Lavoratori Aspal: scoppia il caso della Cassa Integrazione “illegale”
Home

Lavoratori Aspal: scoppia il caso della Cassa Integrazione “illegale”

Durante la Commissione Bilancio alla richiesta di indicazioni precise sul futuro dei lavoratori di Aspal la Giunta risponde presentando gli ambiti nei quali, con l’espansione di Costruire Insieme, gli stessi potrebbero “un domani” venire riassorbiti. Parole pesanti dai sindacati: “ci chiediamo se alcune procedure di Cassa Integrazione siano legali”. Ferraris: “accusa grave, indagheremo”

Durante la Commissione Bilancio alla richiesta di indicazioni precise sul futuro dei lavoratori di Aspal la Giunta risponde presentando gli ambiti nei quali, con l’espansione di Costruire Insieme, gli stessi potrebbero “un domani” venire riassorbiti. Parole pesanti dai sindacati: “ci chiediamo se alcune procedure di Cassa Integrazione siano legali”. Ferraris: “accusa grave, indagheremo”

ALESSANDRIA – La Commissione Bilancio convocata ad hoc dopo lo sciopero del personale di Aspal e Costruire Insieme della scorsa settimana è servita solamente in parte a fornire le risposte attese, ma le polemiche non sono mancate e potrebbero portare a strascichi dirompenti. 

La seduta, convocata sui nodi in sospeso di Aspal, primo fra tutti il futuro dei lavoratori (a meno di un mese dalla fine della cassa integrazione e senza garanzie concrete che questa venga rinnovata per altri 3 mesi), ha fatto registrare alcuni passaggi di grande frizione. L’incontro si è aperto con la relazione dell’avvocato Massimo Bianchi (nella foto in fondo), liquidatore della partecipata, che nel corso di tutto l’incontro, oltre a fornire il quadro d’insieme della situazione, ha cercato di stemperare alcuni toni. Bianchi ha infatti ricordato come, se da un lato la procedura di liquidazione in atto ha l’obiettivo di dismettere l’azienda, dall’altro ha ancora il tempo per essere affrontata con la calma necessaria a trovare soluzioni per il ricollocamento dei lavoratori e per il pagamento dei creditori. Perché questo avvenga sarà però necessario risolvere questioni di particolare complessità, come quella relativa al diritto di superficie che Aspal vanta nei confronti del Teatro Comunale e che rappresenta un punto strategico per stabilire quale via prenderà la liquidazione (rappresentando un importante valore economico nei rendiconti della partecipata).

A surriscaldare l’incontro sono arrivate invece le parole dei sindacati e in particolare di Maura Settimo (nella foto), segretario Uil Tucs, la quale ha esordito sottolineando come: “la mancanza di chiarezza dell’amministrazione crei grandi problemi non solo ai lavoratori ma anche ai sindacati e ai loro rappresentanti che si trovano a rischiare in prima persona danni economici e denunce dovendo firmare accordi di cassa integrazione che potrebbero risultare illegali”. Il riferimento – ha spiegato Maura Settimo – “riguarda in particolare la vicenda dei lavoratori in cassa integrazione del Sit, visto che il servizio è stato trasferito al Csi. Se da un lato infatti si è pagato il Csi per continuare a svolgere un lavoro per il Comune, dall’altro lato si ricorre alla cassa integrazione per buona parte dei lavoratori, il che potrebbe non essere una procedura legale. Il punto è già stato sollevato più di una volta all’Amministrazione, anche 10 giorni fa durante il tavolo tenutosi in Prefettura, ma la Giunta continua a non fornire risposte”. “In più – ha concluso Mauro Settimo – ancora una volta apprendiamo da altre fonti le decisioni prese dalla Giunta. Questa volta è stata l’assessore Marica Barrera addirittura su Facebook a scrivere del cambio di orari dell’ufficio contravvenzioni, senza che ci venisse comunicato nulla prima. Siamo stanchi di essere chiamati solamente per ratificare decisioni già prese, o di essere contattati telefonicamente in via più o meno informale invece che ai tavoli che dovrebbero istituzionalmente affrontare le questioni con i lavoratori”.

Sull’accusa specifica di illegalità l’assessore a Bilancio e Partecipate Matteo Ferraris (nella foto) è stato molto duro nel replicare: “nego categoricamente che il problema sia mai stato sollevato in passato. Faremo tutte le verifiche del caso in tempi brevissimi e poi valuteremo come procedere. Certe accuse non sono accettabili, visto che proprio in nome della piena legalità abbiamo preso decisioni anche molto difficili”.

