Indovina chi viene a cena…
Torna il progetto ideato dalla Rete Italiana di Cultura Popolare. Il 30 novembre e venerdì 13 dicembre i prossimi appuntamenti. Se avete voglia di conoscere altre culture, mettervi in gioco, incontrare persone interessanti questa è la vostra occasione! Partecipare è semplice: ci si iscrive e si attende la convocazione. Da chi sarete invitati a cena?
Torna il progetto ideato dalla Rete Italiana di Cultura Popolare. Il 30 novembre e venerdì 13 dicembre i prossimi appuntamenti. Se avete voglia di conoscere altre culture, mettervi in gioco, incontrare persone interessanti questa è la vostra occasione! Partecipare è semplice: ci si iscrive e si attende la convocazione. Da chi sarete invitati a cena?
ALESSANDRIA – Il titolo è preso in prestito da un film di successo degli anni Sessanta, ma quanto avviene in città è in realtà attualissimo, e chi lo desidera è chiamato a essere protagonista in prima persona e non solo spettatore di una cena un po’ speciale. “Una buona idea è come un seme – spiegano i responsabili della Rete – si sparge in fretta e fa germogliare altre buone piante. Così è il progetto ‘Indovina chi viene a cena?’ che è nato a Torino nel 2011 e, dopo poco più di un anno, sta germogliando in altre città e territori d’Italia. L’iniziativa è nata dal basso, dalle stesse famiglie migranti che hanno sentito il desiderio di aprirsi e aprire le proprie case all’incontro e alla condivisione, senza altro stimolo che la loro volontà di ‘lavorare in rete’: offrono una cena speciale, familiare, pensata per chi ha la curiosità d’incontrare un ‘altro’ che è già parte di noi da molto tempo. La diffusione del progetto – proseguono gli organizzatori – è dovuta all’evidenza che sempre più comunità, siano esse in grandi città o piccoli paesi, avvertono il bisogno di tornare ad investire sul patrimonio relazionale. Oggi ci sono cittadini e “nuovi cittadini”: le comunità sono composte da chi è nato in questo paese e da chi ha scelto di vivere qui provenendo da molto lontano. E il cibo, al Nord come al Sud, è il centro attorno cui costruire con facilità un primo incontro, un contatto: a cena ci si ritrova e conosce con semplicità. Questo non è dunque un progetto gastronomico ma un progetto sulle relazioni in cui il cibo, la convivialità sono l’occasione per creare rapporti umani, tra persone e famiglie. Un’occasione per condividere spazi privati che diventano per l’occasione luoghi sociali”.Come funziona?
Si tratta di cene organizzate durante tutto l’anno, insieme alle famiglie che hanno scelto di partecipare al progetto. Le famiglie dei “nuovi cittadini” aprono la propria casa per ospitare a cena un gruppo di persone interessate a conoscere la cultura, le tradizioni e la cucina del loro paese di origine.
Chi desidera partecipare esprime la sua adesione e prenota, il giorno precedente la cena scopre quale sarà la famiglia ospitante e il paese di origine. Non è possibile scegliere il paese o la cucina preferita, ci si lascia guidare e per una sera si incontrano persone che ancora non si conoscono. La sera della cena ci si presenta all’indirizzo comunicato. Qui una famiglia aprirà la porta della sua casa introducendo gli ospiti nel proprio mondo: può capitare di ascoltare il racconto del viaggio per giungere qui, di guardare le foto del matrimonio o le immagini delle famiglie lontane ma ci si può anche ritrovare a parlare dei bambini che vanno a scuola quasi insieme o della squadra del cuore, del proprio lavoro o dei progetti per il futuro.
In gioco c’è molto di più che una cena, c’è la possibilità di costruire vere politiche culturali dal basso, grazie all’incontro, all’offerta, al reciproco riconoscimento.

Occorre essere iscritti alla Rete Italiana di Cultura Popolare (il contributo simbolico è di 10 euro) e poi prenotarsi segnalando il proprio interesse per essere invitati a cena. L’iscrizione è annuale, permette la partecipazione a tutti i progetti formativi e performativi riservati agli iscritti e prevede una copertura assicurativa.
Perché iscriversi alla Rete?
“Più che di cene – precisano gli organizzatori – si tratta di un progetto di relazione, che parte dunque sulla base di un nucleo di conoscenza e condivisione delle parti coinvolte (famiglie ospitanti, ospiti, organizzazione sul territorio, Rete Italiana di Cultura Popolare). In questo senso nasce la necessità di iscriversi alla Rete: l’idea è quella in primis di sapere chi sono le persone che frequentano le abitazioni private delle famiglie migranti ed inoltre l’esigenza di base è quella di conoscere in maniera approfondita e condividere gli obiettivi e le finalità del progetto e della Rete Italiana di Cultura Popolare.
Conoscere la Rete Italiana e partecipare agli obiettivi significa naturalmente iniziare un percorso di conoscenza a lungo termine e l’iscrizione ne è la formalizzazione. L’iscrizione permetterà di prendere parte operativamente a varie attività: la partecipazione quali redattori alla web radio, l’accesso e l’utilizzo all’archivio partecipato, la frequentazione dei Campus Scuola per la Cultura Popolare, solo per fare alcuni esempi”.