Aspal: ora la priorità è liquidare “con lentezza”
La Commissione Cultura prosegue i lavori per la riorganizzazione del polo culturale cittadino e la conseguente gestione dei lavoratori nel delicato passaggio da Aspal a Costruire Insieme. Il quadro normativo non consentirà probabilmente la liquidazione della partecipata prima di un anno, un anno e mezzo
La Commissione Cultura prosegue i lavori per la riorganizzazione del polo culturale cittadino e la conseguente gestione dei lavoratori nel delicato passaggio da Aspal a Costruire Insieme. Il quadro normativo non consentirà probabilmente la liquidazione della partecipata prima di un anno, un anno e mezzo
ALESSANDRIA – Dalla Commissione Cultura tenutasi ieri, lunedì 24 marzo, ancora nessuna novità di rilievo sulla possibilità di prolungare la cassa integrazione in deroga per i lavoratori Aspal, che dovrebbe scadere a fine mese. Dal dibattimento (partito a rilento per l’assenza dell’assessore al personale Claudio Falleti, atteso invano) è però emersa la conferma dell’impossibilità di assumere i lavoratori che ora si trovano in distacco funzionale nell’azienda speciale Costruire Insieme ancora almeno per tutto il 2014 (perché le partecipate vengono assimilate al Comune che si trova sotto il doppio vincolo legato al mancato rispetto del patto di stabilità e alle norme sul dissesto). Stando così le cose la liquidazione di Aspal (che prima sembrava destinata a subire un’accelerazione, per volontà della stessa amministrazione) potrebbe dunque procedere molto a rilento (consentendo così a Costruire Insieme di “utilizzare” ancora per almeno un anno i lavoratori di Aspal messi a disposizione in distacco funzionale, non potendoli assumere direttamente).
L’assessore alla Cultura Vittoria Oneto ha poi ribadito che i fondi per finanziare il piano di apertura dei musei a partire dalla fine dell’estate ci sono: “Cessando a giugno alcuni servizi finora erogati, il doposcuola e la gestione della scuola Bovio (che verrà statalizzata), si libereranno le risorse sufficienti per il personale necessario a mantenere i musei e la biblioteca molto più aperti. Solamente il doposcuola costava al Comune circa 300 mila euro all’anno. Ciò che finora ha impedito un’apertura più ampia è stata la mancanza di fondi per retribuire il personale che lo facesse, problema però che verrà risolto con l’inizio dell’estate. I veri investimenti per l’innovazione sul polo culturale, come da piano strategico presentato nella scorsa commissione, partiranno dal 2015-2016. Anche alla luce di questo per ora il servizio Iat di accoglienza turistica resta internalizzato e non verrà passato subito a Costruire Insieme. Può darsi che ciò avverrà l’anno prossimo, in previsione dell’Expo, con relativa dotazione organica”. Da giugno dovrebbero iniziare i corsi di formazione per riqualificare i dipendenti Aspal in modo che possano occuparsi dei servizi museali (a partire poi dal mese di luglio). Ha infatti sottolineato l’assessore Oneto: “pur in presenza di una rete di volontari ampia, che va costruita, serve personale formato per assolvere ad alcuni compiti in maniera professionale”.

Polemica dai commissari dell’opposizione Barosini e Sciaudone che hanno chiesto maggiori idee sul piano programmatico per rilanciare la cultura, proponendo in particolare di affidare a personale Aspal la gestione della Cittadella, per ora affidata a volontari (ma sulla quale il Comune ha la responsabilità, almeno fino al completamento dell’iter del nuovo bando indetto dal demanio). Secca in questo caso la risposta della presidenza della partecipata, che ha ricordato come allo stato attuale ci siano fondi appena sufficienti per gestire i servizi già affidati.
Dal presidente di Aspal Anna Tripodi l’accento è stato invece posto sull’utilizzo futuro del Teatro: “bisogna avere il coraggio, per rilanciare la cultura in città e valorizzare i lavoratori, di fare il passo un po’ più in là. Ci sono opportunità che possono essere colte con un po’ di coraggio. Penso per esempio al foyer del Teatro: è uno spazio enorme, sovradimensionato alla realtà di Alessandria così com’è oggi. Si potrebbe facilmente ottenere un piano in più, frazionandolo, così da ospitare attività commerciali e di presentazione di prodotti tipici. Se lì venisse ospitato anche lo Iat si avrebbe immediatamente una vetrina di accoglienza per i turisti tedeschi provenienti dalle tratte “Autozug”.
Di seguito le considerazioni dei sindacalisti rsa Stefano Bianco (Cgil) e Rosario Trupia (Uil) presenti alla seduta della commissione. (In collaborazione con www.icittadiniprimaditutto.blogspot.com)