A Cultura e Sviluppo un incontro sui migranti
Lunedì 2 dicembre la presentazione dei volumi "La prigione degli stranieri" di Caterina Mazza e "Accogliamoli tutti" di Luigi Manconi e Valentina Brinis
Lunedì 2 dicembre la presentazione dei volumi "La prigione degli stranieri" di Caterina Mazza e "Accogliamoli tutti" di Luigi Manconi e Valentina Brinis
ALESSANDRIA – Lunedì 2 dicembre alle 21 presso l’Associazione Cultura e Sviluppo in piazza De Andrè si terrà la presentazione dei volumi “La prigione degli stranieri” di Caterina Mazza e “Accogliamoli tutti” di Luigi Manconi e Valentina Brinis.Le migrazioni per terra e per mare hanno da sempre caratterizzato la vita dell’umanità. Oggi sono circa 214 milioni i migranti nel mondo, mossi da aspettative di vita migliori, spinti dalla povertà, dalle guerre e dalle calamità naturali. E’ noto come i fenomeni della globalizzazione e delle nuove tecnologie informatiche della comunicazione siano una concausa e abbiano ampliato il fenomeno. I governi, i politici, i cittadini sono direttamente chiamati in causa di fronte al crescere dell’intolleranza e delle sempre più restrittive misure governative che disconoscono i diritti umani elementari di migliaia di migranti, visti come un problema di ordine pubblico da delegare in toto a polizie marine, carceri o ai centri di identificazione e di espulsione.Invece è più che mai urgente costruire una Europa e un paese, il nostro, che sappiano riconoscere i diritti dei migranti, colmando vuoti giuridici e sociali, tutelando le vittime di un sistema che criminalizza innocenti e finisce per favorire i veri criminali.
“La prigione degli stranieri” di Caterina Mazza affronta un aspetto poco indagato del fenomeno migratorio: la gestione e il funzionamento, in Italia e in Europa, dei Centri di detenzione amministrativa per migranti irregolari in attesa di espulsione. Vengono presentate le motivazioni originarie dell’istituzione dei Centri di trattenimento per stranieri come strumento di contrasto all’immigrazione irregolare, facendo riferimento alle politiche migratorie europee, nonché al dibattito creatosi intorno agli accordi di Schengen e al rapporto tra libertà e sicurezza nella costruzione dell’Unione Europea. Le ragioni della creazione dei Centri e il loro scopo sono sostanzialmente comuni ai diversi Stati europei, ma le modalità di realizzazione e di organizzazione sono specifiche di ogni contesto nazionale. L’analisi si concentra poi sul caso italiano per cogliere le caratteristiche strutturali del complesso dei Cie, soffermandosi sulle modalità del loro funzionamento, sulle condizioni di vivibilità interne, sulle principali criticità del fenomeno e sull’efficacia dello strumento di detenzione amministrativa a fini espulsivi. Su questi aspetti si procede ad una comparazione con alcuni paesi europei, in particolare la Francia e la Gran Bretagna. Il libro si chiude affrontando la questione dell’utilità dei Centri nel rendere effettiva la politica che ha portato alla loro istituzione. Ci si chiede cioè se servano davvero a disincentivare gli stranieri irregolari dal permanere sul territorio nazionale, se, in termini di costi economici e umani, convengano allo Stato e se esistano alternative al loro utilizzo.
“Accogliamoli tutti” di Luigi Manconi e Valentina Brinis. In questo pamphlet Luigi Manconi e Valentina Brinis dimostrano, con argomenti sempre basati sulla realtà dei dati e dei fatti, che l’arrivo di donne e uomini stranieri è un’opportunità di salvezza per una società invecchiata e immobile come la nostra, per il suo dissestato sistema produttivo e il suo welfare in crisi. Le politiche dei respingimenti e della repressione, dietro cui si cela spesso un’ostilità intrisa di xenofobia e tentata dal razzismo, sono disastrose perché contrarie alle esigenze profonde dell’economia e della società. Sono politiche costose, che favoriscono l’aumento della criminalità e il lavoro nero.
Riconoscere diritti e offrire occasioni di inserimento agli immigrati è invece la scelta più opportuna per la sicurezza collettiva, per risolvere i drammatici problemi demografici e rilanciare industria e agricoltura. Non solo badanti, infermieri e pizzaioli: i dati testimoniano che già oggi i lavoratori stranieri sorreggono interi settori, senza entrare in competizione con i lavoratori italiani. Valorizzando i numerosi esempi di «piccole virtù» e buone prassi locali, e inserendoli in un quadro meno incoerente e frammentato dell’attuale, i benefici saranno tangibili per tutti. Certo, l’integrazione è un processo faticoso e spesso doloroso, che solleva molteplici dilemmi sociali e culturali. Accogliamoli tutti è un’utopia: una concretissima e possibile utopia. Nelle proposte condensate in queste pagine Manconi e Brinis non fanno alcuna concessione alla solidarietà paternalistica o alla retorica del multiculturalismo: il buon senso conta più dei buoni sentimenti, e il pragmatismo della negoziazione più dell’astratta intransigenza dei principi. Perché l’immigrazione deve essere governata con intelligenza, e non subita passivamente.
L’iniziativa vuole essere un momento di confronto e riflessione, sottolineando ancora una volta l’urgenza di una politica nei confronti dei nuovi migranti che un Paese come l’Italia deve saper affrontare e della necessità che queste urgenze trovi la giusta collocazione sovranazionale ed europea.