Amag: ora anche le bollette creano scompiglio
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
23 Gennaio 2014
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Amag: ora anche le bollette creano scompiglio

Si tratta dei crediti che Amag Spa vanta nei confronti del socio di maggioranza, il Comune di Alessandria e che porterebbe - secondo quanto dichiarato dal (ex?) presidente Pietro Bianchi - un disavanzo di 4 milioni sul bilancio aziendale del 2012. A chiedere spiegazioni è il gruppo del Popolo della Libertà, con Fabbio capofila

Si tratta dei crediti che Amag Spa vanta nei confronti del socio di maggioranza, il Comune di Alessandria e che porterebbe - secondo quanto dichiarato dal (ex?) presidente Pietro Bianchi - un disavanzo di 4 milioni sul bilancio aziendale del 2012. A chiedere spiegazioni è il gruppo del Popolo della Libertà, con Fabbio capofila

 ALESSANDRIA – Se da un lato ad essere messi in discussione sono i vertici aziendali di Amag, con un CdA da rinominare e uno scontro interno tra presidente e amministratore delegato e tra forze politiche della stessa maggioranza a Palazzo Rosso, socio di maggioranza della società, dall’altro ora a creare scompiglio salta fuori anche il caso “bollette”.  Il riferimento è al credito che Amag vanta dal Comune di Alessandria e che secondo alcune dichiarazioni del (ex?) presidente Pietro Bianchi avrebbe portato ad un disavanzo nel bilancio 2012 dell’azienda.

A chiedersi “il perché”, a chiedere spiegazioni a sindaco e a criticare questa “modalità operativa” è il gruppo consigliare di minoranza del Pdl, con l’ex sindaco Piercarlo Fabbio capofila di questa forte “critica” alla gestione amministrativa sia del primo cittadino, in qualità di socio di maggioranza, che del presidente Bianchi.  Per mezzo di una interpellanza il presidente Pdl, Fabbio, spiega il “caso” in questione:”I sottoscritti Consiglieri comunali hanno acquisito, attraverso la lettura di diversi articoli giornalistici, resi anche sotto forma di interviste rilasciate a più testate da parte dei vertici amministrativi dell’Amag spa, che il bilancio 2012 del gruppo è stato chiuso con un disavanzo di oltre 4 milioni di euro”. Ma come si è arrivati a ciò? “Il disavanzo – prosegue Fabbio – si sarebbe generato per una manovra condotta dal Presidente Pietro Bianchi – illegittimamente nominato con decreto del sindaco, ora decaduto e non più rinominabile – che, a fronte di un potenziale avanzo di circa 2,5 milioni, avrebbe di fatto neutralizzato un credito vantato nei confronti del Comune di Alessandria di circa 6 milioni di euro per bollette insolute ed altri importi. Se questa fosse effettivamente la causa del disavanzo di Amag – conclude il presidente Fabbio – forse bisognerebbe porsi delle domande….”.

La critica viene rivolta alla “neutralizzazione” del credito applicata dal presidente di Amag, Bianchi: “il Comune ha scelto la procedura semplificata e quindi per i debiti precedenti al 31 dicembre 2011 i fornitori (come l’Amag) possono accettare la svalutazione di quanto loro dovuto dal 40% al 60%. Potrebbe però verificarsi che il singolo creditore non accetti l’offerta e obblighi il Comune, attraverso la gestione dei commissari dell’Osl, a finanziare il 100% del dovuto. Amag, quindi aveva la facoltà di svalutare il proprio credito, come quella di mantenerlo inalterato. Ciò che appare del tutto fuori luogo è di averlo neutralizzato”. Nell’interpellanza si sottolinea come “questa modalità possa risultare conveniente per il Comune, come socio di maggioranza, ma non certo per l’azienda e per i detentori di altre quote capitali, ovvero gli altri Comuni soci di Amag.

Ma il gruppo Pdl mette in luce anche quelle che potevano essere prese come soluzioni “logiche”: ad esempio “al fine di non perdere il credito, in questi casi lo si mantiene, magari ripartendolo triennalmente. Operazione che di fatto non avrebbe generato disavanzo nel 2012 e avrebbe consentito ad Amag di mantenere la remunerazione del servizio reso, pur se diluito in un tempo più lungo”. Oppure, aggiunge Fabbio, “il Comune per saldare il proprio debito, poteva pensare di alienare quote a favore degli altri soci, che potrebbero ora chiedere tale smobilizzo in loro favore al fine di non perdere valore”. Infine una società in disavanzo “rischia di vedersi ridurre drasticamente il merito di credito ed i fidi bancari, con le gravi conseguenze che ognuno può ipotizzare, specie in un momento di grave crisi in cui la solvibilità delle famiglie e delle aziende è ridotta o ritardata”. Nel complesso la scelta dei vertici aziendali viene definita dal gruppo di opposizione come “incomprensibile”. E proprio per questo – attraverso l’interpellanza – il presidente Fabbio insieme ai colleghi consiglieri Pdl che hanno sottoscritto il documento, chiedono al primo cittadino, Rita Rossa, “se intende chiarire questi aspetti e se non ritenga di indirizzare l’azienda e i propri vertici alla revisione della sopra descritta decisione”.

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