“Scopri l’imprenditore che c’è in te”
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“Scopri l’imprenditore che c’è in te”

Work in progress: dall'Informagiovani di Alessandria parte la sfida per diventare protagonisti del proprio futuro lavorativo

Work in progress: dall'Informagiovani di Alessandria parte la sfida per diventare protagonisti del proprio futuro lavorativo

ALESSANDRIA – Venerdì 6 dicembre alle ore 10, presso la Sala Bobbio della Biblioteca Civica, il ciclo di incontri “Work in progress”, promosso dall’Informagiovani di Alessandria, ha dedicato l’incontro informativo al focus dell’aspirante imprenditore. “Scopri l’imprenditore che c’è in te”, realizzato in collaborazione con lo Sportello di Creazione d’impresa della Provincia di Alessandria, ha avuto lo scopo di testare, con apposito quiz, l’attitudine al lavoro autonomo di ciascuno. L’iniziativa è stata condotta da Andrea Faresin, consulente aziendale e tutor presso lo Sportello. Quest’ultimo offre un supporto gratuito agli aspiranti imprenditori per orientarli e assisterli nella delicata fase di avvio di una nuova impresa. 

Andrea Faresin ha snocciolato le caratteristiche essenziali dell’imprenditore premettendo che non esistono formule magiche per diventarlo: un buon imprenditore è colui che accetta di correre dei rischi, vagliando ogni mossa che compie; non si affida alla fortuna, non prende decisioni a caso e non mette mai a rischio tutto quello che ha. “Allora, imprenditori si nasce o si diventa?”. “Il talento naturale non basta per essere un imprenditore di successo” – ha affermato Andrea Faresin annoverando anche le altre abilità necessarie, fra cui iniziativa, capacità gestionali, problem solving, spirito di sacrificio, entusiasmo, coraggio… Alcune di queste capacità possono essere sviluppate con la pratica o l’esperienza, altre sono doti innate che difficilmente possono essere acquisite.

Per partire con il piede giusto, occorre valutare non solo agli aspetti più brillanti, ma anche le possibili difficoltà. A tal fine, risulta utile porsi le seguenti domande: “sono in grado di dominare lo stress?”, “ho buone capacità relazionali?”, “sono in grado di lavorare a ritmi elevati?”. Conoscere se stessi è fondamentale per capire dove siamo più forti e dove più carenti. L’imprenditore deve essere preparato a lavorare duramente senza la certezza della retribuzione, a mettere in gioco non solo il patrimonio, ma anche il nome, l’immagine. Attraverso la redazione del piano di impresa, o “business plan”, il neo imprenditore stima, con più precisione possibile, i futuri costi e profitti.

Chi è in cerca di un lavoro, ma anche chi già lavora e non si sente soddisfatto o desidera dare una svolta alla propria vita, può trovare nella strada imprenditoriale una stimolante sfida verso la realizzazione personale. Infatti il lavoro autonomo rappresenta la tradizionale alternativa a quello dipendente. Negli ultimi anni, questa forma di lavoro è sempre più diffusa: si stima che, Italia, quasi un lavoratore su 4 è autonomo. Se si diventa autonomi, si diventa anche responsabili del proprio lavoro e direttamente dei propri guadagni.
In ottica odierna, entrare nel mondo del lavoro rappresenta una sfida per moltissimi giovani e altrettanti adulti che, per i motivi più diversi, ne sono usciti e faticano a rientrarvi. Come consiglio ai numerosi studenti (magari futuri imprenditori) intervenuti al convegno, il consulente aziendale ha raccomandato di essere sempre curiosi verso il mondo circostante. Anticipare le tendenze, capire in che modo la società influenza i consumi permette di cogliere propizie occasioni di investimento e ghiotte opportunità di mercato. D’altro canto l’imprenditore, già a livello embrionale, è un osservatore della realtà che lo circonda; conosce molto bene il mercato in cui opera e arriva a prevederne gli sviluppi futuri… Con zelo e lungimiranza al posto della famigerata sfera di cristallo.
 

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