Inaugurato lo Sportello Cittadini Stranieri: sono il 14 per cento
Offre servizi di mediazione culturale a 360 gradi per aiutare le pubbliche amministrazioni (non solo il Comune ma anche Prefettura, Questura e altre ancora) a erogare servizi e informazioni per i cittadini che non parlano italiano, ma anche per dipanare eventuali incomprensioni. Il sindaco Rossa: costa 200 mila euro lanno, ma ne vale la pena
Offre servizi di mediazione culturale a 360 gradi per aiutare le pubbliche amministrazioni (non solo il Comune ma anche Prefettura, Questura e altre ancora) a erogare servizi e informazioni per i cittadini che non parlano italiano, ma anche per dipanare eventuali incomprensioni. Il sindaco Rossa: costa 200 mila euro lanno, ma ne vale la pena
ALESSANDRIA – “La differenza fra la politica e un commissario sta in decisioni come questa”: lo ha ribadito con orgoglio il sindaco Rita Rossa durante la conferenza di presentazione dello Sportello Cittadini Stranieri del Comune, un servizio riaperto già dal 13 gennaio 2014 ma ieri inaugurato ufficialmente. “Se non fossimo usciti dalla fase più critica del dissesto mantenendo il nostro posto qui, pur al costo di aver attraversato momenti molto difficili, questo servizio non sarebbe certo stato riaperto”.
La nuova sede si trova in fondo al cortile del Comune, al piano terra in piazza della Libertà. Lì 3 mediatrici culturali (rispettivamente di madrelingua araba, albanese e ispanica, con competenze anche di lingua francese e inglese ed esperienze su pratiche e processi amministrativi in diversi ambiti) aiuteranno cittadini stranieri e uffici a parlarsi e a dipanare sul nascere eventuali incomprensioni.
“Un servizio indispensabile”, come più volte è stato ribadito durante l’incontro di presentazione dello sportello, tornato attivo dopo molti mesi di stop, conseguenti alle vicende che hanno colpito Aspal fino a decretarne il percorso di liquidazione. I cittadini stranieri ad Alessandria sono più di 13 mila, circa il 14% della popolazione. Se per lo Stato quello della mediazione non rientra strettamente fra i servizi di prima necessità, che non possono essere sospesi, per il sindaco e l’assessore alla Coesione sociale Mauro Cattaneo il servizio non solo “è fondamentale”, ma, anzi, andrà “potenziato nel tempo”. Il costo del servizio è di circa 200 mila euro all’anno (ricompresi nel totale di circa 1 milione di euro annui destinati a Costruire Insieme), ma comprende il lavoro quotidiano delle tre mediatrici e le attività amministrative a questo connesse: “stiamo parlando di servizi per abitanti di questa città” – ha sottolineano il primo cittadino in conferenza stampa.
“La diversità è e deve rimanere una ricchezza, che però va gestita perché non si trasformi in incomprensione e difficoltà. Ad insegnarci quanto sia importante e positiva la contaminazione non servono gli antropologi ma ci pensano già i bambini che giocano insieme a scuola” – ha spiegato il sindaco. Il servizio prima era supportato da fondi europei, che ora però sono finiti. Le esigenze di mediazione invece proseguono, e quindi spetterà al Comune portare avanti questi servizi. Le attività dello sportello si svilupperanno anche presso l’Informagiovani, così da garantire informazioni e massima integrazione anche per i tanti giovani di altri paesi d’origine presenti in città.
Nel corso degli ultimi mesi non erano mancate le polemiche relative alla chiusura del servizio, così come era presente fra gli operatori un po’ di titubanza al momento della riapertura: “invece fin da subito le persone sono tornate a fare la coda davanti agli uffici – raccontano le mediatrici – facendo rapidamente girare la notizia grazie al passaparola e anche nel periodo in cui lo sportello ufficialmente era chiuso, tanti stranieri ci fermavano per strada o ci telefonavano a casa per avere informazioni”.
L’Orario di apertura al pubblico è tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13.00 (il lunedì fino alle 13.30) e il martedì e il giovedì anche al pomeriggio con orario 15 – 17.30.