Aral nell’occhio del ciclone: presentati quattro esposti
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Aral nell’occhio del ciclone: presentati quattro esposti

Il presidente della commissione speciale sulle società partecipate ha presentato quattro esposti per fare chiarezza sui precontratti tra l'Aral ed i proprietari del terreno agricolo sul quale avrebbe dovuto sorgere la discarica. Di Filippo: "Rimetterò il mio operato alla fiducia del Consiglio Comunale"

Il presidente della commissione speciale sulle società partecipate ha presentato quattro esposti per fare chiarezza sui precontratti tra l'Aral ed i proprietari del terreno agricolo sul quale avrebbe dovuto sorgere la discarica. Di Filippo: "Rimetterò il mio operato alla fiducia del Consiglio Comunale"

ALESSANDRIA – Danno erariale per quasi seicento mila euro: questa la motivazione con cui il consigliere comunale Domenico Di Filippo, presidente della commissione temporanea e speciale di controllo sull’attività delle società partecipate ha presentato, nella giornata di giovedì 15 maggio, quattro esposti, indirizzati alla Procura della Repubblica di Alessandria, alla Procura della Corte dei Conti, al comando dei Carabinieri N.O.E. ed al comando provinciale della Guardia di Finanza.

Nell’occhio del ciclone finisce, ancora una volta, l’ormai nota questione della discarica di Spinetta Marengo, in località Guarasca. A fare la differenza, però, sono questa volta le accuse mosse da Domenico Di Filippo, che denuncia gravi irregolarità. “Proprio ieri – spiega il consigliere Andrea Cammalleri – abbiamo cercato di portare all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale un documento in merito, ma la proposta non è neppure stata votata. Ci chiediamo perché il presidente Enrico Mazzoni, seppur nel pieno rispetto delle regole, non abbia considerato importante sottoporre al consiglio questo testo”. “Ho preferito – spiega Mazzoni, presidente del Consiglio Comunale – chiedere un parere al segretario generale. Non appena questo arriverà, il documento verrà iscritto all’ordine del giorno del primo consiglio comunale utile, probabilmente entro la fine del mese”.
 
Oggetto del documento in questione, un danno erariale di 572mila euro, maturato nell’ambito dei precontratti stipulati da Aral, il consorzio incaricato dello smaltimento dei rifiuti, ed i proprietari del terreno sul quale sarebbe dovuta sorgere la discarica. “Ad insospettirci – spiega Di Filippo – sono state delle irregolarità. Sollecitato dai componenti della commissione che presiedo ho così richiesto un parere legale all’avvocatura comunale, ottenendo per ben due volte un rifiuto: prima mi è stato spiegato che non potevo richiedere l’intervento legale in quanto consigliere comunale, la seconda volta ho incontrato il no del sindaco. Ho così pensato di rivolgermi all’esterno, ma sono stato respinto per ragioni economiche”.
 
I dubbi, spiega Di Filippo, sorgono quando si esaminano i precontratti stipulati, a partire dal 2010, tra Aral e i proprietari del terreno. “Per ben tre volte – spiega – gli accordi sono stati fatti scadere. Ad ogni nuova stesura, poi, comparivano delle clausole strane, che salvaguardavano i venditori e non, come rigor di logica vorrebbe, la partecipata. Verrebbe da chiedersi – aggiunge – perché ci si sia comportati così, tenendo conto, tra l’altro, che in questo modo sono andati perduti quasi seicento mila euro: alla scadenza del precontratto, infatti, le caparre che erano state anticipate sono state assorbite, come la legge indica, dal venditore”.

Particolarmente importante, a quanto pare, il terzo preliminare di contratto: è qui, ci spiegano, che compare una postilla eclatante. “Una clausola – ci dice Di Filippo – vorrebbe quasi obbligatoria la rivendita del terreno, a trent’anni dall’acquisto, all’originario proprietario, per una somma pressoché irrisoria, attorno ai diecimila euro. Solleva anche qualche dubbio – conclude – che dopo due settimane dalla mia richiesta, come consigliere, di sfiducia per il consiglio di amministrazione di Aral e per il suo direttore, si sia assistito ad un rinnovo triennale del contratto di quest’ultimo, che resterà così inamovibile anche allo scadere del CdA, a metà giugno”.

“Un’area martoriata come Spinetta – commenta il presidente del gruppo consiliare del Movimento Cinque Stelle, Angelo Malerba – non poteva e non voleva essere teatro di un’altra discarica. Lo hanno dimostrato le numerose riunioni dei cittadini, che hanno gridato a gran voce di non esser figli di un dio minore. Una discarica di inerti di cui a Spinetta credo non si senta il bisogno, dal momento che non c’è particolare produzione di materiale edile di scarto. I dati Aral, invece, segnalano qualcosa di ben più preoccupante, e cioè che molti dei rifiuti delle nostre discariche arrivano da territori al di fuori della nostra provincia, con un evidente attrito con le normative europee e regionali, che spingono ad una sempre maggiore autonomia dei consorzi nella raccolta e nel riciclo. Non si può fare dei rifiuti un business, insomma”. 

La decisione di Di Filippo, così, dopo una sessione di commissione di controllo deserta, è nata dalla volontà di trasparenza e di maggior chiarezza. “Per questo motivo – spiega – nella seduta del consiglio comunale di venerdì 16 maggio chiederò la fiducia sul mio operato, convinto che quanto ho fatto fino ad ora, insieme alla mia commissione, abbia un valore importante”.

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