Home
Cgil a congresso, “abbiamo impedito i licenziamenti di massa”
Si è aperto ieri il congresso Cgil. Nella relazione introduttiva il segretario Silvana Tiberti tenta l'ultima apertura al sindaco Rossa e rilancia la necessità di dialogo, "siamo come di fronte ad una guerra". Alla Provincia: "Su Expò e terzo valico non possiamo perdere il tram"
Si è aperto ieri il congresso Cgil. Nella relazione introduttiva il segretario Silvana Tiberti tenta l'ultima apertura al sindaco Rossa e rilancia la necessità di dialogo, "siamo come di fronte ad una guerra". Alla Provincia: "Su Expò e terzo valico non possiamo perdere il tram"
ALESSANDRIA – Spazia dal globale al locale, sempre la passione e il cuore in mano. Il segretario provinciale Cgil Silvana Tiberti dimissionario (ma dovrebbe essere riconfermata nell’ultima giornata di congresso, oggi), nella relazione introduttiva al si rivolge direttamente ai “compagni” del sindacato e gli amici, gettando un ponte per rinnovare e, in alcuni casi ritrovare, il dialogo con gli enti, Comune e Provincia in testa, gli altri sindacati, le associazioni di categoria. La crisi, sempre quella, è presente come l’ombra nera della morte in tutti i passaggi. Ma guardare al futuro non è una scelta, è un obbligo. E allora rilancia i tavoli con le istituzioni sui grandi temi, sui “tram” che non si possono perdere: Expò, Terzo Valico, progetti “condivisi” per far ripartire Alessandria capoluogo e l’economia locale.“Galleggiamo nell’instabilità totale”, è l’esordio di Silvana Tiberti. Un accenno al nuovo governo “che non inizia bene se pensa di tassare le nonne con i Bot” perchè “si serve redistribuire ricchezza, non povertà”.
Ci sono “famiglie disperate”e si registra la nascita “di un nuovo sottoproletariato che è smarrito”.
In tutto ciò, “il sindacato non è la casta, è cresciuto, è rimasto l’unica ancora di salvezza”. Se siamo di fronte ad una “emergenza sociale”, occorre rispondere come in guerra, “come durante l’alluvione del 1994, con l’unità”.
Se il sindacato ha una colpa, a livello nazionale come a livello locale, “è quella di aver consentito di non mettere su un livello di parità lavoro e salario”. “Non è accettabile lo scambio di un lavoro pubblico con quello delle cooperative, dentro ci stanno tutti, ma salviamo i 1200 euro al mese di un dipendente senza essere costretti ad accettare gli 800 euro delle cooperative”. Lo sguardo di Tiberti corre lungo le prime file, verso il sindaco di Alessandria, Rita Rossa: “noi avremo le nostre colpe, ma la politica ci ha lasciato soli. Ha usato politiche clientelari, infilando parenti e ingrossando le partecipate. Prima troppo, ora meno. E’ comunque sbagliato”.
Il ruolo del sindacato, compresi Cisl e Uil, nella fase di dissesto, è stato quella di aver “impedito i licenziamenti di massa”. Con il sindaco Rossa “c’è un’ambivalenza affettiva – ammette il segretario – Ad un certo punto non ci siamo più capite. Non c’è solo il risanamento – dice rivolgendosi direttamente a Rita Rossa – ci vuole anche un progetto”.Risponde il sindaco, tornando sulla questione dissesto, “che non si poteva evitare”. Rita Rossa replica di essersi presa le responsabilità di affrontare la situazione, di aver “gestito il presente per garantire il futuro”, che però, non sarà più come il passato. “Abbiamo bisogno di strumenti innovativi, – dice il sindaco – ci sono aziende pubbliche ipertrofiche a causa dei passati clientelismi e questo sistema, con queste risorse, non è più sostenibile”. Sulla via del risanamento, sono rimasti indietro 35 lavoratori Aspal, i 15 del teatro, 65 lavoratrici precarie che da tempo prestavano servizio per il comune. Non lo nega il sindaco. Quindi? “Riorganizziamo gli asset principali, puntiamo sui partner privati”, mettendo a reddito risorse come le reti del gas e “riapriamo il dialogo”. Finisce con un abbraccio tra Rossa e Tiberti. Quanto convinto, lo dirà il tempo.
Per il territorio provinciale le speranze, secondo il principale sindacato, si chiamano invece Expò e Terzo Valico, con tutti i”se” e i “ma” del caso.
“Togliere fondi dal Terzo Valico per le strade? Ma se è un percorso possibile – dice il segretario Cgil – allora facciamo il nuovo ospedale di Alessandria, e diamo avvio all’agenda digitale”. Provocazione per provocazione ma solo per dire che “la politica deve assumersi le responsabilità, fornendo risposte semplici e concrete”. Ancora sul Terzo Valico: “Il nostro motto è fare, ma fare bene. Se l’opera serve, si faccia ma che il territorio ne abbia un ritorno. E se si inizia, si abbia la certezza che si arrivi in fondo. Se no, non sprechiamo risorse”.
Tiberti lancia la sua proposta, “provocatoria”: “mettiamo insieme tutti i tavoli, i convegni, i piani strategici. Usiamo l’Università per un progetto condiviso da proporre a Regione, Stato, Rfi. La Provincia non ci ha ascoltato nelle nostre proposte, ma noi le ribadiamo”. Per non parlare poi della Regione, che “è sempre stata assente”.
Anche il presidente della provincia lo ribadisce: “no ad un terzo valico a doppia velocità, da una parte i cantieri che procedono, dall’altra le ricadute sul territorio che si fanno fatica a vedere”.