Approvato il ‘registro delle Unioni Civili’: cosa cambia in concreto?
Il Consiglio comunale di venerdì 20 dicembre istituisce di fatto, con unampia maggioranza, questa nuova realtà anche per il Comune di Alessandria. Ecco quali saranno le conseguenze pratiche per tutte le coppie, omosessuali o eterosessuali, che convivono in città
Il Consiglio comunale di venerdì 20 dicembre istituisce di fatto, con un?ampia maggioranza, questa nuova realtà anche per il Comune di Alessandria. Ecco quali saranno le conseguenze pratiche per tutte le coppie, omosessuali o eterosessuali, che convivono in città
ALESSANDRIA – Quello approvato in Consiglio comunale venerdì 20 dicembre non sarà fisicamente un vero e proprio registro al quale iscriversi, piuttosto l’affermazione di un principio che garantirà pari trattamento fra le coppie sposate e quelle conviventi, almeno al fine di ricevere servizi da parte del Comune. “Quello che conterà agli occhi dell’Amministrazione – spiega Mauro Cattaneo, neoassessore alle Pari Opportunità e alle Politiche di Cittadinanza – sarà solamente il fatto di vivere effettivamente insieme, e di essere inseriti nel medesimo ‘stato di famiglia’ (documento rilasciato su richiesta dall’Ufficio Anagrafe del Comune, dove già oggi è possibile inserire anche persone appartenenti allo stesso sesso ndr). Basterà questo documento per non essere discriminati rispetto a chi è effettivamente sposato: per esempio, nel caso in cui si debba concorrere per l’attribuzione di case popolari o di altre forme di agevolazione, l’unico documento preso in considerazione sarà appunto il certificato che attesta l’esistenza di una famiglia anagrafica basata su vincoli affettivi”. Per l’Amministrazione di Palazzo Rosso a partire da oggi non farà più quindi alcuna differenza il fatto di essere sposati o meno, basterà poter attestare di essere effettivamente conviventi.
L’approvazione del ‘registro delle Unioni Civili’ – così si chiama un po’ impropriamente l’atto approvato – è stata figlia della convergenza fra maggioranza e Movimento 5 Stelle, che per primo aveva presentato una richiesta in tal senso. Il capogruppo Pd Giorgio Abonante, primo firmatario di un Ordine del Giorno in proposito, ha alla fine ritirato l’odg facendo di fatto confluire la proposta della maggioranza nel testo unico approvato con il M5S.

