Ex Zuccherificio: “il percorso è ancora lungo”. Numerose le prescrizioni
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Ex Zuccherificio: “il percorso è ancora lungo”. Numerose le prescrizioni

Una serie di prescrizioni fatte in sede di Conferenza dei servizi che devono essere tenute in considerazione. Una commissione consiliare martedì 17 dicembre torna a discutere del progetto che vede protagonista la struttura dell'Ex Zuccherificio tra Alessandria e Spinetta Marengo. "Percorso per il progetto ancora lungo"

Una serie di prescrizioni fatte in sede di Conferenza dei servizi che devono essere tenute in considerazione. Una commissione consiliare martedì 17 dicembre torna a discutere del progetto che vede protagonista la struttura dell'Ex Zuccherificio tra Alessandria e Spinetta Marengo. "Percorso per il progetto ancora lungo"

 ALESSANDRIA – Un’area che oggi mostra i segni dell’abbandono e del degrado, ma che in futuro dovrebbe tornare a vivere con la costituzione di un “Parco commerciale in località Spinetta Marengo” nell’area dell’Ex Zuccherificio. Al centro dell’attenzione della commissione consigliare convocata per martedì 17 dicembre c’è proprio la struttura fatiscente dell’ex zuccherificio che si trova tra Alessandria e Spinetta Marengo. Un progetto su cui si torna spesso a parlare, ma che nessuno con il passare del tempo sa mai come procede e a che punto si è arrivati. A voler fare chiarezza è il vicepresidente Andrea Cammalleri, che proprio per avere un contributo “completo” di tutte le voci interessate a quest’area e al suo futuro ha convocato una commissione aperta alle associazioni, più o meno coinvolte.
Il primo riferimento, che riporta come data ottobre 2013, è la delibera della Giunta Regionale di “Giudizio di compatibilità ambientale”, che fa riferimento al via libera della Regione “come passaggio obbligato” come lo ha definito l’assessore Marcello Ferralasco e alle numerose “prescrizioni” fatte durante l’ultima Conferenza dei Servizi che ha visto interloquire Comune, Regione, Provincia e le due società proponenti del progetto per questo spazio commerciale, che sono Esselunga Spa e Coopsette Soc. Coop.
“Il percorso per la realizzazione del progetto è ancora lungo – ha commentato l’assessore Ferralasco – Il via libera della Regione è da intendersi come l’ultimo step istituzionale previsto in cui la pubblica amministrazione poteva eventualmente intervenire. Questo non significa che domani potranno partire i lavori”. Infatti si sta parlando di una costruzione che non ha nemmeno ancora il progetto esecutivo presentato: “Intanto non è ancora stato presentato il piano esecutivo- ovvero lo strumento urbanistico attuativo che deve essere approvato prima della presentazione della richiesta per il permesso di costruire – che dovrà tenere conto di tutte le prescrizioni fatte in sede di conferenza dei servizi, che non sono poche. Una volta approvato eventualmente l’esecutivo, dovranno essere presentati i permessi di costruire. Diciamo che, se domani presentassero il progetto, l’iter non si concluderebbe comunque prima di un anno”.

Tempi ancora lunghi, quindi. Ma l’importante è fare chiarezza. Tanto per cominciare l’area prevede la costruzione di due comparti commerciali, il primo di Esselunga Spa di circa 10.700 metri quadri di superficie di vendita e l’altro comparto, di 11.800 metri quadri di vendita di proprietà di Coopsette. Due piccoli edifici dell’Ex Zuccherificio verranno invece recuperati, tutelati dalla Sovrintendenza, e saranno destinati a funzioni pubbliche non ancora definite con il Comune di Alessandria. E’ ovvio che a cornice sono state poste sia delle opere inerenti la viabilità, che dovrà assolutamente venire modificata e gestita visto il forte flusso di traffico di quell’area, che analisi di verifica della compatibilità ambientale, visto che l’area di riferimento si trova all’interno del Rir, Rischio di incidente rilevante, con la vicinanza di aziende come la Solvay Solexis. Poi c’è la questione “paesaggistica” e del verde, della tutela del suolo di questa area, prettamente “agricolo”, dell’impatto sul reticolo idrico minore, vista la presenza di corsi d’acqua minori, come il Rio Bolla. Sotto costante analisi ci sono anche il suolo e le acque sotterranee, con verifiche affidate all’Arpa Piemonte per il monitoraggio dell’inquinamento delle acque e le possibili ricadute negative sulla salute del contesto e delle persone. Sono state fatte analisi sulle acque sottostanti e anche sui terreni per verificare la presenza di inquinanti? “L’iter – risponde l’assessore Ferralasco – era iniziato con la precedente amministrazione. Se ben ricordo, però, la caratterizzazione dell’area era tra le richieste della Regione”.

Una lunga serie di richieste e di prescrizioni continuano quindi a caratterizzare questo progetto. Ad esempio sulla viabilità cosa si è deciso di fare? Dall’ultima Conferenza dei Servizi si è decretata come “condizione obbligatori e preventiva alla realizzazione di una delle due strutture commerciali” la realizzazione di dell’adeguamento del ponte (quello sul Bormida) esistente lungo la strada provinciale 10, con una sezione stradale definita di tipo “D”, ovvero con 4 corsie. Come si legge nel documento della Regione “l’opera dovrà essere compatibile con la pianificazione di bacino e dovrà essere progettata nel rispetto dei criteri e delle prescrizioni tecniche per la verifica idraulica emanate dall’Autorità di Bacino”. Questa opera “imprescindibile” ha sostituito la seconda ipotesi di modifica della viabilità che era la soluzione proposta dal Comune di Alessandria, ovvero la “realizzazione di una viabilità a sud della strada provinciale 10 (nella parte posteriore rispetto l’area dell’Ex Zuccherificio). Poi interverranno rotatorie, isole spartitraffico e attraversamenti pedonali: insomma tutto quello necessario ad un facile accesso ad un’area commerciale in una zona di alto traffico veicolare. Grandi cambiamenti all’orizzonte….per il momento ancora molto lontano comunque.
Un altro settore sotto l’occhio di ingrandimento della commissione consiliare sarà quello relativo all’ambiente, all’inquinamento dell’area dove dovrebbe sorgere il Parco commerciale: questione idrica con una vasca di laminazione del rio Bolla, questione di inquinamento del sottosuolo, questione di prevenzione sismica, di tutela della parte di terreno definito come “agricolo” e prevenzione in un’area a rischio di incidente rilevante, per la prossimità di alcune realtà industriali della zona della Fraschetta.
Se molti di questi punti vorranno essere chiariti e definiti in sede di commissione, c’è già chi parla della presentazione – martedì pomeriggio – di documenti importanti….e scottanti.

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