Alessandria, tra frigoriferi e divani abbandonati
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Alessandria, tra frigoriferi e divani abbandonati

Durante la nostra mattinata per le vie della città in compagnia dell'ispettore Barzizza e della sentinella Boldrin, abbiamo potuto notare come, tra centro e periferia si nascondano, oltre all'amianto, molti altri rifiuti abbandonati

Durante la nostra mattinata per le vie della città in compagnia dell'ispettore Barzizza e della sentinella Boldrin, abbiamo potuto notare come, tra centro e periferia si nascondano, oltre all'amianto, molti altri rifiuti abbandonati

ALESSANDRIA – Quella dei rifiuti abbandonati sembra essere una pratica molto diffusa nell’alessandrino. Zone industriali, aree periferiche, strade centrali, tangenziali, poco importa: trovare un materasso, un frigorifero, una lastra di eternit è fin troppo comune. Riciclare, in realtà, sarebbe facile, almeno per i rifiuti comuni, non pericolosi: oltre ai contenitori dedicati ad ogni sorta di rifiuto, c’è la possibilità di telefonare all’Amiu, per ottenere un ritiro della merce ingombrante. Una telefonata, insomma, potrebbe salvare l’ambiente: eppure abbandonare in mezzo ad un campo un elettrodomestico è una soluzione ritenuta più facile.
 
“In via Galimberti – ci racconta la sentinella Fabio Boldrin – abbiamo trovato oltre diciassette frigoriferi, solo dal mese di dicembre. Chiamarla ‘via del gelo’, ormai, viene spontaneo tra noi volontari”. Fabio è una sentinella ambientale e percorre pressoché quotidianamente le vie della città, alla ricerca di rifiuti abbandonati e discariche abusive. Come lui altri alessandrini scelgono di dedicare alcune ore del proprio tempo libero alla salvaguardia dell’ambiente, fotografando le criticità e segnalando i problemi agli Ispettori ambientali, guidati da Fulvio Barzizza. Segue il sopralluogo e, quindi, la rimozione.
 
“Il contributo delle sentinelle è fondamentale – dichiara l’ispettore Barzizza – ed è diventato ancora più importante da quando il nostro servizio è stato sospeso. I cittadini riescono, monitorando le aree in cui vivono, a fornire un controllo capillare e costante, con una maggiore conoscenza anche delle problematiche del proprio quartiere. Noi siamo in tre e controllare un’intera città, comprensiva dei sobborghi, non è facile. Amianto, rifiuti, cannibalizzazione degli elettrodomestici: succede di tutto”. 
 
Questa parola, “cannibalizzazione”, ha un suono inquietante: si tratta, ci spiega l’ispettore, della rimozione delle parti utili – il cavo elettrico ed il motore- e l’abbandono delle parti di scarto. A farlo, vista la grande quantità di frigoriferi trovati, sembrano essere, più che singoli cittadini, vere e proprie organizzazioni, che si fanno carico dello smaltimento dell’elettrodomestico per poi liberarsene in aperta campagna.

Non solo frigoriferi, però: c’è spazio anche per i materassi, per i forni, per i divani. Per le siringhe abbandonate nel Parco Italia, molto vicino al centro città, in un’area che potrebbe essere valorizzata e che, secondo le decisioni del Pisu, diventerà importante per la vita della città.
 

“Queste abitudini – ci spiega ancora l’ispettore Barzizza – sono aumentati da quanto il nostro servizio è stato sospeso: prima controllavamo la città giorno e notte, in collaborazione con la Polizia Municipale: oggi chi vuole infrangere la legge ed inquinare ha più possibilità di farlo, perché la sospensione ci ha privato della possibilità di monitorare con costanza il territorio”.  Rifiuti edili, materassi, divani, lavatrici, frigoriferi, fusti e materiale edile di scarto. “Nella zona Grindolato – ci racconta, sorridendo, Fabio – abbiamo persino trovato un abito da sposa. Cose che se non avrei creduto possibili, se non le avessi viste coi miei occhi”. 

 

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