Altri 40 profughi ad Alessandria: una dozzina resteranno
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Altri 40 profughi ad Alessandria: una dozzina resteranno

Non si fermano gli sbarchi di profughi in Sicilia e neppure le attività di smistamento su tutto il territorio nazionale. Venerdì sera altre 40 persone fuggite dai loro paesi sono giunte presso l'Ostello di Santa Maria di Castello. Grazie a progetti specifici di accoglienza 12 di loro potrebbe restare ad Alessandria fino almeno a giugno

Non si fermano gli sbarchi di profughi in Sicilia e neppure le attività di smistamento su tutto il territorio nazionale. Venerdì sera altre 40 persone fuggite dai loro paesi sono giunte presso l'Ostello di Santa Maria di Castello. Grazie a progetti specifici di accoglienza 12 di loro potrebbe restare ad Alessandria fino almeno a giugno

ALESSANDRIA – Torna l’emergenza profughi in provincia, con l’arrivo di nuove persone scappate dai loro Paesi e approdate nei giorni scorsi sulle coste della Sicilia. Si tratta in particolare di 40 uomini, tutti giovani, intorno ai 25 anni di età, provenienti da Senegal, Mali, Costa d’Avorio.

“Il loro arrivo è stato preparato con attenzione nei due giorni precedenti dalla Prefettura – racconta Fabio Scaltritti, della Comunità San Benedetto al Porto, una delle realtà che si impegnerà nell’accoglienza di alcuni di loro che ha allertato sia il personale del Soggiorno Borsalino che la Croce Rossa e il personale sanitario dell’ASOAL. Oltre ovviamente alle forze di Polizia che hanno svolto, integrandosi molto bene, il loro lavoro”. 
 

Le condizioni in cui sono arrivati questi giovani sono apparse subito migliori di quelli arrivati il mese scorso: vestiti, affamati ma non denutriti, molti affermano di aver dormito giovedì in Sicilia e di essere arrivati in aereo venerdi a Torino. Tutti avevano abiti puliti forniti loro a Torino venerdi anche se nei borsoni giacevano ancora indumenti umidi e impregnati di sale marino. Il personale della Casa di Riposo Borsalino ha fornito loro subito una confezione di cibo e un sacco trasparente con effetti per l’igiene personale, asciugamani e abiti pultiti, con intimo.

“Tra loro tutti (sia il personale d’accoglienza che i nuovi arrivati) parlavano l’Inglese o il Francese o entrambe le lingue per cui non c’è stata nessuna difficoltà di comunicazione – prosegue Scaltritti, che spiega – La protezione civile e la Croce Rossa hanno dimostrato ottime capacità d’accoglienza che organizzative per cui in un paio d’ore tutti sono stati accompagnati nelle loro stanze. Il personale di Polizia ha fotografato i nuovi arrivati registrando ognuno con rapidità e senza intoppi. Abbiamo poi consegnato ad ognuno di loro una copia della Costituzione Italiana in diverse lingue e alcuni dizionari”. La domanda più frequente era: “ma dove siamo? Vicini a Roma? A Milano?”

All’accoglienza hanno partecipato attivamente sia Karim che Lamine (accolti a loro volta meno di un mese fa e rimasti all’Ostello come facilitatori naturali) “dimostrando ancora una volta che lo spazio di protagonismo li rende responsabili e migliora di molto le potenzialità di accoglienza. Bravi. Una volta in camera sono stati tutti visitati dai medici e dal personale dell’Ospedale che non hanno tralasciato nessuno e nessuna richiesta.
Due di loro hanno chiesto Bibbie in Francese e indicazioni sulla città” – sottolineano da San Benedetto – nei prossimi giorni li conosceremo meglio e e cercheremo di proseguire nel modo migliore il supporto all’accoglienza che in questo momento è del Soggiorno Borsalino ma vede coinvolti anche gli altri soggetti presenti in città”. 

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