Il recupero delle eccedenze alimentari nel ricordo di Don Gallo
Insieme al sociologo Marco Revelli e agli operatori della Comunità San Benedetto al Porto fondatori dell'iniziativa "C.R.E.A." che raccoglie e distribuisce i prodotti alimentari non più vendibili è stata ricordata la figura del prete di strada genovese, scomparso il 22 maggio del 2013
Insieme al sociologo Marco Revelli e agli operatori della Comunità San Benedetto al Porto fondatori dell'iniziativa "C.R.E.A." che raccoglie e distribuisce i prodotti alimentari non più vendibili è stata ricordata la figura del prete di strada genovese, scomparso il 22 maggio del 2013
ALESSANDRIA – Una serata in ricordo di Don Andrea Gallo, ma non solo. Giovedì 12 nella sede dell’associazione Cultura e Sviluppo, a poco più di un anno dalla scomparsa, è stato reso omaggio “al Gallo”, come il prete di strada genovese viene ancora adesso chiamato da tutti coloro che lo hanno conosciuto e che hanno in qualche modo condiviso il suo cammino. Come sarebbe piaciuto a lui, però, non è stato concesso spazio alla retorica. L’obiettivo della conferenza, infatti, è stato quello di porgli tributo dando visibilità ad un’iniziativa socio-solidale che in qualche modo Don Gallo ha visto nascere ed ha nel tempo sostenuto. Ospiti dell’incontro i fondatori e i collaboratori del progetto C.R.E.A – Centro Recupero Eccedenze Alimentari, che hanno illustrato le finalità di questa iniziativa nata nel 2011 e ispirata da un’esperienza di volontariato della Val Polcevera, che prevede la raccolta e la distribuzione alimentare dei prodotti non più vendibili dalle grandi distribuzioni e dai mercati.
Ad introdurre gli ideatori del “CREA” Fabio Scaltritti, presidente della Comunità San Benedetto al Porto, il quale ha ricordato che “quando è iniziato il progetto di recupero delle eccedenze alimentari Don Andrea da subito ci ha creduto moltissimo. Uno dei temi che aveva a cuore era proprio quello dello spreco. Secondo lui era necessario distinguere i nostri reali bisogni da quelli invece indotti dalla società consumistica. Ripeteva spesso che se le persone fossero in grado di capire i loro bisogni primari potrebbero rispondere più facilmente alle loro esigenze”.
Marco Malfatto, operatore della Comunità San Benedetto al Porto e coordinatore di “CREA”, ha spiegato che “cambiare in qualche modo il territorio in cui viviamo e aiutare gli emarginati a ricucire le loro relazioni quotidiane sono i modi migliori per ricordare Don Gallo. “CREA” guarda allo spreco con un’ottica di risorsa; è un’occasione per creare qualcosa d’importante dal poco”.
Ma cos’è il progetto “CREA” e come nasce? “Gli obiettivi che ci siamo posti inizialmente comprendevano da un lato il recupero delle eccedenze alimentari ancora commestibili ma non più commerciabili, dall’altro era per noi fondamentale fornire alle persone che usufruivano di questo servizio la possibilità di riattivarsi socialmente ed entrare in un luogo dove poter scegliere ciò di cui avrebbero avuto bisogno, capendo però il valore di questa opportunità”, ha spiegato Roberta Massa, referente progettuale di “CREA”.
Sondando tutto il territorio ligure gli operatori della Comunità di Don Gallo nel 2011 sono venuti a conoscenza delle attività dei volontari dell’ATS (Ambito Territoriale Sociale) della Val Polcevera, che già da qualche anno erano impegnati nella distribuzione delle eccedenze alimentari. “Dopo la nascita di una collaborazione con ATS, abbiamo ricevuto il sostegno del Comune e dei Centri Integrati di Via (C.I.V.) di Genova, riuscendo così ad entrare in contatto con i centri di raccolta degli alimenti scartati dai mercati rionali”.
Simonetta Gadaleta, coordinatrice dell’Ambito Territoriale Sociale della Val Polcevera, parla del “punto alimentare”, allestito nel 2006, come una sorta di negozio; “siamo impegnati in un percorso educativo che coinvolge le persone in modo attivo nel processo di raccolta e distribuzione alimentare; questo in collaborazione con gli enti pubblici locali”.

In ricordo di Don Andrea Gallo è poi intervenuto Marco Revelli, il quale ha riportato gli allarmanti dati Istat riguardanti la povertà in Italia. “Nel giro di un anno il peggioramento è stato impressionante. I relativamente poveri (coloro cioè che hanno una spesa mensile pari alla metà della media della popolazione complessiva) hanno raggiunto la cifra record di 9.365.000, pari al 15,5%. I poveri assoluti (chi non possiede il minimo indispensabile per condurre una vita dignitosa) sfiorano i 5.000.000, con un percentuale dell’8%. Sono dati estremamente allarmanti”. Revelli sostiene che ciò è dovuto al tremendo impatto della crisi economica, che ha spaccato il Paese tra un’esigua minoranza che ha continuato ad arricchirsi e una grande maggioranza che è invece precipitata verso il basso. “Su tutto questo pesano le pesanti politiche d’austerità dell’Unione Europea e la mancanza di una rete universalistica di tutela nelle politiche sociali del nostro Paese. Per contrastare questa tendenza la pubblica amministrazione, le organizzazioni del terzo settore e i poteri forti locali (fondazioni) devono collaborare paritariamente” ha aggiunto Revelli.
In conclusione padre Beppe Giunti, referente della Cooperativa Company& di Alessandria, ha parlato del progetto “Il cibo fa crescere”, che ricalca su scala locale il modello proposto da ATS Val Polcevera e da “CREA” e che vede coinvolti, oltre alla Cooperativa Company, la Caritas della diocesi alessandrina, il Comune di Alessandria, la Comunità di San Benedetto al Porto e la Fondazione Social.
