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Movimento 9 dicembre: dopo il “funerale” prosegue la protesta
Circa 200 manifestanti hanno sfilato giovedì 12 dicembre per le vie del centro con le fiaccole in mano, dietro a una bara circondata da bandiere tricolore: "è la morte dello Stato - commentano gli organizzatori - ucciso da questa classe politica". E nella mattinata di venerdì 13 dicembre è proseguita la protesta in piazza della Libertà
Circa 200 manifestanti hanno sfilato giovedì 12 dicembre per le vie del centro con le fiaccole in mano, dietro a una bara circondata da bandiere tricolore: "è la morte dello Stato - commentano gli organizzatori - ucciso da questa classe politica". E nella mattinata di venerdì 13 dicembre è proseguita la protesta in piazza della Libertà
ALESSANDRIA – 15:00 Prosegue il presidio “Abbiamo un solo obiettivo: liberare il Paese da questi parassiti”, questo lo slogan con cui anche nella giornata di oggi, venerdì 13 dicembre, è proseguita la protesta del Coordinamento (o Movimento) del 9 dicembre. [qui il video del presidio in piazza della Libertà]
Come nel resto d’Italia anche in città non si ferma la protesta del “Movimento 9 dicembre”, moto spontaneo dei cittadini per molti, cavalcato abilmente da gruppi organizzati secondo alcuni, certamente un segno tangibile del disagio che vive il nostro Paese, “lacerato da una crisi che deve alla politica le sue ragioni”, come dichiarano i partecipanti al corteo. Ieri sera, giovedì 12 dicembre, dopo 3 giorni di presidi di fronte alla Prefettura, i rappresentanti alessandrini del movimento hanno deciso di sfilare per le vie del centro, avvolti dalle bandiere tricolore, con le fiaccole in mano, seguendo in silenzio una bara che “simboleggia la morte dello Stato italiano”. Circa 200 persohe hanno così percorso le strade del commercio alessandrino con passo scandito dal suono a lutto del tamburo, invitando i commercianti a unirsi a loro. “La protesta non si fermerà – promettono i manifestanti – questa classe politica deve tornarsene a casa. E’ illegittima e ha già fatto danni incalcolabili al nostro Paese. L’Italia deve ripartire dalle persone. In piazza ci sono i cittadini comuni, e noi speriamo che altri se ne potranno aggiungere. La battaglia che portiamo avanti è in nome di tutti”.