Dal 2015 si tornerà a teatro. Non solo per gli spettacoli…
Gli ex lavoratori Tra proseguono il lavoro di bonifica e fra linverno e la primavera prossimi almeno il piano interrato sarà pienamente utilizzabile e aperto al pubblico. Gara di idee per le attività commerciali che potrà ospitare, essenziali perché la struttura si possa mantenere. Anticipazioni intanto sulla stagione teatrale estiva
Gli ex lavoratori Tra proseguono il lavoro di bonifica e fra l?inverno e la primavera prossimi almeno il piano interrato sarà pienamente utilizzabile e aperto al pubblico. Gara di idee per le attività commerciali che potrà ospitare, essenziali perché la struttura si possa mantenere. Anticipazioni intanto sulla stagione teatrale estiva
ALESSANDRIA – Il Teatro, patrimonio storico per la città e luogo della cultura per eccellenza, verrà restituito alla città, almeno parzialmente, nel 2015. Dopo il sopralluogo della Commissione Cultura avvenuto ieri, giovedì 22 maggio, la situazione complessiva dello stabile consente finalmente un certo ottimismo. Merito del lavoro di bonifica portato avanti dagli ex lavoratori Tra, che dopo un apposito corso di specializzazione per diventare tecnici in grado di gestire la pulizia dello stabile dalle fibre di amianto lo stanno risistemando passo passo. Ad oggi nelle sale Ferrero, Zandrino e negli altri locali posti al piano seminterrato la percentuale di fibre di amianto è dello 0.1 per litro, ben al di sotto del valore stabilito dallo Spresal per il rilascio della struttura (1 fibra per libro) che era già la metà di quanto indicato dalla legge (2 fibre per litro). Come a dire, hanno sottolineato i tecnici, che nel resto della città si trova mediamente più amianto di quanto non ne sia rimasto a teatro. Se nei prossimi mesi proseguirà la bonifica della sala grande, è già a partire da oggi che l’Amministrazione si deve interrogare su come tornare a impiegare il teatro, dato per scontato che la riapertura dovrà avvenire in due distinti step e che non è pensabile che la struttura possa mantenere i propri costi offrendo unicamente attività culturali. A partire dalla stagione invernale, o, male che vada, da quella estiva del 2015 le sale al piano inferiore potranno dunque tornare ad accogliere la cittadinanza, anche perché dotate di un impianto di riscaldamento distinto rispetto a quello della sala grande, che sarà invece completamente da sostituire, così come tutte le sedute e parte degli arredi storici, con costi e tempistiche ancora da definire.
La Giunta si interroga oggi su come utilizzare al meglio gli spazi del teatro, “enormi” rispetto alle esigenze attuali, come ha ricordato il sindaco Rita Rossa durante il sopralluogo di ieri: “questo teatro fu pensato per una città in espansione, che si pensava sarebbe arrivata presto a 300 mila abitanti. Oggi invece la provincia nel suo complesso ne conta 450 mila, e ha 7 teatri. E’ ovvio che serva un ragionamento complessivo su come valorizzare gli spazi della struttura che rischierebbero altrimenti di restare semplicemente un costo insostenibile”.
La via adottata pare sarà quella della gara di idee fra i cittadini, strumento per raccogliere ulteriori suggerimenti, sebbene l’Amministrazione si sia già mossa per ragionare con alcuni imprenditori di come valorizzare parte della seconda galleria, forse del foyer, e di altri spazi dell’edificio, ospitando attività commerciali “di eccellenza e che non stonino inserite in una realtà di questo prestigio, ma anzi che possano dare lustro alla città, magari privilegiando l’ambito agroalimentare, sia perché i prodotti tipici sono parte della storia e della cultura di un territorio, sia perché ci sarà Expo2015 e sarà un’occasione importante per discutere di alimentazione e del rapporto fra tradizione e innovazione in ambito culinario e nutrizionale”.

L’obiettivo è garantire appuntamenti culturali di qualità per mantenere viva l’attenzione sul teatro che interessa una larga parte della cittadinanza come dimostrato dai resoconti della stagione invernale appena conclusa (5 spettacoli realizzati, costati all’amministrazione in totale 40 mila euro ma in grado di portare all’alessandrino una media di 450 spettatori, obiettivamente un segnale di ripresa e di interesse della città per l’offerta teatrale).
Speriamo quanto prima di poter svolgere questi spettacoli nel nostro Comunale. Per la stagione estiva saranno coinvolti i lavoratori dell’ex-fondazione TRA, entro il limite delle disponibilità economiche, per i servizi di biglietteria ed accoglienza, oltre alla parte tecnica, nell’ambito delle loro mansioni. Da fine giugno a settembre ci sarà più o meno uno spettacolo a settimana, alcuni gratuiti, altri a pagamento, ma comunque a prezzi decisamente popolari, dai 5 agli 8 euro, con possibilità di sconti ulteriori in caso di abbonamento”.