Gotta: “Piatto unico confermato. Aristor? Non è una scelta politica”
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Gotta: “Piatto unico confermato. Aristor? Non è una scelta politica”

L’assessore a servizi educativi, centri d’incontro, consulte, politiche di genere e welfare animale fa il punto della situazione rispetto al programma di mandato della Giunta Rossa e agli impegni presi lo scorso ottobre. Cosa è stato fatto e cosa no? Scopriamolo insieme…

L?assessore a servizi educativi, centri d?incontro, consulte, politiche di genere e welfare animale fa il punto della situazione rispetto al programma di mandato della Giunta Rossa e agli impegni presi lo scorso ottobre. Cosa è stato fatto e cosa no? Scopriamolo insieme?

ALESSANDRIA – Torna il nostro appuntamento con la verifica del programma di mandato della giunta Rossa. Dopo Marica Barrera, e alcuni rinvii da parte di diversi assessori contattati (ma non così disponibili a raccontare a che punto sono i loro impegni rispetto al programma di mandato ndr), è la volta di Maria Teresa Gotta fare il punto su vecchie e nuove deleghe. Rispetto alla prima intervista, realizzata a ottobre 2013, ecco il nuovo punto della situazione. 

Assessore Gotta, partiamo da un obiettivo concreto che vi siete dati. Avete realizzato la carta dei servizi e il “patto educativo” per “chiarire bene compiti e obiettivi di ogni tassello della filiera educativa”?
No, questo ancora non l’abbiamo fatto. Anzi, meglio parlare d’altro perché per ora su quel fronte non ci sono novità.

Come mai?
Non è pronto perché ci sono state un sacco di emergenze nel frattempo e mi sono concentrata sulle altre deleghe. Al tempo della prima intervista io avevo solamente da presidiare l’ambito legato all’istruzione, ma a questo si sono aggiunti nel frattempo i centri d’incontro, il welfare animale, che in questo periodo mi ha assorbita parecchio, e altre cose ancora. Era comunque un progetto a lunga scadenza, ci torneremo sopra.

Come vanno le sue visite nelle scuole pubbliche e private? Con che frequenza le ha realizzate?
Questo è l’aspetto che mi interessa di più e mi permette di avere una fotografia precisa della situazione. Ho continuato in modo ancor più assiduo e programmato le mie visite nei diversi istituti, che si sono sommate alle visite estemporanee che vengono fatte d’improvviso.

Dove sono state fatte con precisione? In che periodo? Con che cadenza?
In tutte le scuole comunali, sia asili nido che infanzia, anche in accordo con i genitori. Come avevo promesso sono state fatte tra febbraio e aprile. Invece incontri di altro genere sono stati fatti con le scuole statali e anche con gli istituti privati.

Fra le questioni che hanno sicuramente tenuto banco c’è stata quella del “piatto unico”. Che bilancio dà di questa esperienza a fine anno? Che intenzioni ci sono per il futuro? Com’è il rapporto con il comitato genitori?
Il piatto unico verrà mantenuto, ci sarà anche l’anno prossimo. L’azienda è stata attenta e ha accolto tutte le critiche che sono state mosse. Devo dire che alla fine abbiamo ricevuto sia critiche che consensi. Il dibattito è stato sereno e aperto, e il comitato mensa grazie anche all’incarico che gli abbiamo conferito ha svolto un costante compito di controllo e consultazione. Non sono emerse criticità insormontabili.

Ci sono state le famose segnalazioni che i rappresentanti dei genitori avrebbero potuto fare in caso di mancanze, gravi o meno, durante lo svolgimento del servizio mensa?
Sì ci sono state, ma di tipo ordinario, con richieste di variare alcuni piatti e altre osservazioni di questo tenore. Si è trattato però di piccoli inconvenienti e non ti problematiche serie. Il servizio nel frattempo è migliorato e ovviamente questi aggiornamenti (per esempio con l’inserimento dell’hamburger, più gradito ai ragazzi) saranno mantenuti anche la prossima stagione

E rispetto alla parte “tecnica” dell’affido del servizio ad Aristor cosa risponde al sindacato Usb e alla minoranza che in consiglio comunale è arrivata a dirsi pronta a chiedere le sue dimissioni se verrà confermata l’illegalità del provvedimento?
Della parte tecnica se ne occupa la parte tecnica. Non vorrei diventasse una sterile guerra fra lavoratori. Sono gli uffici, appunto tecnicamente, a scegliere se affidare il servizio a un’azienda piuttosto che a un’altra, dietro non ci sono sicuramente ragioni politiche, per me i fornitori sono tutti uguali, nel rispetto delle regole.

Quindi non c’è stata da parte sua e della Giunta un’indicazione politica per scegliere l’Aristor in particolare?
Assolutamente no, se non che ha un contratto fino al 2018 e che già occupa le persone che sta occupando. Sicuramente non possiamo ricominciare la querelle su a chi debba essere affidato il servizio, con quali dipendenti e così via. Questo non è nelle regole di un ente comunale e se si dovesse riandare in gara si tratterebbe ovviamente di una gara seria, senza privilegiati, con chi ha le caratteristiche per partecipare alla gara. Devo dire che con Aristor abbiamo avuto un buon confronto, trovando disponibilità ad ascoltare le critiche e a fare il possibile per cambiare ciò che non andava bene.

