Emergenza sfratti in città: pronto un esercito di nuovi occupanti?
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Emergenza sfratti in città: pronto un esercito di nuovi occupanti?

Il caso del Ferrhotel è una goccia rispetto alla crisi che potrebbe aprirsi nei prossimi mesi. Centinaia di famiglie in difficoltà, molte con sfratti esecutivi che non prevedono ulteriori proroghe, potrebbero riversarsi in strada. Bambini piccoli, giovani coppie, persone anziane. Dal Comune un appello, ma le soluzioni concrete sono lontane…

Il caso del Ferrhotel è una goccia rispetto alla crisi che potrebbe aprirsi nei prossimi mesi. Centinaia di famiglie in difficoltà, molte con sfratti esecutivi che non prevedono ulteriori proroghe, potrebbero riversarsi in strada. Bambini piccoli, giovani coppie, persone anziane. Dal Comune un appello, ma le soluzioni concrete sono lontane?

ALESSANDRIA – Le prime giornate di sole potrebbero rappresentare per tanti alessandrini, centinaia, una pessima notizia. Sono infatti più di 200 le famiglie sotto sfratto in città, la maggior parte delle quali ha ottenuto nel corso degli ultimi mesi rinvii grazie alle temperature rigide e al periodo invernale. Dal mese di marzo però gli sfratti si stanno eseguendo davvero e c’è già chi si è trovato in mezzo a una strada

La vicenda del Ferrhotel raccontata in queste settimane, murato dai proprietari e destinato a restare completamente vuoto nel giro di qualche giorno, con gli ex occupanti divisi fra l’ospitalità offerta da Mons. Marasini presso la Chiesa di San Rocco, il dormitorio in viale Mazzini e nuovi ripari di fortuna, non è che un piccolo esempio della disperazione che potrebbe dilagare presto ad Alessandria. Il Ministero dell’Interno ha contato 340 sfratti solamente nel primo semestre 2013, ma da allora la situazione è ulteriormente peggiorata.

Mauro Cattaneo (nella foto), assessore alle politiche sociali e alla casa del Comune di Alessandria, spiega: “La decisione della società proprietaria di sgomberare la struttura del Ferrhotel che da lungo tempo era utilizzato come rifugio da diverse persone prive di un tetto ha ulteriormente aggravato una situazione che era già ampiamente di grave sofferenza per l’emergenza abitativa nella nostra città. Gli uffici del Comune di Alessandria insieme agli operatori del Tavolo Tecnico per l’Emergenza Freddo si sono attivati per cercare di rimediare a questi ulteriori bisogni chiedendo un nuovo sforzo e disponibilità alle persone che operano presso il dormitorio Caritas di via Mazzini. Purtroppo solo alcuni degli ex ospiti del Ferrhotel si sono avvalsi di questa disponibilità mentre degli altri non si hanno avuto più notizie. Al dramma degli sfratti bisognerà rispondere con nuovi interventi di carattere strutturale”. “Non ha però senso parlare di interventi in grandi strutture inutilizzate come la Cittadella e la Caserma Valfrè – ha proseguito l’assessore, volendo smentire notizie apparse su un quotidiano in questi giorni – L’emergenza abitativa non è semplicemente un problema che si risolve con alcuni grandi stanzoni in cui ammucchiare a dormire dei senza tetto. Occorre invece attrezzare adeguate strutture d’accoglienza che diano dignità alle persone che ospiteranno. Ed è soprattutto un problema che riguarda ormai decine di nuclei famigliari che non possono certo essere dispersi come naufraghi alla rinfusa”.

Quel che è certo è però che le soluzioni concrete sembrano ancora lontane, mentre i problemi sono ormai quotidiani, e potrebbero subire un’accelerata nelle prossime settimane. Chi ha famiglia, magari bambini piccoli, e rischia di non avere più un tetto sotto la testa (perché senza lavoro e impossibilitato da tempo a pagare l’affitto) minaccia di seguire la via disperata dell’occupazione, pur consapevole delle gravi conseguenze alle quali potrà andare incontro, come la cancellazione da ogni graduatoria per ottenere un appartamento di edilizia pubblica, se mai sarà disponibile. Un esercito di nuovi occupanti, espulsi in futuro dalla possibilità di ottenere una casa loro assegnata, sarebbe un dramma e un grave pericolo per la città

“In queste settimane il Tavolo Tecnico per l’Emergenza freddo – a cui partecipano e collaborano gli operatori dei servizi pubblici e del privato sociale – ha seguito circa duecento nuclei familiari a rischio, svolto attività di mediazione in procedure di sfratto, gestito decine di piccoli interventi economici. Ma è evidente che per quanto utile e generoso tutto questo non sia pù sufficiente” – ammette Cattaneo, che prosegue: “Dopo aver aperto la nuova struttura del dormitorio femminile e aver raccolto una prima disponibilità da parte della Caritas ad ampliare temporaneamente la fase di maggior accoglienza del dormitorio maschile, occorrono altri interventi ma soprattutto la capacità economica di sostenerli. Occorre ad esempio individuare piccoli e medi immobili di proprietà pubblica che possano essere destinati – anche provvisoriamente – a piccole strutture temporanee di accoglienza per singoli ma soprattutto per nuclei familiari, individuando anche le risorse per poterli convertire a tale uso e – grazie alla collaborazione di operatori del privato sociale come la Caritas e la Comunità di San Benedetto – impegnando nel lavoro di recupero le stesse persone che ospiteranno fornendo così loro anche un piccolo reddito. Occorre una più stretta collaborazione con l’Agenzia Territoriale per la Casa che consenta di abbreviare i tempi di consegna degli alloggi disponibili e permetta di assegnare agli aventi diritto i 45 alloggi destinati all’emergenza abitativa relativi alla graduatoria del 2013”.

L’emergenza sociale che riguarda la nostra città come tutto il nostro paese vede nell’emergenza abitativa il punto di maggior allarme. “Il Comune di Alessandria – conclude l’assessore Mauro Cattaneo – grazie alle collaborazioni già citate è impegnato quotidianamente nell’affrontarla. Occorre però maggior consapevolezza della situazione in cui centinaia di nostri concittadini si trovano e maggior disponibilità e solidarietà da parte dei vari soggetti pubblici e privati che possono essere utili a individuare soluzioni. Nelle ultime settimane si è intensificato un lavoro di collaborazione con la Prefettura che speriamo dia a breve dei buoni risultati. Ben sapendo che non esistono soluzioni che ci faranno superare da un giorno all’altro problemi di questa gravità ma contando anche sul senso di responsabilità di tutte le componenti della nostra Comunità locale”.

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