Mense: un Protocollo d’Intesa che mette tutti d’accordo (o quasi)
La firma di un vero e proprio Protocollo d'Intesa è stata messa nero su bianco da amministrazione comunale e Comitato Mensa. "Un documento che formalizza il controllo operato dai comitati nei diversi plessi scolastici e che rappresenta non solo uno strumento di verifica costante, ma l'inizio di un percorso di collaborazione...."
La firma di un vero e proprio Protocollo d'Intesa è stata messa nero su bianco da amministrazione comunale e Comitato Mensa. "Un documento che formalizza il controllo operato dai comitati nei diversi plessi scolastici e che rappresenta non solo uno strumento di verifica costante, ma l'inizio di un percorso di collaborazione...."
ALESSANDRIA – Il Protocollo d’Intesa firmato nella mattina di ieri, lunedì 13 gennaio, tra l’amministrazione comunale e il Comitato mensa cittadino sembra mettere tutti d’accordo. O almeno quasi tutti. Collaborazione e accordo – siglato dalla firma sul documento e da una vigorosa stretta di mano – tra Mauro Goglino, presidente del Comiato mensa e il sindaco Rita Rossa proprio sull’attività di controllo e di vigilanza sulla qualità del servizio refezione dei Comitati mensa nei singoli plessi scolastici. Questo è infatti l’obiettivo sancito in un documento, nero su bianco: istituzionalizzare il ruolo del Comitato e l’attività di monitoraggio all’interno delle mense con verifiche in tempo “quasi reale” del servizio di Aristor. “Una firma che però è in realtà l’avvio e l’inizio di un percorso di collaborazione e di co-partecipazione ad una assunzione di responsabilità prima di tutto verso i bambini e le famiglie”. Con questo Protocollo, infatti, si formalizza il compito di monitoraggio operato dai membri del Comitato mensa, “con possibilità di intervento immediato qualora qualcosa non funzionasse”. Ovvero? “Se come in un caso accaduto qualche tempo fa, si riscontrassero problematiche sulle materie prime dei cibi, sulla loro possibilità di non essere ‘buone’, il Comitato mensa può intervenire fermando la distribuzione del pasto e chiamando le autorità sanitarie di competenza, come ad esempio i Nas oppure l’Asl” ha spiegato il sindaco. “Oltre ad un importante controllo sul magazzino e quindi sui prodotti utilizzati e sulla loro qualità”. Qualità del servizio e qualità delle derrate alimentari sembrano essere il principale “oggetto” di controllo. Di un controllo “normato e organizzato” grazie alla firma di questo Protocollo. “Un compito difficile – lo ha definito Goglino del Comitato Mensa – ma che potrà portare a risultati importanti anche a breve termine”. E ha aggiunto: “questa firma è un riconoscimento al lavoro dei Comitati mensa di plesso che operano dal 2007, prima ancora della nascita del Comitato cittadino nel 2014”.
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In aggiunta, però, questa volta saranno presenti (con buone probabilità, almeno per quanto si legge da Facebook) anche i genitori “dissidenti”, quelli del gruppo “Sciopero ad oltranza per il piatto unico Aristor”. Sono le famiglie che ancora non concordano sul piatto unico: “parlando di dati statistici garantiti da chi sta monitorando con dovizia il servizio, il piatto unico di oggi (ancora sto riso in carrozza stile ciotola Ciappi!) riso, carote e piselli è gradito dal 30% dei bambini. Risultato: il 70% non lo ha mangiato – si legge sulla pagina Facebook – Buono o non buono, qualcosa non va e deve essere risolto!”. Ma anche la firma del Protocollo, “solo due giorni prima della commissione che poteva essere luogo di confronto e di dialogo”, non è stata letta positivamente: “Si firma un protocollo dettato unilateralmente e bisogna solo sperare che tenga conto delle reali problematiche – scrive il gruppo – In nessun’altra circostanza ordinaria, commerciale e non, ciò risulterebbe possibile ma quello che oramai iniziamo a capire è che laddove c’è di mezzo la politica, tutto diventa possibile… o impossibile a seconda della posizione in cui ci si trovi”.