Libera: le risposte dell’amministrazione sulla legalità
AL10, la piattaforma politica proposta ai candidati. Nata la Commissione Comunale di promozione della cultura della legalità
AL10, la piattaforma politica proposta ai candidati. Nata la Commissione Comunale di promozione della cultura della legalità
ALESSANDRIA – Un incontro a medio termine per verificare i dieci punti di AL10, la piattaforma politica proposta dal coordinamento provinciale di Libera ai 16 candidati sindaco e ai candidati consiglieri durante la campagna elettorale delle amministrative del 2012. Venerdì 24 gennaio a Cultura e Sviluppo Carlo Piccini, referente provinciale di Libera, e Bruno Nosenzo del presidio Anna Pace hanno chiesto al consigliere comunale Roberto Massaro, all’assessore Matteo Ferraris e al sindaco Rita Rossa di rendere conto dell’impegno sottoscritto prima delle elezioni.
La prima parte della serata è stata però dedicata alla formazione con Marco Tabbia, direttore della fondazione Benvenuti in Italia, e Davide Pecorelli, responsabile della comunicazione di Libera Piemonte. Sul tema della partecipazione politica, facente parte di un ciclo di conferenze provinciali di In Libera Formazione, Tabbia ha parlato ai giovani che fanno parte della rete di Libera, di lobby della legalità, “una lobby trasparente, diversa dall’accezione negativa che in genere ha in Italia ma con il significato positivo del mondo anglosassone, per effettuare attività di persuasione sui decisori politici”. Benvenuti in Italia, nata proprio perché Libera deve essere slegata dai partiti, ha lo scopo di essere un “pensatoio” e di intervenire su chi fa politica attivamente. Pecorelli ha illustrato L10, la campagna nata da Libera e Gruppo Abele per le ultime elezioni regionali. “Chi non mantiene le promesse sottoscritte nelle interviste in Giunta o Consiglio regionale viene ‘sanzionato’ segnala tramite comunicati” ha spiegato Pecorelli.
Nella parte dedicata alla verifica della piattaforma AL10, Bruno Nosenzo ha chiesto al presidente della Commissione Speciale Legalità Roberto Massaro e all’assessore comunale con deleghe a legalità e trasparenza Ferraris di rendere conto dei 10 punti che erano stati sottoposti all’attenzione dei candidati. È intervenuta al dibattito anche il sindaco Rita Rossa.
“In Consiglio Comunale non ci sono condannati per reati contro la pubblica amministrazione – ha detto Ferraris – anche perché dovrebbero decadere, certo è noto che c’è un processo in corso per qualcuno facente parte dell’assemblea”. Sull’anagrafe pubblica degli eletti Massaro ha spiegato che si stanno caricando sul sito del Comune i dati sulla situzione patrimoniale e su quanto percepito nella funzione dei componenti del Consiglio. Massaro ha anche illustrato la complessa messa in atto della Commissione comunale di promozione della cultura della legalità (Libera chiedeva una commissione antimafia), nata grazie alla mediazione del presidente del Consiglio Comunale Mazzoni con Questura e Prefettura che ritenevano il termine “antimafia” riservato alle loro competenze.
Per quanto riguarda l’accesso alle informazioni Ferraris anticipa il ruolo dell’open data anche grazie all’apporto di esperti volontari. Sul welfare locale Rita Rossa ricorda le difficoltà nate dalla situazione di dissesto del Comune, decretata dalla Corte dei Conti: “un commissario avrebbe tagliato proprio su servizi sociali, educativi e culturali, noi abbiamo fatto il possibile compatibilmente con la situazione finanziaria”.