Barrera: “Il commercio? A Torino vorrebbero copiarci”
Riprende il nostro giro di domande con gli assessori e il sindaco Rita Rossa per fare il punto sul programma di mandato. E ora di verificare quanti degli impegni presi in autunno siano stati rispettati. Iniziamo dallassessore allo Sviluppo Economico e Polizia Municipale
Riprende il nostro giro di domande con gli assessori e il sindaco Rita Rossa per fare il punto sul programma di mandato. E ora di verificare quanti degli impegni presi in autunno siano stati rispettati. Iniziamo dallassessore allo Sviluppo Economico e Polizia Municipale
ALESSANDRIA – Fra settembre e novembre dello scorso anno abbiamo proposto ai nostri lettori una serie di interviste con i membri della giunta e il primo cittadino, Rita Rossa, per verificare lo stato di avanzamento dei lavori in merito agli obiettivi fissati nel programma di mandato. Durante quegli incontri era emerso un quadro caratterizzato da un certo ritardo rispetto a quanto preventivato, sebbene almeno parzialmente “giustificato” dal ciclone legato al dissesto.
Adesso, a distanza di circa 6 mesi, siamo tornati a interpellarli per verificare quanti degli impegni presi durante quelle interviste siano poi stati realmente rispettati e quanti, invece, disattesi. Iniziamo, come per il giro di interviste, da Marica Barrera, assessore allo Sviluppo Economico e alla Polizia Municipale.
Assessore Barrera, nell’intervista del 23 settembre lei diceva, rispetto all’ex pista di pattinaggio dei giardini pubblici: “toglieremo tutto quello che è pericoloso, comprese probabilmente le tribune, e faremo un concorso di idee”. La pista però è ancora al suo posto, e anzi versa in condizioni preoccupanti e pericolose, mentre del concorso di idee non vi è traccia. Perché?
In effetti eravamo pronti a smantellare la struttura, e anzi era già stato fatto da me un censimento di tutti i beni comunali che potevano essere dismessi e venduti, o riciclati per un altro utilizzo. All’ultimo minuto però è venuta fuori una proposta di acquisto da parte di una società rugbistica, pare disposta a comprare la struttura e a donarle un nuovo utilizzo, in grado comunque di riqualificarla.
E poi cosa è successo?
I lavori sono ora seguito dal vicesindaco Giancarlo Cattaneo che ha le deleghe ai Lavori Pubblici, Patrimonio e Sport. Personalmente non ho più avuto notizie al riguardo.
Nell’intervista precedente lei aveva indicato l’intenzione forte, come allora assessore al Lavoro, di puntare su corsi di formazione per offrire alle persone una chance reale di trovare un nuovo impiego. Cosa è stato fatto da allora?
Anche in questo caso la mia delega è stata passata a un “Cattaneo”, Mauro in questo caso, con deleghe a Innovazione, Coesione Sociale, e Relazione con i cittadini. Bisogna quindi far riferimento a lui per questo tema.
Cosa avete fatto per recuperare la maggior quantità possibile di fondi da Regione ed Europa? Nella verifica precedente si era parlato di intenzione di partecipare ad alcuni bandi…
In effetti in tema di commercio abbiamo aderito a due bandi regionali, sebbene non si conoscano ancora i risultati. Speriamo che il nostro progetto venga selezionato. Si tratta della riqualificazione dell’ex ospedale militare, con la parte relativa anche ai giardini Pittaluga. L’obiettivo è quello di farne un’area fieristica e dedicata a incontri pubblici e al commercio, insieme all’abbellimento delle aree verdi. La somma che verrà distribuita fra i diversi vincitori è di 300 mila euro in totale, il 20% delle risorse per ogni singolo progetto sarebbero erogate a fondo perduto mentre l’80% sarebbero sostanzialmente un “prestito” e andrebbero poi restituiti nei sei anni successivi. Staremo a vedere.
Che esito ha dato il “giro degli imprenditori privati” che era pronta a fare a settembre scorso per trovare risorse aggiuntive da destinare a progetti meritevoli per la città?
Ho cercato di muovermi ragionando un piano di sviluppo triennale che, partendo da manifestazioni fondamentali per la città, come ad esempio l’evento di “Floreale”, che però dura solamente due giorni, costruissero progetti più ampi. E’ stato in questo caso quanto messo in campo la “Primavera Alessandrina”, utilizzando il singolo evento come volano per il nostro commercio. Ho incontrato tutte le associazioni di commercianti, tanti singoli esercenti e i comitati di via. Ciascuna realtà ha le proprie criticità, ma è solamente lavorando insieme che può ridonare speranza e infondere un nuovo spirito che prenda il posto della sensazione di scoramento che ha colpito qualcuno. Insieme alla Fondazione e alla Camera di Commercio ho ragionato su cosa si possa fare a breve e a lungo termine, presentando poi un piano di interventi, anche andando personalmente negozio per negozio. A volte quelle che paiono criticità insormontabili sono in realtà figlie di poche chiarezza, e spiegandosi torna la voglia di investire e sperare in un futuro migliore. Quello che serve ora è lo spirito di solidarietà da parte di tutti. In questi mesi ho fatto il giro di tanti assessorati simili al mio in regione, compreso quello di Torino, e l’assessore Domenico Mangone del capoluogo regionale ci ha anzi fatto i complimenti, sottolineando come alcune delle cose che stiamo facendo qui andrebbero copiate e riproposte anche da loro. Non perché io sia più brava, ma semplicemente perché in realtà più piccole si riesce a muoversi diversamente.