Più in generale i rappresentanti sindacali intervenuti, Alvaro Venturino per la Cgil e Cristina Vignoli per la Cisl, hanno sottolineato la mancanza da parte dell’Amministrazione della volontà di portare avanti un vero dialogo sui temi strategici, quali il futuro dei lavoratori, visto che la cassa integrazione in deroga è in scadenza e rischia di non essere rinnovata (sorte comune anche per i lavoratori ex Tra).

Praticamente le stesse domande sono state poste anche da Piercarlo Fabbio, ex sindaco oggi consigliere di minoranza, che ha interpellato l’Amministrazione per conoscere: “quale sia la scelta strategica che la Giunta ha in mente. Se la cassa integrazione serva da ponte per il periodo necessario a ricollocare i lavoratori di Aspal in Costruire Insieme e quali siano gli obiettivi della nuova partecipata: costituire un polo in grado di curare la proposta culturale del Comune nel suo complesso (trovando spazio per i lavoratori ora in cassa) o una realtà strutturalmente ridimensionata, di fatto aprendo le porte al mercato privato per tutta una serie di servizi prima offerti dal Comune e invitando gli stessi lavoratori a cercare un nuovo impiego altrove”.

A rispondere ha provveduto nuovamente l’assessore Ferraris (presente anche l’assessore alla Cultura Vittoria Oneto, mentre erano assenti il sindaco Rita Rossa e i vertici di Aspal). “Un piano esiste – ha spiegato Ferraris – ed è stato costruito in questi mesi, anche se non è definito in ogni sua parte e verrà presentato entro maggio. Ovviamente non si potrà tornare al passato. L’azienda andrà liquidata ma è chiaro che l’obiettivo è quello di garantire continuità a quanti più lavoratori sarà possibile. Ci sono ora risorse strutturali dedicata a Costruire Insieme (1 milione e 30 mila euro) e alcune linee di sviluppo che potrebbero consentire di recuperare sul mercato ulteriori risorse. E’ sbagliato concentrarsi solamente su una concorrenza fra pubblico e privato: meglio ragionare anche di possibili collaborazioni, tali da rendere diverse realtà che si coordinano più forti. Penso per esempio al servizio riscossione Tributi: non esiste in ambito provinciale una realtà in grado di svolgere servizi per i diversi Comuni. E’ un settore invece strategico che comporta un alto livello di informatizzazione. Il servizio non ha più investito in formazione e crescita professionale. Se verrà fatto un bando per l’assegnazione, una soluzione potrebbe essere quella di includere l’obbligo di garantire formazione al personale di Aspal oggi in esubero, che potrebbe così trovare una riqualificazione professionale in un comparto dal grande potenziale”. Rispetto alla Biblioteca l’assessore ha poi sottolineato come: “non sarà certamente dismessa ma anzi sarà al centro del nuovo polo di servizi culturali che ruoteranno intorno a Costruire Insieme, sempre tenendo conto delle opportunità e della domanda che arriva dal mercato. Un esempio sono le attività di collaborazione appena avviate dall’Informagiovani con altri Comuni. C’è spazio per espandersi e, sviluppando servizi che rispondano a una domanda reale, incrementare le risorse messe a disposizione dall’Ente”.

Contrarietà è stata espressa invece dal Ciro Fiorentino (nella foto), della Federazione per la Sinistra, che ha sottolineato “il cambio di indirizzo dell’Amministrazione. Due anni fa noi partecipavamo perfino con un assessore in Giunta (Giorgio Barberis ndr) e con un progetto di città votato dagli elettori. Oggi invece ci viene proposto un piano diverso, con servizi non più gestiti internamente. Ci sono settori che è strategico restino pubblici. L’Amministrazione ha lasciato soli i sindacati a combattere alcune battaglie, mentre invece si sarebbe dovuti andare tutti a protestare a Roma come hanno fatto altri sindaci. Si lasciano indietro via via persone, quando si era detto che non lo si sarebbe fatto. I posti di lavoro che ora potrebbero andare persi sono posti di alessandrini e il riequilibrio di bilancio lo si è fatto sulle spalle dei più deboli”.

Renzo Penna, presidente della commissione Cultura, ha promesso: “è fondamentale chiarire presto quale sia il progetto complessivo per Costruire Insieme e di conseguenza quali siano anche le reali prospettive per i lavoratori. Dalla prossima settimana il mercoledì lavoreremo in commissione Cultura proprio per costruire un quadro completo della situazione e dei suoi possibili sviluppi”.

La seduta si è conclusa con l’appello dei sindacati: “chiediamo di convocare un altro incontro della commissione alla quale sia presente anche il sindaco. E’ sei mesi che chiediamo un incontro che non ci viene concesso”.

Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione