Cittadella: il bando a fine mese. Ma intanto ci vuole un “piano d’azione”
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Cittadella: il bando a fine mese. Ma intanto ci vuole un “piano d’azione”

Pronta la bozza di Atto d'indirizzo che l'amministrazione comunale con il contributo di tutte le associazioni e le realtà che si interessano alla Cittadella dovrà presentare all'Agenzia del Demanio per l'apertura a fine gennaio del bando di gara. Intanto però l'ailanto si mangia la fortezza...."serve un'azione immediata"

Pronta la bozza di Atto d'indirizzo che l'amministrazione comunale con il contributo di tutte le associazioni e le realtà che si interessano alla Cittadella dovrà presentare all'Agenzia del Demanio per l'apertura a fine gennaio del bando di gara. Intanto però l'ailanto si mangia la fortezza...."serve un'azione immediata"

 ALESSANDRIA – Ormai il tempo per le discussioni sta giungendo al termine: a fine gennaio si aprirà il bando di gara per la Cittadella per un suo affidamento a privati, o comunque ad un “soggetto” che avrà come principale obiettivo quello di “recupero e restauro” della fortezza alessandrina. Anche i tanto discussi “paletti” che l’amministrazione e le associazioni locali potevano fare propri hanno visto la loro realizzazione scritta in una bozza di atto d’indirizzo presentata dall’assessore Marcello Ferralasco in commissione consiliare e che dovrà al più presto essere presentata all’Agenzia del Demanio proprio in vista della scadenza di apertura del bando. Uno strumento che “non sia solo a tutela di un bene storico come la Cittadella, ma anche del suo legame con il territorio, la città e i suoi abitanti”: questo dovrebbe rappresentare questo documento che non è altro che la “summa” delle diverse proposte e considerazioni arrivate da più parti, sia dalla politica che dalle associazioni che hanno sempre operato in favore della fortezza in questi anni, come il Fai, i Bersaglieri, il Comitato in difesa della Cittadella.
“La Cittadella è e deve restare patrimonio storico, culturale ed ambientale della città di Alessandria” è il primo “diktat”: il che significa che deve restare uno spazio “accessibile” sempre aperto alla città e alla sua popolazione. Una “pre- condizione” prima ancora di qualsiasi successivo passaggio per l’assessore. Poi tra i vincoli e gli obiettivi cui “non si può rinunciare” ci sono la costituzione di un Organismo di Vigilanza paritetico tra Comune, Agenzia del Demanio e organi periferici come Ministero dei Beni Culturali e del Turismo. Questo organismo dovrà soprattutto monitorare il reale rispetto degli impegni di recupero, restauro e conservazione del bene. Un secondo “punto fermo” prevede la tutela di ciò che è già esistente ed è già allocato nella struttura, come ad esempio “l’Esposizione permanente di uniformi, armi e cimeli del Regio Esercito in Italia dal 1848 al 1946”. Anzi è da Guido Ratti del Comitato in difesa della Cittadella che arriva la notizia, confermata dall’assessore Vittoria Oneto, che il Demanio avrebbe dato l’ok per l’implementazione di questo spazio dedicato alle armi.

Una grande rilevanza viene messa nera su bianco per il lavoro delle realtà associative che da tempo operano all’interno e per il bene di questa fortezza: viene quindi richiesto che sia “salvaguardato lo spazio idoneo per sedi di interesse pubblico, di associazioni di impegno storico-culturale ed ambientale, con specifica attenzione per le realtà associative che sono già state partecipi alla valorizzazione e alla tutela di questo bene”. A questo proposito le aree destinate ad attività culturale o museale devono essere almeno del 10%: “questo è il valore minimo, non il massimo” ha voluto precisare Ferralasco. Inoltre il “soggetto privato” dovrà presentare una relazione tecnica relativa alla valutazione preliminare della compatibilità delle infrastrutture pubbliche di servizio con le attività economiche che intende allocare nella struttura: vale a dire che le cosiddette attività commerciali che mettono tanto timore non fanno certo riferimento alla apertura alla medio-grande distribuzione, ma si intende un “commercio dedicato” e legato alle attività culturali e turistiche del compendio. Importante sarà l’adeguamento di un piano delle infrastrutture legate alla viabilità e ai parcheggi, compatibilmente con le vigenti previsioni urbanistiche e con il benestare dell’amministrazione comunale. Per chi parteciperà al bando il vantaggio sta nel “recupero” della fortezza nel minor tempo possibile, ovvero “sarà valutato come elemento preferenziale una durata della concessione inferiore al massimo consentito dalla normativa di riferimento, ovvero 50 anni. Infine si chiede di preservare l’uso del “marchio” Cittadella, inteso come simbolo grafico che richiama la conformazione della fortezza e che rappresenta un elemento evocativo e di promozione: per poterlo utilizzare in relazione alle attività economiche e promozionali che entreranno a far parte della struttura bisognerà avere il permesso dagli Enti titolari. Queste sono tutte destinazioni d’uso compatibili, che non danno nessuna certezza però sul fatto che si troverà un “affidatario”. Anche questa deve essere una “soluzione finale” da non trascurare.

“Intanto il fatto che ci sia questo percorso di gara avviato – ha aggiunto l’assessore Ferralasco – non preclude al Comune e al territorio di continuare nella ricerca di strumenti operativi e finanziari”. Ovvero di cercare anch’essa una soluzione alternativa: “anche perché se non si trovasse il concessionario ci si troverebbe in una condizione sempre peggiore, di sempre maggiore degrado della fortezza” ha ricordato Ferralasco. Per questo motivo deve ritenersi indispensabile, in questo caso, una piena “assunzione di responsabilità di indirizzo e impulso da parte dell’amministrazione comunale”. A cogliere la palla al balzo è il consigliere Maurizio Sciaudone che rimette in campo la sua proposta/idea: “perchè non pensiamo noi, come Comune, ad un bel progetto per riprendercela? Perché non creiamo qualcosa, un percorso, come è stato fatto a Caserta per la Reggia di Carditello, così da non perdere anche questo bene tanto prezioso per il nostro territorio?”. Se da un lato ci sono le “proposte” dall’altra c’è il tempo che si lega a filo diretto con il degrado e con la “morte” naturale della fortezza, rappresentata dall’ailanto. “Le piante di ailanto non hanno i tempi della politica e si stanno mangiando la Cittadella. Il degrado continua e avanza e noi continuiamo a parlare di pianificazione” è intervenuto con la concretezza delle problematicità Franco Dell’Alba. Che con questa considerazione ha anche fatto riflettere sull’arco di tempo che intercorre tra l’apertura del bando e l’affidamento conclusivo: almeno sei mesi di “stallo”. Ed è proprio per questi sei mesi che è necessario pensare ad un “piano d’azione” ad un’azione immediata “con tutte le realtà che vi operano, mettendo insieme tutte le risorse possibili e mettendo in piedi azioni il più possibile condivise” ha sostenuto l’assessore.

“Il punto di svolta è vicino, ed è la pubblicazione del bando. Dopo questo passaggio apriremo un tavolo di lavoro con tutte le realtà per decidere chi farà cosa e come saranno destinati ‘giuridicamente’ parlando i fondi a disposizione”. E tra le prime risorse per la Cittadella fanno ancora capolino i 50 mila euro del Fai, ottenuti con il premio dei Luoghi del Cuore: “ci piacerebbe usare questo denaro, che tra un po’ scade, per iniziare a bloccare il problema ailanto, almeno nelle parti esterne della fortezza”. Grande soddisfazione per il lavoro di stesura di questo documento/bozza da parte delle associazioni, tanto da essere definito da Cavalchini un “momento storico”. Intanto la Cittadella è stata inserita nella top dei sette beni di Europa Nostra: “nel mese di marzo- ha spiegato Ileana Spriano del Fai – sarà data una targa di menzione….ma magari si può avere qualche possibilità di vincita nella gara di giugno”. Collaborazione ed impegno da parte di tutti: Renzo Penna pensa anche al tempo che resta prima dell’avvio del bando. Muovere “il Ministro” su invito del sindaco per visitare la struttura e rendersi conto del patrimonio che rappresenta, ma anche mettere in moto tutte le risorse che potrebbero essere a disposizione. Le risorse del Fai per la manutenzione, ad opera della “nostra” Protezione Civile, ma anche le risorse destinate dal Ministero alla Provincia, sempre in materia di manutenzione. Un unico nemico è sempre in agguato: il tempo. Per questo bisogna iniziare a concretizzare, a fare e non solo più a dire.

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