Cittadella: le proposte delle associazioni come “pietre miliari” per il bando
Una serie di "paletti" che sono arrivati dalle associazioni a sostegno del documento che l'amministrazione dovrà presentare al Demanio sono stati presentati dall'assessore Ferralasco. Ma intanto ci sono le urgenze: l'ailanto (che entro un anno al massimo inghiottirà la struttura) e un tetto che sta pian piano crollando....
Una serie di "paletti" che sono arrivati dalle associazioni a sostegno del documento che l'amministrazione dovrà presentare al Demanio sono stati presentati dall'assessore Ferralasco. Ma intanto ci sono le urgenze: l'ailanto (che entro un anno al massimo inghiottirà la struttura) e un tetto che sta pian piano crollando....
ALESSANDRIA – Lo “schematismo” iniziale che si era delineato tra Agenzia del Demanio e amministrazione comunale per il futuro della Cittadella si è stemperato, tanto da arrivare a creare uno “scheletro”. Ovvero una bozza del bando con il contributo e la partecipazione della città, delle associazioni che operano nella o per la fortezza alessandrina. “Sono arrivate diverse proposte che delineano quelle che sono le pietre miliari da cui non si può prescindere nella creazione di questo documento” ha esordito in commissione consigliare l’assessore Marcello Ferralasco. Che ha riunito tutta una serie di “paletti” arrivati dal Comitato in difesa della Cittadella, dal Fai, dall’associazione Bersaglieri, ma anche dalle parti politiche, con un documento sottoscritto da Pdl, Lega Nord e Udc. “Abbiamo convenuto con l’Agenzia del Demanio – prosegue Ferralasco – che la Cittadella è un bene pubblico, che appartiene alla città e al territorio e che il Demanio ne è il gestore”. E con questa definizione si struttura la proposta di un bando per il rilancio della fortezza, tanto del suo utilizzo quanto della sua “riqualificazione” e del recupero architettonico e storico. Un “paletto ideologico” proposto dal presidente del Comitato in difesa della Cittadella, Ratti, che definisce come “proprietà morale” della struttura Alessandria e gli alessandrini, come se “in un certo senso il Demanio fossimo anche noi”.
Tra i vincoli proposti c’è sicuramente la richiesta ai proponenti del progetto da realizzare di un “programma dettagliato e documentato degli interventi per il recupero e la messa in sicurezza”, che sono alla base dell’obiettivo che questa iniziativa in mano ai privati propone. Infatti sono sempre più evidenti le necessità di messa in sicurezza e di recupero della fortezza: “al massimo entro un annetto – spiega Ileana Spriano del Fai – l’ailanto si sarà inghiottito tutta la struttura. Se prima le piante erano 250, ora sono 600 e non sono solo più sui tetti, ma anche sui bastioni. E’ necessario pertanto che si accorcino i tempi per debellare queste piante, altrimenti ogni progetto sarà vano”. E sembra che oltre all’ailanto, ci siano anche problematiche “strutturali” che crescono e peggiorano sempre di più: “c’è una parte del tetto della struttura verso San Michele – aggiunge Patria – che sta crollando. La trave maestra e i coppi stanno cadendo: questi sono i termini dell’urgenza”.

Sempre tra le pietre miliari vi è la richiesta che una porzione della fortezza sia riservata all’amministrazione comunale per dare questi spazi alle associazioni che hanno operato per la Cittadella fino ad oggi. E infine la leadership in quella che il Demanio ha definito la “cabina di regia” di tutto il percorso che dovrebbe vedere seduti allo stesso tavolo il Demanio, il Comune di Alessandria e il Ministero dei Beni culturali. Con una super visione e con “l’ultima parola però della Sovrintendenza, sia quella paesaggistica che quella archeologica”, come chiede Ratti del Comitato per la Cittadella. Dalla minoranza e dall’ex sindaco Fabbio viene sottolineata l’importanza e la centralità che in questa azione di monitoraggio e controllo deve poter mantenere il Comune. E qualora il controllo “pubblico” si perdesse, allora la necessità – scritta nera su bianco nel bando – dovrebbe essere quella di istituire una commissione di controllo. Da più parti grande rilievo viene dato al ruolo – mai davvero esplicitato in azione – che dovrebbe tornare ad assumere il già esistente Comitato per la Valorizzazione della Cittadella formato dalle associazioni, dall’università, dagli enti come Provincia e Regione, ma che dovrebbe ingrandirsi con la presenza anche di un parlamentare europeo e di un membro del Governo. “Un gruppo di lavoro che si deve formare al più presto” chiede il capogruppo Udc, Giovanni Barosini.
