Trasporti regionali e riforme, il professor Ponti lancia l’allarme
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Alessandro Francini  
13 Maggio 2014
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Trasporti regionali e riforme, il professor Ponti lancia l’allarme

In vista delle prossime Elezioni Regionali prosegue l'approfondimento sugli effetti della riforma del Titolo V nei vari settori. Nella serata di giovedì 8 presso l'associazione “Cultura e Sviluppo” il professor Marco Ponti ha parlato dei trasporti regionali e della questione “Tav-Terzo Valico”. Dito puntato contro gli enti: "Le Regioni si sono tirate indietro quando lo Stato ha imposto un uso razionale delle risorse"

In vista delle prossime Elezioni Regionali prosegue l'approfondimento sugli effetti della riforma del Titolo V nei vari settori. Nella serata di giovedì 8 presso l'associazione ?Cultura e Sviluppo? il professor Marco Ponti ha parlato dei trasporti regionali e della questione ?Tav-Terzo Valico?. Dito puntato contro gli enti: "Le Regioni si sono tirate indietro quando lo Stato ha imposto un uso razionale delle risorse"

POLITICA – Abbiamo analizzato la situazione della sanità locale e gli effetti che potrebbe causare l’applicazione della nuova riforma del Titolo V che limita sensibilmente le autonomie degli Enti Regionali. Di questo tema si è discusso presso la sede dell’associazione “Cultura e Sviluppo” nella serata di giovedì 8 durante la conferenza dal titolo “A cosa servono le Regioni? Salute, trasporti, ambiente in vista delle elezioni in Piemonte” con il professor Luca Geninatti Satè e il dottor Vittorio Demicheli. Ospite della conferenza anche il professor Marco Ponti, ordinario di Economia Applicata al Politecnico di Milano, il quale ha cercato di illustrare la situazione del settore trasporti, a livello nazionale e regionale, e precisato ciò di cui la futura amministrazione dovrebbe preoccuparsi.

Partendo da un quadro generale il professor Ponti ha subito messo in chiaro che, in un periodo di forte crisi come quello attuale, l’Italia è vittima di una combinazione di fattori del tutto sfavorevole, in cui i costi di produzione del settore sono i più alti d’Europa a discapito di tariffe molto basse. “La dotazione di mezzi pubblici per ogni abitante è tra le più alte del continente. Purtroppo in uno stato di emergenza anche la priorità del trasporto pubblico diventa discutibile. E’ evidente che tutto ciò delinea una situazione tutt’altro che rosea” ha dichiarato l’esperto.

Anche gli Enti Regionali, secondo Ponti, hanno la loro parte di responsabilità: “Quando è stato preteso dalle Regioni un uso più razionale del denaro destinato al settore dei trasporti, queste si sono in sostanza tirate indietro, restituendo allo Stato il meccanismo di allocazione delle risorse, in modo da non dover affrontare conflitti interni. Questo ha così determinato lo svuotamento totale delle gare di appalto dei servizi”.

Il professore fa poi un chiaro esempio di come certe dinamiche monopolistiche siano ormai parte fondante del sistema trasporti. Citando il bando di gara istituito nel 2009 dall’ex assessore regionale ai Trasporti Daniele Borioli, che prevedeva la suddivisione del bacino ferroviario regionale in cinque differenti lotti in modo da razionalizzare le competenze per garantire un servizio pubblico di qualità, Ponti ricorda che “vi fu una rivolta totale delle istituzioni e degli organi dirigenziali delle aziende dei trasporti. Dopo una sola settimana dall’insediamento Cota annullò il bando. Evidentemente, nemmeno da parte di chi da sempre si erge a paladino del liberismo, vi era la volontà di cambiare lo stato delle cose”. All’ex governatore Cota viene comunque dato atto di aver intelligentemente sostituito alcuni servizi di linea ferroviari, più costosi, con quelli su gomma, più economici.

Il professor Ponti parla poi della questione “TAV-Terzo Valico”. “Ritengo entrambe le opere totalmente inutili ed assolutamente evitabili. L’attuale linea che collega Torino a Lione così com’è ora potrebbe trasportare l’invidiabile quantità di 20.000.000 di tonnellate di merci l’anno, un numero cinque volte superiore alla reale quantità di merci solitamente in viaggio. L’investimento per i lavori della nuova linea graverebbe al 100% sulle tasche dei contribuenti e l’analisi dei costi e dei benefici è palesemente stilata in modo da non risultare sconveniente”. Per la Tav sono stati previsti 2 miliardi e 600 milioni di euro d’investimento, mentre il Terzo Valico costerebbe 6 miliardi e 500 milioni, ugualmente “sovvenzionati” dai cittadini. Ponti stigmatizza però le azioni violente dei “No Tav”, ritenendole “semplici assist alla controparte, che ne approfitta per demonizzare i manifestanti. Anche determinate proteste dei locali, se pur condivisibili, risultano in realtà controproducenti quando restano focalizzate sul particolare, come l’espropriazione dei terreni agricoli – solitamente molto ben risarcita -, dovrebbero, al contrario, essere sempre basate su una prospettiva più ampia e generale”.

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