“Sei di Alessandria se…”: quando i ricordi diventano virali
In Facebook sono nati, in pochi giorni, numerosissimi gruppi che raccolgono i ricordi degli abitanti di città e paesi, "per provare a ricordare i tempi andati e rintracciare un filo di Arianna che ci unisce a questa città e alla vita passata dentro le sue mura"
In Facebook sono nati, in pochi giorni, numerosissimi gruppi che raccolgono i ricordi degli abitanti di città e paesi, "per provare a ricordare i tempi andati e rintracciare un filo di Arianna che ci unisce a questa città e alla vita passata dentro le sue mura"
SOCIETA’ – Una delle cose più sorprendenti dei social network è la capacità di poter collegare quasi tutti gli angoli di mondo in pochi secondi, rendendo incredibilmente vicino anche chi è davvero lontano. Non ci sono mai troppi chilometri, non esiste fuso orario che tenga: la rete ci collega tutti in tempo reale, rendendo il villaggio globale più vicino di quanto non sia mai stato prima.Qualcosa, però, sembra voler contraddire questa teoria. Un’idea nata chissà dove, diventata virale grazie alla forza degli utenti di Facebook, rapidamente copiata, arricchita, diffusa per ricordare a tutti che sì, il mondo sarà anche a portata di mano, ma abbiamo tutti qualcosa che ci lega al nostro luogo d’origine.
La nostalgia, si sa, è una forza incredibilmente elastica: capita così di sentirsi spesso lontani dalla propria città, dal proprio paese e, contemporaneamente, di non poter non ricordare con orgoglio le memorie che sono state costruite negli anni proprio lì, in quei luoghi che oggi sopportiamo a fatica.
“Sei di Alessandria se…“, “Sei di Spinetta Marengo se…“, “Sei di Mandrogne se…” sono gruppi di Facebook. Il primo, nato all’inizio di febbraio, ha già superato i mille iscritti: una catena ininterrotta di memorie più o meno recenti messe in fila, comprensibili solo da chi ha condiviso almeno qualche tempo della propria vita con la città, con le sue figure ed i suoi luoghi.
“Questo gruppo – si legge nella scheda descrittiva – è stato creato per provare a ricordare tutte le cose, le situazioni, gli eventi, gli accadimenti, i ricorsi storici e quant’altro vi possa venire in mente su Alessandria; per provare a ricordare i tempi andati e rintracciare un filo di Arianna che ci unisce a questa città e alla vita passata dentro le sue mura“. I Grigi, i negozi storici che han chiuso e quelli che ci sono ancora, le discoteche, le abitudini e i racconti di tante diverse generazioni, a confronto in una pagina. Immagini di una città diversa, vecchia di venti, trenta o quarant’anni, a cui si fa fatica a non voler bene, forse anche per colpa di quella capacità, tipica del tempo che passa, di rendere ogni cosa un po’ più dolce.
Ecco, probabilmente nel villaggio globale c’è davvero qualcosa che non avevamo considerato: la capacità di unire il mondo, sì, ma anche i ricordi, permettendo ai più giovani di conoscere una città diversa, e ai più grandi di ricordarla, rievocandone lo spirito. E, forse, anche di riscoprire l’amore per la propria città, magari attraverso un gioco.
