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La carica dei 1000: “la salvezza di Alessandria è la salvezza dell’Italia”
Oltre mille persone hanno manifestato ieri mattina in piazzetta della Lega, ad Alessandria, per lo sciopero indetto da Cgil, Cisl e Uil. In prima linea i lavoratori delle aziende a rischio, pubbliche e private
Oltre mille persone hanno manifestato ieri mattina in piazzetta della Lega, ad Alessandria, per lo sciopero indetto da Cgil, Cisl e Uil. In prima linea i lavoratori delle aziende a rischio, pubbliche e private
Anche il settore edile, nell’intervento di Massimo Cogliandro, segretario Fillea Cgil, è allo stremo delle forze: “non ci sono segnali di ripresa. Sono a rischio centinaia di posti di lavoro”. E allora, “è il momento di tornare a parlare di equità” perchè è impensabile che “gli imprenditori dichiarino meno redditi dei loro operai”, come ricorda Scudieri.
Dal palco parla anche Davide, delegato FimCisl di Bundy, una delle aziende del territorio su cui incombe l’incubo della “delocalizzazione”: “Siamo qui per ribadire il nostro diritto a conoscere la sorte che ci attende. Chiediamo, anzi pretendiamo, che il piano industriale ci venga presentato. Non vogliamo e non possiamo accettare che in nome di un sistema economico basato sull’esigenza irrinunciabile del profitto immediato i quasi 300dipendenti della Bundy rischino di perdere il lavoro e la dignità. Basta ad un sistema economico che ha senso se è a servizio dell’umanità e non il contrario”.
Fabrizio Sala, Funzione Pubblica Cisl, ricorda il mancato rinnovo del contratto del pubblico impiego, unito al blocco del turn over e aggiunge: “se dovessimo organizzare una carovana di pullman con i dipendenti pubblici e delle partecipate, la città si bloccherebbe. Se dovessimo organizzare dei pullman con gli amministratori, la città tirerebbe probabilmente un sospiro di sollievo”.