Polo culturale: “ecco come restituiremo i musei alla città”
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Polo culturale: “ecco come restituiremo i musei alla città”

In Commissione Cultura l’assessore Vittoria Oneto ha presentato la prima parte della riorganizzazione del polo culturale cittadino, con gli obiettivi per il 2014-2016. Spazio all’impiego del personale Aspal in Costruire Insieme, ma bisognerà trovare fondi e stabilizzare i lavoratori

In Commissione Cultura l?assessore Vittoria Oneto ha presentato la prima parte della riorganizzazione del polo culturale cittadino, con gli obiettivi per il 2014-2016. Spazio all?impiego del personale Aspal in Costruire Insieme, ma bisognerà trovare fondi e stabilizzare i lavoratori

ALESSANDRIA – Quella di mercoledì 12 marzo è stata la prima tappa di un percorso che coinvolgerà la Commissione Cultura ancora per diversi appuntamenti consecutivi. L’obiettivo è quello di presentare e discutere la riorganizzazione o, come forse sarebbe più corretto dire, la rifondazione di un vero polo culturale cittadino. I dati presentati dall’assessore Vittoria Oneto sono impietosi e fotografano l’incapacità del nostro territorio di valorizzare le grandi potenzialità che possiede in ambito culturale, anche da un punto di vista imprenditoriale.

La seduta di ieri ha ospitato una prima relazione dell’assessore alla Cultura e preso in esame in particolare l’ambito museale, con l’illustrazione degli obiettivi che la Giunta vorrebbe venissero raggiunti nel triennio 2014-2016.

Ha spiegato l’assessore Oneto: “sul nostro territorio ci sono grandi potenzialità, ma anche problemi evidenti. I nostri musei nell’ultimo anno hanno incassato pochissimo, classificandosi quasi tutti nella fascia compresa fra 0 e 1000 euro di fatturato (solamente le Sale d’Arte si collocano fra mile e cinque mila euro). Perfino il museo Borsalino, unico nel suo genere, ha incassato neppure mille euro”.

A mancare però, secondo l’assessore, non è la domanda, che invece è rimasta alta (come ha confermato anche la presidente di Costruire Insieme Maria Rosa Gheido), specialmente da parte delle scolaresche cittadine e non, ma la possibilità di tenere aperti gli spazi e di offrire servizi all’altezza. All’interno della rete manca poi il tassello del Marengo Museum (che l’assessore spera possa passare un domani alla gestione di Costruire Insieme), capace nonostante le difficoltà nell’apertura di incassare fra 10 e 20 mila euro, una cifra comunque bassa se comparata ad altre realtà. Nella medesima fascia d’incassi infatti in Piemonte troviamo per esempio il museo di arti e mestieri di Cisterna D’Asti, sicuramente una realtà sulla carta meno “importante” del polo costruito intorno al museo di Marengo, “sul quale in passato la Provincia ha investito molto denaro senza poi dar seguito agli investimenti, un po’ come capitato con i musei gestiti dal Comune”.

Se nel 2013 in Italia i musei hanno fatto registrare visite in aumento del 5%, dal 2009 al 2013 le visite ai musei cittadini si sono ridotte del 30%. Questa situazione è stata figlia “dalle scelte delle amministrazioni di non puntare sulla cultura, della scarsa capacità di innovare, della mancanza di un sistema di volontari (anche se non si può prescindere da personale adeguatamente formato) e della mancanza di una regia e una vera e propria rete capace di valorizzare il patrimonio culturale e farlo rendere anche in chiave imprenditoriale”.

Da queste riflessioni è così nato il piano che la Giunta, per voce di Vittoria Oneto, immagina così:

Nel 2014:
Migliorare l’accessibilità alle strutture, specie in termini di orari e giorni di apertura, lavorare nel rapporto con scuole e cittadinanza, rivedere la presentazione internet e l’area del sito dedicata alla cultura, ragionare delle rete dei musei nel suo complesso e di possibili servizi collaterali, quali eventi che portino ulteriori visitatori, implementare un rapporto costante con associazioni e volontari, ripensare a un logo immediatamente riconoscibile per il sistema museale

Nel 2015:
Lavorare all’ulteriore sviluppo dell’immagine coordinata della rete museale, pensare a progetti di inclusione sociale legati alla fruizione dei musei (per esempio per gli studenti stranieri, vista l’alta richiesta in questa direzione), progettare mostre temporanee, trovare sponsorizzazioni e partnership che possano aiutare l’attività di promozione, ricercare fondi per creare la dotazione tecnologica dei musei, elaborare una carta dei servizi del volontariato

Nel 2016:
Effettiva messa in rete dei musei, con la possibilità di promuovere anche visite virtuali e attività laboratoriali di tipo innovativo (intercettando anche appositi fondi messi a disposizione eventualmente dalla Comunità Europea e altre istituzioni), lavorare a un coordinamento provinciale del sistema museale in grado di dare nuovo vigore al polo culturale nel suo compresso e tornare a intercettare fondi regionali oggi diretti (comprensibilmente) verso realtà più efficienti.

Moderata soddisfazione è stata espressa dai sindacati, anche se resta il nodo fondamentale del personale. I rappresentanti rsa di Aspal hanno infatti sottolineato come resti per ora la situazione di massima incertezza per i lavoratori in cassa integrazione e anche per i tempi della liquidazione della partecipata. Se infatti è chiaro che il nuovo soggetto che dovrà portare avanti le direttrici culturali cittadine sarà Costruire Insieme i dipendenti sono ancora quelli di Aspal e bisognerà capire bene le tempistiche e le modalità del passaggio del personale alla nuova società.

Sia i rappresentanti sindacali dei lavoratori Aspal che il presidente di Costruire Insieme Gheido hanno poi richiesto maggiore coinvolgimento dei lavoratori dell’azienda in fase di pianificazione. “Se infatti è vero che ci sono professionalità di qualità da valorizzare, sarebbe allora utile e necessario che chi conosce i diversi servizi dall’interno potesse partecipare alla fase di elaborazione dei piani strategici” – hanno ripetuto nei rispettivi interventi.

Infine una prima certezza è arrivata in merito al servizio extrascuola e al personale dell’Istituto Bovio, scuola che dal prossimo anno sarà statalizzata. Come ha spiegato l’assessore ai servizi educativi integrati Maria Teresa Gotta: “il servizio del’extrascuola è stato affidato all’azienda per quest’anno fino a luglio e non sarà rinnovato. Le risorse potranno essere utilizzate quindi per finanziare gli altri progetti relativi alla costruzione del polo culturale cittadino. Il passaggio della scuola Bovio allo Stato è ormai ufficiale” e ne consegue che dal prossimo anno il personale Aspal/Costruire Insieme oggi impegnato nella struttura dovrebbe essere spostato su altri servizi.

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