“Ma io il mutuo lo devo pagare lo stesso…”
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Irene Navaro - irene.navaro@alessandrianews.it  
19 Febbraio 2014
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“Ma io il mutuo lo devo pagare lo stesso…”

Una storia di sfratto vista dall'altra parte, quella del proprietario che non percepisce l'affitto da oltre un anno: “io però il mutuo che ho fatto per comprare l'appartamento lo devo pagare, e pure le tasse”

Una storia di sfratto vista dall'altra parte, quella del proprietario che non percepisce l'affitto da oltre un anno: ?io però il mutuo che ho fatto per comprare l'appartamento lo devo pagare, e pure le tasse?

ALESSANDRIA – Settanta metri quadrati, in una via centrale di Alessandria, un mutuo, il pensiero di un figlio che si vuole sposare. Ne vale la pena di fare l’ennesimo sacrificio, per un figlio. Perchè di sacrificio si tratta, con uno stipendio da dipendente di un’azienda privata. Non ci si può certo permettere chissà cosa, a maggior ragione, con i tempi che corrono.
Inizia così la storia di Giovanni (il nome è di fantasia), proprietario di un appartamento dato in affitto e ora in attesa di “sfrattare” gli inquilini che non gli pagano l’affitto da oltre un anno.
Non si sente uno strozzino, e neppure “cattivo”, a dirla tutta. “Non sono un immobiliarista, io vivo del mio lavoro, e basta. Quella casa l’avevo presa per mio figlio. Poi lui non si è più sposato e così l’abbiamo data in affitto.” Un contratto regolare di locazione “pure un prezzo onesto, mi pare, 350 euro per 70 metri quadrati in centro. E’ quanto pago di rata del mutuo ogni mese. Io contavo di coprire la rata con l’affitto. E invece niente”.
A dirla tutta, un mese il canone gli è stato corrisposto, “il primo mese”, poi sono iniziati i ritardi, le scuse. “So che ha un lavoro saltuario, una compagna e un figlio. Ci siamo parlati più volte, capisco le difficoltà e infatti non sono mica andato subito da un avvocato”. Però dopo qualche mese che i soldi non arrivavano, allora sì.
Nell’estate del 2013, dopo che erano già passati 8 mesi, arriva la prima convocazione in tribunale per lo sfratto. Da quella data, il giudice fissa il termine di tre mesi per dare la possibilità all’inquilino moroso di trovare un’altra sistemazione.
“Ma nel frattempo anche l’inquilino mi denuncia perchè dice che la casa è umida. Quindi – racconta – ho fatto fare anche dei lavori di manutenzione. L’inquilino diceva che una camera era umida e fredda. Ho fatto gli interventi necessari, spendendo oltre 2 mila euro. Per carità, se era da fare… Sono dovuto andare almeno tre volte negli uffici comunali per presentare tutta la documentazione che i lavori erano stati fatti”.
Forse è solo una leggenda metropolitana, di quelle che girano e si ingigantiscono ad ogni passaggio di bocca, “ma sembra che a volte l’umidità gli venga creata apposta, perchè se abiti in una casa malsana l’Atc ti assegna subito un alloggio popolare, se no devi stare in lista di attesa”.
Passano i tre mesi, e l’inquilino ancora non esce di casa. “Viene fissata una seconda udienza, alla quale di fatto viene solo preso atto che il termine dei tre mesi è trascorso. Ora aspetto l’ufficiale giudiziario, però mi hanno già detto che non lo manderanno prima di aprile. E, anche allora, non sarà una cosa immediata.”
Oltre i danno, anche la beffa: “ora scopro che sull’affitto mai percepito per tutto il 2013 ci devo pagare pure le tasse, come se quei soldi mi fossero arrivati in tasca. E poi ditemi se il ‘cattivo’ sono io”. (Nelle foto, immagini generiche)
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