Sul fronte dell’educazione alimentare invece? Anche lì l’intenzione era quella di proseguire con gli incontri. Cosa è stato fatto?
L’azienda ci ha proposto un bel progetto per il prossimo anno che ho apprezzato nella sua impostazione, con dei nutrizionisti, e che condivideremo con i dirigenti scolastici per la scelta di dove cominciare questo tipo di progetto che dovrà essere all’inizio limitato a un certo numero di sezioni, classi o plessi, con l’intento poi, se funzionerà, di ampliare il tutto ad altre strutture

Avete continuato a ragionare dell’assetto educativo complessivo e dell’offerta formativa del Comune? Ci sono in programma ulteriori modifiche per il prossimo anno? Alcuni servizi finora gestiti dal Comune, come l’extrascuola, verranno lasciati in mano ai privati, e la scuola Bovio sarà statalizzata… Cosa cambierà?
Il lavoro più difficile e pesante di riorganizzazione è stato fatto l’anno scorso: allora abbiamo messo in atto una vera e propria rivoluzione perché nella riorganizzazione generale avevamo toccato tutti i settori, spostando del personale e facendo interventi importanti, proprio perché dovevamo fare i conti con la decisione di reinternalizzare il servizio e avevamo a disposizione una quantità ben definita di personale. Quest’anno non abbiamo più la necessità di dover “rimettere tutto nel frullatore”. Si tratterà di seguire un’impostazione già data, pur con gli aggiornamenti che saranno necessari.

Sostegno alla formazione e alla genitorialità vuol dire anche dare la possibilità alle famiglie di reggere i costi degli asili nido. Com’è proseguita l’erogazione dei bonus per gli asili nido? Verrà riconfermata allo stesso modo anche per il prossimo anno?
La prima trance è già stata erogata (riferita alla prima parte dell’anno scolastico che si sta concludendo ndr) e ora è già partita la seconda. Il prossimo anno lavoriamo per mantenere i sussidi almeno uguali, e se possibile migliorarli.

Emanuele Locci ai tempi della prima intervista fatta con lei a ottobre si era lamentato per una presunta circolare che impediva controlli a sorpresa da parte dei consiglieri comunali presso le scuole comunali, cosa invece prevista dal regolamento di Palazzo Rosso, proprio con l’obiettivo di vigilare sulla qualità dei servizi prestati. Come si sono risolte le cose?
Nessuno è mai stato allontanato. L’unica cosa che io chiesto è di stare attenti ad andare nelle scuole, perché non si tratta di edifici pubblici comunali come gli altri, hanno una loro struttura, una loro funzionalità e soprattutto ci confrontiamo con dei bambini. E’ capitato a me di andare in una scuola, e, pur presentandomi in punta di piedi, ho visto un bambino scoppiare a piangere perché aveva visto un viso sconosciuto. Per questo stiamo attenti a non andare a scombinare l’equilibrio educativo ed affettivo dei bambini. Ma, al di là di questo, chi vuole fare una visita basta che faccia richiesta alla dirigenza dell’istituto: non perché qualcuno della nascondere qualcosa prima della visita, ma solo per ragioni di sicurezza e di certezza rispetto a chi entri o esca dagli istituti che ospitano minori. Comunque il comitato mensa è attivo e presente e quindi le verifiche, in totale trasparenza, sono garantite.

Lei si è trovata con nuove deleghe da gestire. Cos’è cambiato nel suo lavoro e cosa ha fatto in questi primi mesi successivi all’assegnazione?
E’ stato un impatto forte. Il lavoro grosso con la struttura educativa, come detto, era stato fatto e ho accettato volentieri le nuove deleghe, anche come segno di attestazione di stima da parte del sindaco. Le deleghe affidate a me hanno un senso perché mi sono sempre occupata del sociale. Conosco bene i centri comunali. Le politiche di genere ammetto che in questo periodo le sto un po’ trascurando, lo dico prima di tutto a me stessa. Però è un ambito stimolante: abbiamo in piedi il progetto “Viol.A” con le operatrici di Me.dea ed è un lavoro molto bello, articolato, ampio, iniziato da Oria Trifoglio, che ringrazio per averlo avviato, e che vede una rete aperta con collaborazione di diversi soggetti: forze di sicurezza, asl, servizi socio assistenziali, e altri ancora. E’ un campo che mi stimola, perché purtroppo il problema della violenza di genere in questo periodo si fa sentire molto forte. Poi, con la consulta delle pari opportunità, abbiamo instaurato un buon dialogo e a breve andranno a scadenza due concorsi: il primo è per un nuovo logo della consulta, perché quello vecchio proprio non mi piace e mi ricorda semplicemente le sagome stilizzate usate per separare i servizi igienici. Si deve parlare di pari opportunità e non di eguaglianza, semmai di equivalenza. Questo concorso è stato indetto nelle scuole e fra gli elaborati dei ragazzi verrà scelto il nuovo logo. L’altro concorso è invece quello soprannominato “Le donne si raccontano”, che ha visto una buona partecipazione e mi è stato detto dalla presidente della commissione che valuta gli elaborati che è stato interessante e ci sono testi che verranno raccolti e pubblicati.

E sul welfare animale?

E’ in effetti la delega che finora mi ha impegnata di più fra quelle che mi sono state affidate dopo la redistribuzione in Giunta. C’è stata la vicenda dei gatti sequestrati all’associazione “Panciallegra” che finalmente andrà verso una soluzione, con i gatti dissequestrati che, dopo una convenzione, potranno a breve essere riaffidati all’associazione. Abbiamo ristrutturato l’ufficio che segue il welfare animale e fatto uno spostamento di personale proprio per attrezzarci a seguire al meglio tutte le questioni anche su questo tema, presenti e future.

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