Artigianato 2.0 con il Fablab
Sabato 17 e domenica 18 maggio verrà presentato in anteprima il nuovo spazio di Fablab. Nel cuore di Borgo Rovereto, l'artigianato sposa la tecnologia
Sabato 17 e domenica 18 maggio verrà presentato in anteprima il nuovo spazio di Fablab. Nel cuore di Borgo Rovereto, l'artigianato sposa la tecnologia
ALESSANDRIA – “Non è solo un cambiamento tecnologico, è un cambiamento culturale”. A dirlo è Enrico Bassi, coordinatore Fablab di Torino, nel corso della presentazione dell’incontro previsto per sabato 17 e domenica 18 maggio, in via Verona 95. Una domanda, però, è d’obbligo: cos’è un fablab?
“Il FabLab (abbreviazione per Fabrication Laboratory) – ci spiegano – è essenzialmente un insieme di strumenti e processi, un laboratorio appunto, per costruire qualsiasi tipo di oggetto, da un computer ad una trappola per topi, da un gioiello ad una bicicletta. La definizione è di Neil Gershenfeld, un professore di fisica dell’ MIT di Boston, che per primo ne ha formulato il concetto nel suo corso How to make (almost) everything, tenuto presso la prestigiosa università americana tra gli anni 90 e il 2000. Nei FabLab, sorta di ibrido tra officina, laboratorio di ricerca e sviluppo e bottega artigiana, è infatti possibile realizzare qualsiasi cosa partendo da un semplice file realizzato in CAD”.
Una sorta di ritorno al mondo artigiano, dunque, senza dimenticare però la tecnologia e l’innovazione, come spiega Marica Barrera, assessore al Commercio, che ricorda come “il Fablab è uno dei passaggi chiave del Pisu, partita importante perché volano sia per Alessandria che per l’Expo 2015. Possiamo – dobbiamo – scommetterci e credere, perchè si tratta di una grandiosa opportunità per la città. Punti chiave sono la riorganizzazione, l’innovazione ed il recupero di attività artigianali, anche in senso tradizionale. La differenza, però, la fa l’innovazione. Anche la location, il Borgo Rovereto, è significativa: stiamo parlando di una rivoluzione per la città, che può diventare un’opportunità per tutti, anche per i centri zona e, più in là, per l’intero territorio”.
“Fablab fa parte del Pisu, ne è, in un certo senso, il cuore imprenditoriale – continua l’ingegnere Marco Neri – L’investimento fatto dal Comun, con circa 160 mila euro investiti per questa attività, si nutre della speranza che questa iniziativa possa camminare presto con le proprie gambe, dando una risposta anche per la città in termini economici.
“Fablab cambia la mentalità, le regole del gioco – continua Enrico Bassi – con un ritorno alla cultura artigianale che però, questa volta, comunica con la rete. L’apprendimento è alla portata di tutti, aperto a tutti e permette, ad esempio, di imparare ad utilizzare una stampante 3D o a programmare. Di fatto, il salto è dalla mentalità passiva a quella attiva, in cui si crea, si inventa, si produce, con un’evidente responsabilizzazione”.