Per esempio ho lavorato sui regolamenti, andando a parlare con l’ufficio patrimonio e l’assessorato al bilancio per trovare soluzioni praticabili. Non si può esentare tutto dalla tassazione, ma abbiamo lavorato sull’arredo urbano e ho rateizzato maggiormente i pagamenti dovuti dagli ambulanti, portando le rate da 3 a 12. Oggi chi occupa il suolo pubblico paga meno rispetto al passato e anche le eventuali sanzioni sono state pesantemente riviste: si è passati dal 160% (che per molti commercianti voleva dire anche la chiusura della propria attività per impossibilità a pagare) al solo 10% dell’imposta non correttamente versata. Un bel passo avanti. Ho poi esentato dalla tassazione le esposizioni di merci come frutta e verdura all’esterno dei negozi. Sono piccoli gesti, ma per i commercianti sono comunque importanti e possono aiutare il rilancio del settore.
A settembre aveva citato la realizzazione di un bando contenente le linee guida per organizzare eventi in città che seguissero le indicazioni del Comune, garantendo così maggiore omogeneità nella concessione dei patrocini e criteri più chiari per tutti. Il primo anno di mandato è servito, aveva spiegato, per stilare tale regolamento. Ad oggi però del bando non si hanno ancora notizie…
In effetti per quest’anno non è ancora stato strutturato. E’ una materia molto complessa ma con l’evento “Floreale” è stato comunque fatto qualcosa di simile: è stata l’Amministrazione a decidere chi avrebbe fatto cosa e a dare disposizioni rispetto alle risorse disponibili. Io credo che a volte sia meglio fare un po’ meno ma puntare su una maggiore qualità. In passato sono stati fatti eventi che, per i costi che hanno comportato, sarebbero dovuti essere indelebili per la città ma evidentemente non è stato così. E’ importante non ripetere certi errori.
Come procedono le attività di avvicinamento a Expo2015? Anche in questo caso nella prima intervista si faceva riferimento a incontri costanti avvenuti in Regione. Quali strategie si stanno costruendo?
Punteremo molto sulla Cittadella e sul ponte Meier. Il ponte sarà un polo attrattivo da non sottovalutare: in fondo si tratta di una struttura unica, così come la Cittadella. Altre città proporranno amaretti e prodotti tipici del territorio, ma nessuno ha ciò che abbiamo, e avremo, noi. Resta il problema dei trasporti e dei flussi di turisti che dovrebbero giungere da Milano. Abbiamo fatto incontri con la Provincia, la Camera di Commercio e la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e nelle prossime settimane torneremo pubblicamente sul tema.
Com’è andato il censimento dei locali e dei negozi vuoti e spesso fatiscenti in centro? Si tratta, riferiva nella prima intervista, della prima fase di un intervento piuttosto importante di riqualificazione di tutto il nucleo storico e commerciale di Alessandria…
Il censimento, non senza difficoltà, è stato ultimato. Ora abbiamo una mappa precisa di tutti gli spazi lasciati vuoti e decadenti in centro, con i riferimenti dei relativi proprietari, che in diversi casi non sono neppure residenti in città. E’ evidente che lasciare questi spazi abbandonati è un danno anche per gli esercenti vicini, che vanifica la loro voglia di investire per abbellire le proprie vetrine. Sono stati fatti solleciti perché gli spazi abbandonati venissero sistemati e anche le relative multe. Ora stiamo progettando soluzioni che consentano ai negozi limitrofi di utilizzare le vetrine degli spazi abbandonati, a fronte del pagamento di un piccolo contributo. Stiamo inoltre facendo un censimento dei proprietari di immobili che mantengono gli affitti troppo alti, mettendo in difficoltà i commercianti. Non possiamo obbligarli ad abbassare i prezzi, ma cercheremo attività di intermediazione e promuoveremo un tavolo allargato per proporre soluzioni alternative, come quella di pagare affitti composti da una quota fissa per la metratura e da una variabile legata al fatturato che il commerciante realmente riesce a produrre. Molti di questi interventi non possono essere presi solamente dalla Giunta, ma vanno condivisi con diversi soggetti, a partire dalle associazioni di categoria. Anzi, è giusto che sia così. L’importante è avere idee da sviluppare e la voglia di discuterle e condividerle con gli interessati.