Variante Prg: “la fine di un’era, basta modifiche”
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Variante Prg: “la fine di un’era, basta modifiche”

Approvata in Consiglio Comunale la variante parziale del Piano Regolatore. Ferralasco: "Strumento duttile che ha saputo adattarsi ai tempi. Ora, però, serve una rivalutazione più profonda e generale"

Approvata in Consiglio Comunale la variante parziale del Piano Regolatore. Ferralasco: "Strumento duttile che ha saputo adattarsi ai tempi. Ora, però, serve una rivalutazione più profonda e generale"

ALESSANDRIA – La variante del piano regolatore è realtà: ad approvarla, nella serata di mercoledì 21 maggio, il Consiglio Comunale che, dopo una discussione iniziata con un grande ritardo, ha concluso i lavori con un punto fermo, che ha trovato concorde quasi tutta la giunta: questa non può che essere l’ultima, possibile modifica al piano regolatore, prima che il tessuto – tagliato, aggiustato, modificato dal 1990 ad oggi – si strappi definitivamente.
 
E’ l’assessore all’urbanistica Marcello Ferralasco ad aprire i lavori, ricordando che “da oggi inizia un nuovo percorso, rinnovato. Il piano regolatore, come previsto dalla legge regionale, è uno strumento duttile, moderno e funzionale: quello su cui noi abbiamo lavorato è datato 1990, con una pianificazione di fine anni ’80, che trova le sue basi nel precedente piano regolatore, quello del ’73, a sua volta influenzato dai lavori di metà anni ’60. Si va indietro nel tempo, dunque, e le varianti parziali si sommano, portando lo strumento ad essere sì, più duttile, ma anche ormai bisognoso di una revisione più profonda, che ripensi allo sviuppo del territorio e delle sue attività. Insomma, nell’importanza di quello che verrà approvato stasera, si deve trovare un trampolino di lancio necessario per cambiare“.
 
Piercarlo Fabbio (Pdl), nel concordare con la necessità di una variante generale, fa però notare come “questa, di fatto, sia già una variante strutturale, non parziale, che va ad intervenire sulla capacità insediativa residenziale, aumentandola nonostante questo non sia concesso dalle norme. Anche il nome stesso della variante, genericamente indicata e non, come a mio vedere dovrebbe, individuata come ‘produttiva’ crea non pochi disagi. Gli elementi, ad esempio, inseriti per il commercio, non sono stati valutati dalla cittadinanza, dal momento che l’inserimento è posteriore al periodo di osservazione. Siamo di fronte – conclude – ad una variante strutturale, cui però manca tutto il criterio pianificatorio”. La replica dell’assessore Ferralasco non tarda ad arrivare. “La legge regionale – dice – spiega bene cosa sia una variante parziale ed il vincolo, quel ‘produttivo’, insomma,  non è vincolante, nonostante sia stato ben specificato fin dal principio. Sulle modifiche al commercio, invece, mi preme far presente come i principi fossero, nell’agosto 2013, quando il cuore della variante fu proposta, già presenti e visionabili dai cittadini. Diversa la questione della capacità di insediamento residenziale, il cui aumento è inteso nell’arco della vita del piano regolatore e che, di fatto, viene compensata dalle neutralizzazioni di capacità insediative passate”.
 
“L’iter è stato complesso – esordisce Andrea Cammalleri (M5S) – e reso più difficile per quello che alcuni hanno bollato come ‘ostruzionismo’. Far mancare il numero legale alla prima seduta, in realtà, ci ha permesso di studiare bene il testo, portando alla luce il problema della discarica di Spinetta Marengo, con tutte le conseguenze che avrebbe avuto per la zona. Aral ha oggi sospeso i lavori: un piccolo, importante passo ed una vittoria per la cittadinanza. Resta, ora, da capire che fine abbiano fatto quei 572 mila euro”. Messa al voto, la proposta ha trovato favorevole il gruppo di Sel, che ha ricordato, con le parole del consigliere Renzo Penna, l’importanza delle decisioni prese a tutela della Cittadella e della Fraschetta, con l’inserimento di una doppia forma di sicurezza. Concorde con la votazione anche Giorgio Abonante (Pd), che ribadisce come la variante auspicata da tutti i consiglieri sia “tanto necessaria, quanto non fattibile, al momento, per l’impiego di risorse e di costi insostenibili, attualmente”. Astenuta la Federazione della Sinistra e il Movimento Cinque Stelle, contrario il Pdl.
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