Solventi a Spinetta, “ancora fino a 500 volte sopra i limiti”
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Irene Navaro - irene.navaro@alessandrianews.it  
4 Febbraio 2014
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Solventi a Spinetta, “ancora fino a 500 volte sopra i limiti”

Non solo cromo: le ultime rilevazioni di Arpa indicano come la situazione degli inquinanti a Spinetta sia migliorata dal 2008 ma alcuni parametri restano ben al di sopra della soglia. Il “giallo” dei dati Solvay “che non arrivano” e le proposte della commissione: “intervenga il governo, estendiamo ad Alessandria le legge speciale su Taranto”

Non solo cromo: le ultime rilevazioni di Arpa indicano come la situazione degli inquinanti a Spinetta sia migliorata dal 2008 ma alcuni parametri restano ben al di sopra della soglia. Il “giallo” dei dati Solvay “che non arrivano” e le proposte della commissione: “intervenga il governo, estendiamo ad Alessandria le legge speciale su Taranto”

 ALESSANDRIA – La bonifica e messa in sicurezza del Polo Chimico va avanti a rilento e “potrebbe non essere sufficiente il progetto presentato dalle aziende”. E’ quanto è emerso dalla commissione congiunta sicurezza e ambiente che si è tenuta ieri a palazzo Rosso. I dati “sono ancora allarmanti” con valori “al di sopra dei limiti di legge”, fino a 500 volte superiori per quanto riguarda i solventi, il cromo e gli organoalogenati. Un mix di circa venti sostanze “di cui alcune dichiarate cancerogene, come nel caso del cloroformio” che persiste nelle acque della Fraschetta. Su tutti un dato: “nel 2008 il pozzo Valle 1, esterno allo stabilimento, che convenzionalmente è considerato il punto di conformità e su cui Arpa esegue i campionamenti, indicava la presenza di cloroformio nella misura di 1710 microgrammi per litro, gli ultimi dati (secondo semestre 2013) indicano una presenza tra gli 800 e i 1250 microgrammi, contro un limite di 0,15 previsto per legge”, precisa il direttore Arpa Alberto Maffiotti davanti alla commissione.
Se i dati saranno confermati, è evidente che “qualcosa è stato fatto, ma non basta” (parole dell’assessore Claudio Lombardi e del consigliere Roberto Sarti).
Che fare, allora? Al termine della commissione, emerge una proposta concreta, dagli esiti però incerti: sarà proposto un ordine del giorno in cui il comune di Alessandria chiede un intervento del governo, attraverso il ministero, “per estendere alle aree inquinate come quelle di Spinetta l’applicazione della legge varata per il sito Ilva di Taranto che si basa sulla valutazione del danno sanitario”.
Bisognerà probabilmente attendere che l’Asl (presente in aula la dottoressa Brezzi) completi l’indagine sulla mortalità della zona. “Abbiamo esteso l’indagine di altri quattro anni,considerando i casi fino al 2012. I risultati saranno disponibili nei prossimi mesi”.
Maffiotti e il dirigente del comune Pierfranco Robotti ripercorrono le tappe salienti di quella che è passata alla storia come “emergenza cromo” del 2008, anche se il cromo, torna a sottolineare il direttore Arpa, “è solo una delle sostanze presenti”.
Nel 2001, in forza della normativa nazionale, Ausimont, che ha preceduto Solvay nella gestione del sito industriale, si “autodenuncia”, avviando il procedimento di bonifica e sottoponendo agli enti (Comune, Provincia, Regione, Asl e Arpa) un primo intervento. Alle conferenze dei servizi gli enti richiedono una serie di integrazioni. Arriveranno, ma con tutta calma. Nel frattempo Solvay acquisisce il sito industriale. Da una barriera di 4 pozzi (barriera che “preleva” dalla falda acqua contaminata, la ripulsice a la rimette in falda) si arriva a 40 pozzi, che saranno ulteriormente implementati in questo ultimo periodo. La dichiarazione di avvio di bonifica comporta che i campionamenti dei pozzi e dei piezometri interni allo stabilimento vengano effettuati direttamente dalla ditta, mentre Arpa ha “competenza” solo sui pozzi esterni. “Ma nel 2006, quando alle due società che avevano presentato la richiesta di valutazione di impatto ambientale per l’ex zuccherificio, di pozzi non ce ne sono, o sono inutilizzabili o comunque non affidabili”. Nuovi pozzi saranno fatti solo nel 2008, quando scoppia l’emergenza. Ancora oggi Arpa effettua campionamenti trimestralmente in 190 pozzi. Altrettanto fanno le aziende del Polo Chimico, che trasmettono semestralmente i risultati agli enti. “A novembre 2013 sono stati messi a disposizione i dati dei primi sei mesi di quell’anno. I dati relativi agli ultimi sei mesi sono arrivati in questi giorni, solo parzialmente”, dice Maffiotti. Per una serie di parametri sarebbero stati effettuati campionamenti in due momenti e sarebbero state rilevate “anomalie” nella prima rilevazione, “stralciata” poi dai data base in quanto “ritenuta non attendibile”, ma frutto di probabili errori di laboratorio.
Secondo l’assessore Lombardi, il punto di partenza deve essere quello di “comprendere se l’inquinamento è in diminuzione oppure no” e, di conseguenza agire, coinvolgendo lo stato centrale e sollecitando nuovi progetti. Il consigliere Gianni Barosini propone la convocazione di un consiglio comunale aperto sul tema, i consiglieri 5 Stelle fanno presente che “da 10 mesi attendiamo la risposta ad una nostra interpellanza sull’osservatorio della Fraschetta”. Sarti, chiaramente, dice che “ci vuole un impegno più serio da parte dell’azienda” e che “occorre sollecitare il governo, perchè non esiste solo l’Ilva di Taranto”, invitando “il ministero dell’Ambiente a Spinetta”. E, mentre in Corte d’Assise prosegue il processo contro otto tra dirigenti ed ex dirigenti per omessa bonifica e inquinamento della acque, la politica torna a svegliarsi, sperando che non sia la vigilia di una nuova “emergenza”.
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