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Gatti sfrattati, “qui stavano bene. La struttura la stavamo sistemando”
Più di quaranta gatti traslocati dal rifugio dell'associazione Panciallegra al gattile comunale perchè la struttura è stata dichiarata inagibile dall'Asl e dai Noe. Maurizio: qui stavano bene, il rifugio? Lo stavamo ristrutturando a nostre spese
Più di quaranta gatti ?traslocati? dal rifugio dell'associazione Panciallegra al gattile comunale perchè la struttura ?è stata dichiarata inagibile dall'Asl e dai Noe?. Maurizio: ?qui stavano bene, il rifugio? Lo stavamo ristrutturando a nostre spese?
ALESSANDRIA – Secondo trasloco, nel giro di sette mesi, per i gatti custoditi dall’associazione Panciallegra. Da dietro le sbarre delle gabbie, dove sono stati rinchiusi per il breve viaggio, da via Monteverde al gattile di viale Michel, qualcuno miagola vigorosamente. I gatti adulti li hanno coperti con teli, “perchè non si spaventino”; i piccoli giocano, “loro non capiscono ancora”. Altri ancora sono scappati, impauriti, e prenderli sarà un’impresa: “dovremo usarele ‘trappole’ temo”. Ieri mattina gli uomini del servizio veterinario Asl sono arrivati con un furgone e li hanno portati via dalle cure di Maurizio e degli altri volontari dell’associazione. La struttura, l’ex canile di via Monteverde, dove erano ospitati dallo scorso maggio, è stata dichiarata “inagibile” dopo che Asl e i carabinieri del Noe hanno effettuato un sopralluogo. “Non lo neghiamo, è evidente che ci sono dei problemi all’immobile. Ma ci stavamo lavorando, abbiamo già fatto diversi interventi e ne sono in programma altri”. Nessuna denuncia di maltrattamento, ci tengono a precisare i responsabili dell’associazione che si prende cura dei gatti abbandonati, “è solo la struttura che non è idonea”.
Fino a sette mesi fa, lungo il vialone che porta al cimitero, c’erano i resti dell’ex canile municipale. “La struttura ci è stata assegnata dal comune, in via temporanea. Abbiamo rifatto il tetto, la recinzione, l’impianto elettrico, spendendo di tasca nostra – spiega Maurizio – erano in programma altri lavori, come il rifacimento dell’impianto idraulico”. Aspettavano un sopralluogo del comune, per discutere dell’assegnazione, magari in via definitiva, e invece sono arrivati gli ispettori dell’Asl e dei carabinieri. I volontari dell’associazione accudivano una quarantina di gatti, “ma di sera vengono qui a mangiare anche quelli che abitualmente stanno in zona cimitero”. Ogni gatto ha un nome, e una storia. Che Maurizio e gli altri conosco bene. “Qui i gatti stavano bene, abbiamo attrezzato le stanze con due stufe a pellet e non diamo da mangiare ‘il pastone’, ma cibo cucinato. Quando sono arrivati gli ispettori hanno trovato cibo e acqua fresca. Tutto in regola. Certo la struttura presenta ancora dei problemi, ma ci stavamo lavorando”. Ora i gatti sono statti traslocati nella struttura comunale, gestita dall’Ata. “Spero che ce le facciano vedere presto”, dice il volontario. “Questo era un luogo aperto, tutti i pomeriggi, c’è chi viene qui a fare pet terapy, contro la depressione”. La speranza di Maurizio è che lascino all’associazione il tempo per completare i lavori. “Poi abbiamo intenzione di andare a riprenderli, i nostri gatti”.