Il reddito di cittadinanza per contrastare la povertà?
Il Movimento 5 Stelle ha organizzato una serata di incontro e discussione sul reddito minimo di cittadinanza venerdì 13 dicembre alle 21 alla Ex Taglieria del Pelo. Alla base c'è la Proposta di Legge composta da 20 articoli predisposta proprio dal M5S. Sarà presente anche la senatrice prima firmataria Nunzia Catalfo
Il Movimento 5 Stelle ha organizzato una serata di incontro e discussione sul reddito minimo di cittadinanza venerdì 13 dicembre alle 21 alla Ex Taglieria del Pelo. Alla base c'è la Proposta di Legge composta da 20 articoli predisposta proprio dal M5S. Sarà presente anche la senatrice prima firmataria Nunzia Catalfo
ALESSANDRIA – I più recenti dati Eurostat sostengono che oltre 18 milioni di italiani, pari al 29,9%, sono sulla soglia minima della povertà. In italia un milione di bambini vivono in famiglie al di sotto della soglia minima. In Europa solo la Grecia supera il nostro Paese, con una soglia di rischio maggiore. Una soluzione, almeno quella proposta sotto forma di Legge da parte del Movimento 5 Stelle, è l’istituzione del “reddito minimo di cittadinanza”. Una tema che faceva parte e che era parte integrante del programma elettorale del Movimento di Grillo, che “oggi si concretizza in una proposta di legge vera e propria” ha aggiunto il capogruppo in Consiglio comunale del Movimento, Angelo Malerba, in occasione della presentazione di una serata dedicata che si svolge venerdì 13 dicembre alle 21 presso la Ex Taglieria del Pelo, in Circoscrizione Europista (via Wagner, ad Alessandria). Una possibilità data alla città di confronto e di dibattito su un tema importante che “non coinvolge solo alcune fasce di cittadini e che si differenzia dagli ammortizzatori sociali tradizionali che sono legati al mondo lavorativo, ma rappresenta una forma di sostentamento e di aiuto erga omnes (per tutti). Per tutti coloro che si trovano in difficoltà e che non possono essere lasciati da soli” ha spiegato Mauro Traverso, attivista del Movimento 5 Stelle. “Nel corso della serata – spiega il M5S – attraverso l’aiuto di slide e immagini la senatrice prima firmataria della proposta di legge, Nunzia Catalfo, spiegherà i 20 articoli di cui si compone”. Venti articoli per “definire diritti e doveri dei cittadini in gravi difficoltà economiche e sociali come singoli individui, anche inseriti in nuclei familiari non monocomposti”, per “creare un sistema di tutela più generale e composito, senza rinunciare tuttavia a strumenti già in essere”, infine per “dare completa applicazione ai principi e ai diritti sanciti dalla nostra Costituzione e ad impegni internazionali assunti dall’Italia come definito nella Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea”. In Europa, infatti, questo strumento sociale è ormai consolidato nel tempo: qui in Italia si lega ai diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione, come i diritti inviolabili (art.2), la pari dignità (art.3), il diritto al lavoro (art.4), i diritti alla famiglia (art.29), il dovere dei genitori (art.30), la protezione della famiglia (art.31), la tutela della salute (art.32), la libertà di istruzione e insegnamento (art.33), la scuola aperta a tutti (art.34) e la tutela provvidenziale e assistenziale (art. 38).

“Stiamo sprofondando sempre di più e questa proposta di legge – che speriamo venga presa in esame e discussa il prima possibile in Parlamento, ha sostenuto Domenico Di Filippo – vuole attivare quel principio affinché ‘nessuno resti indietro’, che era sostenuto anche dal sindaco Rossa in campagna elettorale”. Inoltre anche da un punto di vista economico, “questa legge rimette in circolo il denaro, facendo ripartire il mercato e l’economia, che tornerebbe così nuovamente a girare”. Un volantino nazionale del Movimento 5 Stelle sostiene che “si può fare” e mette già alcune carte scoperte sul tavolo per “come trovare i soldi necessari” ad attuare questo reddito minimo. “2,7 miliardi dai giochi pubblici, altri 2 miliardi e 500 mila euro dai tagli alla Difesa; poi i tagli alle pensioni d’oro, dalle quali è previsto un contributo di solidarietà che arriva al 32% per quelle superiori a 50 volte il minimo. Ma anche aumenti sui patrimoni, sui beni scudati ovvero quelli importati in Italia dall’Estero; la patrimoniale, ma anche la riduzione di stipendi ad ambasciatori, alle cosiddette ‘ausiliarie’ del personale pensionando dell’esercito, i tagli all’editoria. La Camera spende 700 mila euro per le auto blu, che si potrebbero facilmente sostituire con un ‘car sharing’ che porterebbe ad un risparmio pari a 500 mila euro”.