Anche Alessandria sta con Erri De Luca
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Alessandro Francini  
5 Giugno 2014
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Anche Alessandria sta con Erri De Luca

Ieri sera nella sede di Cultura e Sviluppo si è svolta la manifestazione “Io sto con Erri De Luca”, lo scrittore e poeta accusato di “istigazione a delinquere” in seguito ad alcune forti dichiarazioni a sfavore della Tav. Ospite l'avvocatessa Giulia Boccassi e il Gruppo Amici del Libro, che ha letto alcuni brani tratti dalle opere di De Luca

Ieri sera nella sede di Cultura e Sviluppo si è svolta la manifestazione ?Io sto con Erri De Luca?, lo scrittore e poeta accusato di ?istigazione a delinquere? in seguito ad alcune forti dichiarazioni a sfavore della Tav. Ospite l'avvocatessa Giulia Boccassi e il Gruppo Amici del Libro, che ha letto alcuni brani tratti dalle opere di De Luca

ALESSANDRIA – Oggi, giovedì 5 giugno, a Torino ha luogo l’udienza preliminare del processo che vede imputato lo scrittore Erri De Luca, accusato di “istigazione a delinquere” per aver sostenuto la causa “No Tav” in un articolo pubblicato nel settembre scorso dall’Huffington Post. De Luca nel corso dell’intervista dichiarò che “la Tav va sabotata. Le cesoie servono perché sono utili a tagliare le reti. Hanno fallito i tavoli del governo, hanno fallito le mediazioni: il sabotaggio è l’unica alternativa”. Così come fatto da altre associazioni ed organizzazioni in moltissime parti d’Italia anche “Cultura e Sviluppo” ha voluto aderire all’iniziativa “Io sto con Erri De Luca”, per manifestare la propria solidarietà allo scrittore con un incontro che ha visto ospiti l’avvocatessa Giulia Boccassi, presidente della Camera Penale della Provincia di Alessandria, e il Gruppo Amici del Libro di Alessandria coordinato da Maria Grazia Caldirola che ha proposto alcune letture di brani tratti dai libri di Erri De Luca.

La Boccassi ha spiegato che discutere della libertà d’espressione in Italia è tutt’altro che facile, in quanto argomento poco dibattuto da molti anni. L’avvocatessa inizia con una riflessione storica, nella quale chiarisce che “la norma che regola i reati d’opinione risale al 1930, data di promulgazione del nostro Codice Penale. La nostra Costituzione ha visto la luce diciotto anni dopo, in un panorama socio-politico del tutto differente. Abbiamo quindi due epoche storiche ben diverse, di conseguenza sono ben diversi i valori da attribuire alla norma”. Ora, secondo la Boccassi, occorre interrogarsi su come sia possibile coniugare la presenza nel nostro Codice Penale di criteri che incriminano l’apologia e l’istigazione del reato con l’articolo 21 che, invece, garantisce la libertà d’opinione. Davvero un sistema democratico come il nostro può porre dei limiti alla libertà di pensiero, punendo addirittura con il carcere chi viola una norma pensata in epoca fascista? Giulia Boccassi afferma che “in apertura del Codice si fa cenno all’istigazione a delinquere quando si parla di concorso di altre persone nel reato, anche soltanto sul piano morale. Non sussiste l’applicabilità della pena, però, se l’attività criminosa non ha avuto una pur minima oggettività in essere perché, normalmente, per punire un reato è necessaria almeno una parte di compimento del reato”. Nel reato di istigazione contestato a De Luca, a quanto spiega l’avvocatessa, viene però punita la semplice manifestazione del pensiero, considerata di tipo istigatorio. Per l’esperta in materia giuridica questo atteggiamento è riconducibile ad un intervento della Corte Costituzionale del 1973 che, a causa del pesante clima terroristico di quegli anni, mise l’accento sulla dimensione pratica delle frasi pronunciate in un determinato periodo storico che possono rivelarsi idonee ad indurre, in un intervallo di tempo ristretto, a compiere un reato; in questo caso la condotta diventa allora sanzionabile. “E’ fondamentale che per accertare la condotta istigatoria vi sia pubblica esaltazione di episodi criminali in un determinato contesto. In virtù dei ragionamenti fatti è necessario valutare cosa intendesse dire De Luca con la frase “la Tav va sabotata”. Io, come penso molti altri, ritengo che l’affermazione abbia soltanto un intento politico al fine di osteggiare il progetto”.
Giulia Boccassi conclude sostenendo che l’unico elemento che, suo malgrado, potrebbe concorrere a sfavore di De Luca è l’effettiva presenza di alcune frange violente tra i gruppi “No Tav”; “il Codice Penale per questo tipo di reato prevede sanzioni che vanno da 1 a 5 anni di reclusione. Io mi auguro che la libertà di pensiero abbia ancora la massima estensione, in quanto questa costituisce uno dei cardini della nostra democrazia a cui non dobbiamo assolutamente rinunciare”

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