento pari al 90% del totale per l’acquisto di alcuni mezzi elettrici. Per noi vuol dire comunque dover trovare 150-200 mila euro, ma sarebbe un delitto non riuscire a cogliere questa occasione. In più, per quel che riguarda il servizio pubblico, anche se non elettrico, appena otterremo i fondi necessari dagli oneri di urbanizzazione li gireremo all’Atm per cambiare 7 mezzi ormai obsoleti, grazie a un cofinanziamento di 8-900 mila euro che la Regione metterà a disposizione se il Comune verserà la sua parte.

E per la messa in sicurezza del cavalcavia che collega il quartiere Cristo con il resto della città? A che punto siamo?
Il progetto c’è, l’impegno anche, resta fra le nostre priorità: anche in questo caso mancano solo i soldi per realizzarlo. Verrà realizzato anch’esso con gli oneri di urbanizzazione, praticamente le uniche entrate sulle quali il Comune può contare per avviare lavori pubblici. Il problema però è che bisogna averli incassati interamente prima di poterli utilizzare e la raccolta va un po’ a rilento. Dei 600-650 mila euro previsti per metà anno ne abbiamo finora ottenuti solamente 400-450 mila, “colpa” anche della crisi che ha colpito il settore dell’edilizia. Non appena i fondi saranno disponibili partiremo con i lavori, credo comunque entro la fine del 2014.

Nei prossimi giorni pubblicheremo la seconda parte dell’intervista con il punto della situazione su tutte le altre tematiche di competenza dell’assessore Ferralasco.

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