Un’economia civile per favorire il benessere reciproco
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Alessandro Francini  
17 Marzo 2014
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Un’economia civile per favorire il benessere reciproco

Il professor Zamagni, docente di Economia Politica all'Università di Bologna, è stato ospite dell'associazione Cultura e Sviluppo. Alla presenza del presidente di ACSAL Giorgio Guala e di Guido Savoi, operatore educativo, si è discusso del nuovo modello di welfare fondato sul principio di "sussidiarietà circolare"

Il professor Zamagni, docente di Economia Politica all'Università di Bologna, è stato ospite dell'associazione Cultura e Sviluppo. Alla presenza del presidente di ACSAL Giorgio Guala e di Guido Savoi, operatore educativo, si è discusso del nuovo modello di welfare fondato sul principio di "sussidiarietà circolare"

ALESSANDRIA – Reciprocità, sussidiarietà circolare, welfare society o generativo. Secondo il professor Stefano Zamagni, docente di Economia Politica all’Università di Bologna ed ospite giovedì 13 marzo dell’Associazione Cultura e Sviluppo, sono queste le parole chiave dell’economia civile. Il vecchio modello di welfare state è in piena crisi, lo stato sociale non è più in grado di garantire il benessere dei cittadini. Quali sono le cause e come possiamo uscirne? Che cosa si intende con il termine “economia civile”? “L’economia civile ed il nuovo welfare in tempo di crisi” è il titolo della conferenza organizzata da Cultura e Sviluppo, e il professor Zamagni colui che, in veste di relatore, ha spiegato il significato dei termini sopraelencati e, con originalità e calore, ha indicato le possibili vie di uscita.

L’incontro è stato aperto dal presidente di ACSAL Giorgio Guala che, prima di lasciare la parola al professor Zamagni, ha illustrato le attività di “Social”, la fondazione nata nel 2013 per iniziativa del “Gruppo GualaPack” “per sostenere le organizzazioni del terzo settore, quali cooperative sociali, associazioni di volontariato, imprese no-profi, impegnate a far fronte alla crisi dello Stato sociale e per promuovere un’”economia civile”, ad Alessandria e non solo”. Giorgio Guala ha spiegato che “proprio per illustrare meglio il concetto di economia civile è stato invitato il professor Zamagni, che è un punto di riferimento importante in Italia per questa visione della società, che tende a valorizzare i valori intangibili quali fiducia e partecipazione nell’ambito dei rapporti sociali”.
Il moderatore dell’incontro Guido Savoi, operatore nei servizi socio-educativi, ha quindi introdotto l’intervento del professor Zamagni chiedendogli come mai l’attuale sistema di welfare non è più efficace e di fornire qualche esempio di economia civile.

Zamagni inizia dalla storia, da quel 1942 quando in Inghilterra venne approvato ed introdotto il modello di welfare state teorizzato dall’economista britannico John Maynard Keynes che si diffonde via via negli anni in altri Paesi europei. L’economista evidenzia i motivi che hanno dato il via al declino di questo tipo di modello; il primo è l’insostenibilità dello Stato sociale , dovuta dall’aumento del gettito fiscale che ha portato a drastici tagli della spesa sociale. Zamagni mette poi sotto accusa il modello di tipo risarcitorio del welfare state italiano “che si rivolge al portatore di bisogni senza chiedergli nulla in cambio”. Per il professore il tipo di welfare state praticato nel nostro Paese è “un modello paternalista che ci ha viziato e resi menefreghisti ed individualisti. Chi ha bisogno di assistenza non deve rimanere in una posizione passiva, ma contribuire, ovviamente in base alle proprie possibilità e non necessariamente con il denaro, al benessere reciproco”.

Il professore aggiunge che da qualche anno in Europa ci si è resi conto del necessario cambio di modello: da welfare state al “welfare society” (o welfare generativo), dove è l’intera società a prendersi cura del benessere collettivo. Lo Stato, cioè gli enti pubblici, la business community, cioè l’imprenditoria e la società civile rappresentata dalle organizzazioni del terzo settore devono interagire continuamente per definire gli interventi e la programmazione necessari e per decidere sui modi di gestione dei vari servizi di welfare. Questa idea di mettere in relazione queste tre sfere della società prende il nome di “sussidiarietà circolare”. Zamagni dichiara che welfare generativo significa “fruire dei servizi di assistenza in maniera sociale e non individualistica. Lo slogan, molto chiaro e d’effetto di questo tipo di modello è infatti “non posso aiutarti senza di te”, principio che sta poi alla base delle teorie fondanti dell’economia civile”.

Zamagni ha poi spiegato, in un excursus storico, che la dottrina dell’economia civile è sempre esistita ma che è stata colpevolmente trascurata nel corso dei secoli. Questa visione dell’economia è nata, infatti, presso l’Università di Napoli nella seconda metà del ‘700 grazie agli studi dell’abate Antonio Genovesi, venendo poi schiacciata dalla potenza egemonica dell’economia politica di Adam Smith.
Il professor Zamagni in conclusione si dichiara fiducioso, in quanto “l’economia civile sta riemergendo nel nostro continente, perché si sta iniziando a comprendere che queste teorie sono quello che ci vuole oggi per far fronte ai nuovi problemi che devono affrontare le nostre società, che stanno vivendo la controversa stagione della globalizzazione”.

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