A Roma in auto e in aereo nello stesso giorno
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A Roma in auto e in aereo nello stesso giorno

Questo è quanto emerge dalle prime testimonianze del procedimento penale a carico di Lorenzo Repetto, ex amministratore delegato dell'azienda Amag. Rimborsi gonfiati per viaggi e semplici spostamenti casa-lavoro come dimostrano i prospetti chilometrici. E poi le 34 assunzioni senza gara pubblica in due anni

Questo è quanto emerge dalle prime testimonianze del procedimento penale a carico di Lorenzo Repetto, ex amministratore delegato dell'azienda Amag. Rimborsi gonfiati per viaggi e semplici spostamenti casa-lavoro come dimostrano i prospetti chilometrici. E poi le 34 assunzioni senza gara pubblica in due anni

 ALESSANDRIA – Dopo l’apertura presso il Tribunale di Alessandria il 19 giugno scorso del procedimento penale a carico dell’ex amministratore delegato di Amag, Lorenzo Repetto per “truffa e abuso d’ufficio”, si è tornati in aula per ascoltare i primi testimoni dell’accusa. L’indagine, condotta dal pubblico ministero Riccardo Ghio, nasceva da una serie di lettere anonime in cui si faceva riferimento a rimborsi gonfiati e assunzioni “facili” da parte di Repetto, prima in qualità di presidente Amag e poi come Ceo (Chief Executive Officer), ovvero amministratore delegato. E’ il maresciallo del nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, Roberto Ferrari a ripercorrere le varie tappe dell’indagini avviate nel marzo 2010 con l’acquisizione di documentazione amministrativa e di gestione dell’azienda Amag. “Documenti relativi a consulenze tecniche, rimborsi, con una particolare attenzione sull’aspetto delle indennità chilometriche”. In particolare l’attenzione delle Fiamme Gialle si è soffermata sui rimborsi per spostamenti dell’ex presidente Amag da casa alla sede di lavoro (e viceversa) e per viaggi di lavoro dell’ex amministratore delegato. Ad essere presi in esame sono stati primi il biennio 2008-2009 e poi il 2010-2011: Lorenzo Repetto avrebbe “gonfiato” i chilometri percorsi per avere rimborsi più corposi, indicando molti più chilometri per spostamenti, rispetto a quelli realmente fatti.
154 mila chilometri è il totale che Repetto ha chiesto che gli venissero liquidati a fronte di un dato oggettivo inferiore, di 120 mila chilometri. La somma complessiva di rimborso chilometrico per l’anno 2008 si aggira intorno ai 50 mila euro, mentre per il 2009 raggiunge i 69 mila euro. Tra i documenti raccolti, il caso più emblematico è risultato quello “di un viaggio a Roma compiuto nello stesso giorno sia in auto (sulla sua Audi A8) che in aereo” come spiega il maresciallo. La Guardia di Finanza ha effettuato controlli incrociati utilizzando la scheda dell’automobile di Repetto in possesso dell’officina di Audi Zentrum che “memorizza” tutta la rendicontazione dei chilometri. Ed è proprio dal confronto tra i dati oggettivi registrati sul mezzo e quelli dichiarati nei prospetti per ottenere poi il rimborso che si è potuto verificare come le liquidazioni rese all’ex presidente Amag fossero “superiori al dovuto”.

Quaranta chilometri è quanto è stato sottoscritto da Lorenzo Repetto per il tragitto casa (Castelletto d’Orba) – lavoro (sede Amag): “Per stimare la distanza – ha spiegato il maresciallo Ferrari – abbiamo utilizzato il sistema di banche dati stradali, ad esempio dell’Aci, di Tutto Città e della Via Michelin, tracciando il percorso più breve, più veloce. Abbiamo anche direttamente con un nostro mezzo percorso questo tragitto, proprio lo stesso dell’ex presidente Amag”. La verifica ha dimostrato la natura non veritiera dei chilometri segnalati: il percorso spazia tra un arco di distanza che varia dai 31 ai 34 chilometri, spesso percorsi o almeno dichiarati tali anche duranti i giorni festivi, non lavorativi. “Dodici chilometri in più giornalieri quindi – precisa il pm Ghio – tra andata e ritorno che lo stesso Repetto sottoscriveva in prima persona”. Che si trasformano in denaro in maggiori rimborsi in quattro anni (dal 2008 al 2011) per oltre 16 mila euro solo per il tragitto casa-lavoro. Senza considerare le diversità dei coefficienti di conteggio dei costi a chilometro e delle differenze di coefficiente tra un mezzo a benzina (“come veniva dichiarata l’auto di Repetto”) e uno a diesel (“che era invece la reale alimentazione della Audi A8”). Insomma nel complesso cifre importanti, visto soprattutto il compenso complessivo rilevato dalle Fiamme Gialle per tutte le mansioni ricoperte da Lorenzo Repetto, che si attesta sui “250 mila euro annui”, come ricordato dall’avvocato di parte civile Amag, Piero Monti.
“In concreto però avete dati per dire che reale percorso faceva Repetto?” ha ribattuto l’avvocato difensore Luca Gastini, chiedendo se si è ipotizzato un percorso alternativo, come ad esempio l’utilizzo dell’autostrada Alessandria- Ovada. “No, ci siamo basati su un discorso di ragionevolezza” ha risposta il maresciallo.

Si cerca di fare luce sulla gestione amministrativa di Lorenzo Repetto all’Amag anche relativamente alla questione “assunzioni facili”: tra il 2008 e il 2009, quindi in 2 anni, sono 34 le assunzioni “dirette”, ovvero senza gara pubblica, contestate dal pubblico ministero Riccardo Ghio. “Nel 2008 – ha spiegato la teste, dipendente nell’ufficio personale dell’azienda Amag – sono sicuramente stati regolarizzati alcuni lavoratori precari, circa 8. Ci sono stati poi alcuni casi di pensionamento, con relative sostituzioni. Poi si sono iniziate tutta una serie di attività che prima erano esternalizzate (come ad esempio quella sulla gestione del depuratore)”. Tra queste 34 assunzioni anche un rapporto parentale: un padre e due figli, ma due di loro risultano essere passati in Amag “in quanto precedentemente assunti dall’azienda che gestiva il depuratore prima della internalizzazione”. “E come avvenivano queste assunzioni?” ha chiesto il pm.
“Era lo stesso Repetto a chiedere di fissare dei colloqui dopo aver visionato e scelto i curricula che arrivavano
. Eravamo poi noi dell’ufficio personale a contattare le persone, ma il colloquio era con l’ex presidente”. Da quando sono partite queste assunzioni “dirette”? “Dal 2003-2004, quando l’azienda è passata da municipalizzata a Società per azioni a noi è stato detto che non vi era più l’obbligo della gara pubblica” ha spiegato la testimone. Anche la Guardia di Finanza negli atti ha confermato una “crescita” delle assunzioni in azienda nel periodo di gestione sotto Repetto, rispetto ad altre.
La prossima udienza è stata fissata per il 14 maggio 2014 alle ore 11, per ascoltare gli altri due teste dell’accusa, il maresciallo Preziosi delle Fiamme Gialle e il dirigente di Amag Pasero, prima di passare ai 34 testimoni presentati dalla difesa.

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