“Tra cuore e mente”: un convegno sulla disgrafia
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“Tra cuore e mente”: un convegno sulla disgrafia

Venerdì 29 novembre, alle 17.00, si è svolto, presso la Sala del Consiglio Provinciale di Palazzo Ghilini, un incontro-dibattito, nell’ambito del progetto “Tra Cuore e Mente”, avente per tema la disgrafia

Venerdì 29 novembre, alle 17.00, si è svolto, presso la Sala del Consiglio Provinciale di Palazzo Ghilini, un incontro-dibattito, nell?ambito del progetto ?Tra Cuore e Mente?, avente per tema la disgrafia

ALESSANDRIA – Venerdì 29 novembre, alle 17.00, si è svolto, presso la Sala del Consiglio Provinciale di Palazzo Ghilini, un incontro-dibattito, nell’ambito del progetto “Tra Cuore e Mente” e avente per tema, la disgrafia. Ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa, rivolta a cittadini, imprese, enti e associazioni, il Presidente del Consiglio della Provincia di Alessandria, Giovanni Barosini: infatti, come ha affermato la grafologa Letizia Biondo, spesso non si fa una corretta informazione e si sottovaluta il problema della disgrafia. Il DSA (disturbo specifico dell’apprendimento), noto come disgrafia (dislessia, disortografia e discalculia completano il mosaico dei DSA), è oggi in crescita esponenziale e necessita di soluzioni efficaci e ben strutturate. Sono circa 70 mila gli studenti italiani cui è stato diagnosticato un disturbo specifico dell’apprendimento: occorre dare loro risposte attraverso la scuola e le istituzioni.

La scuola deve sostenere le famiglie degli studenti disgrafici che sono normodotati, anzi qualche volta con un talento superiore alla media. Altrettanto utile risulta sensibilizzare l’opinione pubblica, la scuola e le istituzioni sulla brutta scrittura. La scrittura, anche se a prima vista sembra un’azione spontanea, richiede molte abilità: motorie, visive, uditive e organizzazione temporale. Per scrivere una combinazione di lettere è, infatti, necessario recuperare dalla memoria la sequenza motoria dei movimenti in forza dei quali scrivere le lettere. Perfino trascrivere un lungo testo comporta una pianificazione spaziale che sia in grado di rispettare i margini del foglio. Occorre anche modulare la pressione della mano sul foglio, allenando la memoria visiva.
Ha relazionato sul tema anche la pedagogista Isabella Scopsi, precisando che la disgrafia va individuata precocemente in quanto tende a peggiorare nel tempo, con inevitabili ripercussioni sul rendimento scolastico e sullo sviluppo della personalità. Disorganizzazione delle forme e degli spazi grafici, confusione e disarmonia nel collegare le lettere fra loro, rigidità e difficoltà nell’atto scrittorio in presenza di crampi o dolori muscolari sono i sintomi più frequenti di tale disturbo. Sentimenti di delusione, scoraggiamento e demotivazione fanno da cornice al quadro clinico disgrafico. Esso si può prevenire durante la scuola dell’infanzia attraverso l’esame della grafomotricità e la proposta di esercizi e attività ludiche preparatorie alla scrittura (ad es. puzzle, labirinti). Si può, tuttavia, rieducare con tempi, metodi e tecniche adeguate, previa anamnesi completa del soggetto (bambino, adolescente o adulto) disgrafico. Oggi esistono figure professionali in grado di diagnosticare quelle problematiche specifiche dell’apprendimento che, fino a qualche decennio fa, non erano oggetto di studio approfondito.

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