Il gel che ripara le ferite: gli studi del Disit
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Marco Caneva - marco.caneva@alessandrianews.it  
26 Novembre 2013
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Il gel che ripara le ferite: gli studi del Disit

Lo studio dei meccanismi di base della riparazione di una ferita da parte delle cellule della pelle: i risultati del gruppo di ricerca coordinato dal professor Mauro Patrone pubblicati su diverse riviste scientifiche internazionali

Lo studio dei meccanismi di base della riparazione di una ferita da parte delle cellule della pelle: i risultati del gruppo di ricerca coordinato dal professor Mauro Patrone pubblicati su diverse riviste scientifiche internazionali

ALESSANDRIA – La guarigione di una ferita è un processo dinamico che coinvolge cellule, matrice extracellulare e vasi sanguigni in una serie di eventi regolata da fattori intra ed extracellulari. Le piastrine contengono fattori di crescita che intervengono nei processi di riparazione dei tessuti. Da una decina di anni questi derivati piastrinici vengono usati con successo nelle pratiche ricostruttive e in tutte le patologie correlate a difficoltà di cicatrizzazione delle ferite quali le ulcere in pazienti anziani affetti da diabete o le piaghe da decubito. Dello studio dei meccanismi di base della riparazione di una ferita da parte delle cellule della pelle si occupa al Disit – Dipartimento di Scienze e Innovazione Tecnologica – dell’università del Piemonte Orientale il gruppo di ricerca coordinato da Mauro Patrone, professore associato di Biochimica, con il collega Bruno Burlando e i post-doc Simona Martinotti e Elia Ranzato.

Il gruppo studia, a livello di ricerca di base, gli effetti cellulari e molecolari del lisato piastrinico per comprendere come le molecole coinvolte, ottenute dalle piastrine del sangue, “informino” le cellule e come queste rispondano rigenerando il tessuto.  “Il lisato piastrinico, un derivato delle piastrine, produce eccellenti risultati in campo clinico nella riparazione di ferite e ulcere – spiega il professor Patrone – allo stato attuale è consentito solo l’uso autologo, ovvero si possono usare prodotti dal sangue del paziente stesso, ma il lavoro di ricerca dei laboratori del Disit è rivolto alla possibilità di comprendere quali sono le biomolecole coinvolte nell’evento di riparazione mediante tecniche di proteomica. Questi studi – aggiunge Patrone – sono svolti in collaborazione con il reparto di Medicina Trasfusionale dell’ospedale di Alessandria, in particolare con il dottor Roberto Guaschino e le dottoresse Laura Mazzucco e Valeria Balbo”.

Da un prelievo di sangue venoso si estraggono le piastrine e da queste viene “spremuto” il concentrato (lisato piastrinico). Gli usi sono molteplici: oltre a quelli già illustrati, il gel piastrinico è utilizzato in odontoiatria per gli interventi di implantologia (mescolato alla matrice ossea del paziente), negli interventi ricostruttivi maxillo-facciali, nei trattamenti anti-age di medicina estetica, in oculistica per trattare le ferite alla cornea, in cardiochirurgia per le operazioni di by pass.  Tra i vantaggi c’è il costo limitato del prodotto e la possibilità di conservarlo per altre applicazioni.

La ricerca è finanziata anche dalla Fondazione Crt e dalla Regione Piemonte e i risultati di questo studio sono stati pubblicati su diverse riviste scientifiche di livello internazionale.

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