Apre il nuovo dormitorio femminile: 16 posti per chi non ha una casa
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Apre il nuovo dormitorio femminile: 16 posti per chi non ha una casa

L’opera, realizzata grazie ai contributi di pubblico e privato, servirà per ospitare le donne senza fissa dimora, con due posti dedicati anche a mamme con figli. L’obiettivo ora è farne una vera e propria casa di accoglienza, con attività diurne. Borse lavoro e last minute market fra le sfide della struttura

L?opera, realizzata grazie ai contributi di pubblico e privato, servirà per ospitare le donne senza fissa dimora, con due posti dedicati anche a mamme con figli. L?obiettivo ora è farne una vera e propria casa di accoglienza, con attività diurne. Borse lavoro e last minute market fra le sfide della struttura

ALESSANDRIA – Sedici posti possono sembrare pochi, ma per la città sono già un bel passo avanti rispetto alla struttura finora esistente, in grado di ospitare circa un terzo delle inquiline eppure già utilizzata da 9 persone. Da oggi, sabato 9 novembre, aprirà ufficialmente i battenti il nuovo dormitorio femminile, a pochi passi dal pronto soccorso dell’Ospedale Santi Antonio e Biagio, grazie allo spazio messo a disposizione a canone calmierato dell’Asl (che partecipa anche con l’impegno degli operatori del Sert). Sono tanti i soggetti che hanno contributo affinché questo piccolo grande sogno diventasse realtà: offrire uno spazio più dignitoso e organizzato alle donne che si trovano in emergenza abitativa, specialmente quando ci si trova a ridosso del periodo più freddo dell’anno. Come racconta Marco Santi, dell’Associazione Opere di Giustizia e Carità – Onlus: “il risultato finale è stato reso possibile dallo sforzo congiunto di tanti soggetti, appartenenti tanto alla sfera pubblica, con Comune e Provincia in prima linea a finanziare il progetto, quanto a quella del privato sociale, a partire dallo sforzo delle fondazioni sul territorio fino ad arrivare a diverse opere fornite da cooperative e associazioni: Coompany, San Benedetto al Porto, l’associazione Nico 93 e la diocesi e Caritas cittadina, oltre all’associazione “Correre per…” nata da un gruppo di imprenditori e professionisti della provincia di Alessandria (fra i quali l’ex sindaco Mara Scagni). A dar sostanza al progetto anche due borse lavoro, che consentiranno a due operatrici del Cissaca, anche partner del progetto, di alternarsi nella casa per fornire assistenza alle ospiti. Le camere, nell’ampio spazio a disposizione, ospitano due letti ciascuna, con altre zone in comune, come il refettorio e la cucina. 

L’obiettivo, a differenza di quanto avviene per il dormitorio maschile, non è però solo quello di offrire un riparo per la notte, ma di costituire una sorta di vera e propria casa di accoglienza, in grado con il tempo di consentire alle donne, due delle quali potranno ospitare con loro anche dei minori, di vivere questa realtà esattamente come casa propria, contribuendo a fare le pulizie, a cucinare e svolgendo attività anche durante il giorno.

“Ci sono già spazi pensati per diverse attività diurne – ha spiegato il primo cittadino, Rita Rossa – come per esempio un piccolo laboratorio tessile. Sarebbe bello riuscire a stipulare convenzioni perché qui vengano svolte attività di stage, se sarà possibile, da parte di giovani della città, per esempio delle allieve dell’istituto Socio Psico Pedagogico cittadino. Fra le sfide in fase di progettazione anche quella che consentirà di portare qui, come ad altri centri bisognosi della città, risorse alimentari della grande distruzione che stanno per scadere, progettando un sistema di raccolta direttamente dai supermercati o dai mercati cittadini: si solleverebbero queste realtà dalla necessità di smaltire prodotto che, sebbene ancora buoni, non possono più essere venduti al banco, offrendo al contempo cibo ancora di ottima qualità per chi ne ha bisogno. Mi piace sottolineare – ha concluso il sindaco – il grande impegno dell’ex assessore Oria Trifoglio, che fortemente ha voluto la struttura. Per una legge assurda ha dovuto lasciare il suo incarico in giunta, ma siamo certi che il suo impegno non verrà meno e cambierà semplicemente forma”.

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