Sos imprese: uniti per non “morire di crisi”
Nel 2013 solo ad Alessandria sono fallite 122 imprese. I dati sono impietosi e tante ditte storiche stanno chiudendo i battenti, finendo per lasciare a casa i dipendenti. Abbiamo incontrato il gruppo di imprenditori Sos imprese.Al che da febbraio cerca di offrire risposte a chi si trova in difficoltà...
Nel 2013 solo ad Alessandria sono fallite 122 imprese. I dati sono impietosi e tante ditte storiche stanno chiudendo i battenti, finendo per lasciare a casa i dipendenti. Abbiamo incontrato il gruppo di imprenditori Sos imprese.Al che da febbraio cerca di offrire risposte a chi si trova in difficoltà...
ALESSANDRIA – La crisi economica continua a mietere vittime in città. Tanti imprenditori, storici, non riescono più a mantenere le proprie attività e i dipendenti, vista la scarsità ormai cronica di commesse e i problemi costanti nell’essere pagati dopo aver effettuato un lavoro. Per cercare solidarietà, organizzare servizi di consulenza legale e finanziaria in comune e far sentire la propria voce, alcuni di loro hanno così deciso di creare un vero e proprio sportello di primo soccorso per imprenditori, così da fornire un aiuto concreto a chi si trova in difficoltà.Li abbiamo incontrati per farci raccontare le loro storie, com’è nato il progetto dello sportello e quali obiettivi si pone nel breve e medio periodo.
Ci racconta Marco Garavelli, imprenditore edile, uno dei settori più colpiti: “nel 2013 l’edilizia ha fatto registrare un calo del fatturato del 66%. La situazione è davvero drammatica e coinvolge un po’ tutti i comparti. Anche quando si riesce a lavorare si finisce per non essere pagati, tanto dal pubblico quanto dal privato. Tanti alessandrini come noi stanno rischiando il fallimento pur avendo più crediti che debiti… e praticamente ogni giorno in Italia qualche imprenditore decide di farla finita.
E così avete scelto di organizzarvi in uno sportello. Quando è nata l’idea?
Questo spazio è stato organizzato da febbraio ed è animato da un gruppo Facebook Sos imprese.al che stiamo vedendo crescere di giorno in giorno. Le richieste ci arrivano da tutta Italia, non solo dal nostro territorio. Speriamo anzi possano essere aperti al più presto altri sportelli di aiuto per imprenditori altrove, così da costituire una rete nazionale. Solamente con la quantità possiamo sperare di ottenere un po’ di attenzione e qualche intervento.

Persone oneste, tanti sul mercato da decenni, che mai prima d’ora hanno avuto problemi. La necessità dello sportello nasce anche da questo: fornire consulenza in termini di tassi d’interesse, rapporti difficili con le banche, rischio usura anche a chi fino a qualche mese fa non avrebbe mai potuto immaginare di finire così. Lo Stato ci sta soffocando sotto le tasse, ma è una scelta assurda. Se non fatturiamo e con i dipendenti da mantenere, che per noi restano al primo posto, non abbiamo molte alternative. Se lo Stato vuole continuare ad avere i nostri soldi deve darci la possibilità di ripartire. Non possiamo essere abbandonati così a noi stessi. Se noi falliamo, e tanti purtroppo sono già falliti, lasciamo a casa anche i nostri dipendenti, cioè famiglie che finiscono per diventare un problema sociale in più. Senza contare il fatto che le nostre sono imprese quasi sempre familiari. Chi le ha aperte ci ha investito tutti i propri risparmi perché quello che sta succedendo oggi non era prevedibile in passato. Fallendo si rovinano anche le famiglie degli stessi imprenditori. E infatti c’è poi chi, drammaticamente, decide di farla finita…
Come funziona lo sportello?
Riusciamo a tenere aperto per ora due giorni a settimana. Lo sportello Sos Impresa Alessandria si trova in via Aspromonte n.34 e resta aperto tutti i martedì dalle 18 alle 19 (per la consulenza legale) e i mercoledì dalle 17.30 alle 19 (per quella finanziaria). L’obiettivo è quello di fornire un primo orientamento a chi si rivolge a noi, anche perché spesso si è così frastornati dalle difficoltà da perdere la lucidità.

In questi mesi ci siamo già rivolti a tutti i livelli istituzionali per ora purtroppo ottenendo pochissime risposte. Abbiamo chiesto al sindaco Rita Rossa e al prefetto Romilda Tafuri. Ci sarebbero le condizioni per dichiarare lo stato di emergenza… Serve una moratoria generale per consentire alle aziende di ripartire, e un fondo di garanzia per evitare di venire schiacciati da problemi di liquidità, a costo di coinvolgere sia chi se lo meriterebbe sia chi lo meriterebbe meno. Il rischio altrimenti è il collasso del Paese. E poi interventi seri per il rilancio dell’economia e del lavoro. Se non ripartono gli investimenti qualsiasi intervento servirà comunque a poco.
Cosa pensate di fare nei prossimi mesi?
Sicuramente estendere la nostra rete. Abbiamo incontri già fissati con diversi imprenditori in varie zone d’Italia. E poi, alcuni di noi, sono pronti a iniziative di protesta fiscale. In realtà per tanti più che un scelta è diventato un dato di fatto: se dobbiamo dare delle priorità scegliamo di pagare prima i nostri dipendenti, che non possono aspettare, e di versar loro tutti i contributi, e poi lo Stato. D’altronde, è la stessa Costituzione italiana a sottolineare, nell’articolo 53 come: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”. In effetti, a conti fatti, è molto più conveniente pagare il 3,5% di sanzioni allo Stato (diluibili in 120 rate) mediante la procedura del ravvedimento operoso che non chiedere pagare tasse sullo scoperto alle banche che possono costare dal 9% in su. D’altronde dobbiamo pur difenderci in qualche modo. Al giorno d’oggi basta la revoca di un fido, anche solo per una stupidaggine, e si entra in un baratro senza fondo. Senza contare la burocrazia: si passa più tempo a compilare documenti che a lavorare. Se pensiamo poi a come vengono utilizzate buona parte delle nostre tasse da parte dello Stato, per alimentare sprechi e una macchina politica che ci ha portato fino a questo punto, ecco che protestare e cercare di resistere in ogni modo diventa quasi un dovere…
Chi volesse contattare lo Sportello può ricercare la pagina Facebook Imprenditori liberi dalla Crisi, telefonare al 370/1022050 (dalle 15 alle 19 dal lunedì al venerdì) o inviare un’email a imprenditoriliberi101@gmail.com