Ecosistema Urbano: Alessandria perde ancora posizioni
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Marco Caneva - marco.caneva@alessandrianews.it  
4 Novembre 2013
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Ecosistema Urbano: Alessandria perde ancora posizioni

La nostra città è al 35° posto su 44 capoluoghi di medie dimensioni, nel 2012 era al 28°. Le eco-performance dei capoluoghi di provincia: permane l'emergenza smog, trasporto pubblico in picchiata, aumentano le auto private, immutate depurazione e perdita d’acqua potabile

La nostra città è al 35° posto su 44 capoluoghi di medie dimensioni, nel 2012 era al 28°. Le eco-performance dei capoluoghi di provincia: permane l'emergenza smog, trasporto pubblico in picchiata, aumentano le auto private, immutate depurazione e perdita d?acqua potabile

AMBIENTE – Le migliori 11 città del Paese raggiungono a malapena la sufficienza (con 60/100 di punteggio), quando soltanto rispettando tutti i limiti di legge (e quindi senza nessuna performance straordinaria) il punteggio complessivo di un centro urbano sarebbe molto vicino a 100. “Il quadro complessivo che emerge dalla XX edizione di Ecosistema Urbano descrive un Paese che ha smesso di credere e investire nel cambiamento. Il rapporto di Legambiente, Ambiente Italia e Sole 24 Ore evidenzia l’esasperante incapacità con cui molte città affrontano sul proprio territorio alcune questioni chiave dal punto di vista ambientale” dicono i curatori del report. Non mancano esperienze positive in alcune città che dimostrano la praticabilità di alcune soluzioni capaci di offrire un servizio migliore al cittadino e alla collettività. 

“Se nell’insieme le nostre città sono congestionate e inquinate, fragili rispetto al rischio sismico e idrogeologico, in ritardo rispetto all’erogazione dei servizi – ha dichiarato il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza – esse rappresentano pure i luoghi ideali per le migliori soluzioni. Soluzioni che non possono più essere limitate a singoli e parcellizzati interventi ma devono rientrare in un disegno lungimirante e complessivo, che veda le città come fulcro della rinascita del Paese. Interventi mirati a migliorare qui la raccolta differenziata e là il trasporto pubblico, l’inquinamento acustico o la depurazione delle acque, non possono infatti dare risultati significativi se realizzati al di fuori di un progetto politico nazionale che riconosca alle città un ruolo centrale e imprescindibile. Si parla tanto di smart city ma non dobbiamo dimenticare che le città possono essere smart solo se ci sono smart citizens, e quindi relazioni, creatività e cultura per creare consapevolezza sulle sfide e nuovi stili di vita”.

Nello specifico, la ventesima edizione di Ecosistema Urbano, con gli oltre 100mila dati raccolti attraverso un apposito questionario rivolto e redatto dalle amministrazioni dei comuni capoluogo, vede sul podio delle migliori città Venezia per le grandi, Trento per le medie e Belluno per le piccole, tenendo presente che si tratta di capoluoghi che ottengono punteggi di poco superiori ai 60/100. Alessandria, tra le città medie, è al 35° posto su 44 con un punteggio di 42,07, perdendo ancora posizioni: era al 28° l’anno scorso e al 22° nel 2011.

Scendendo nel dettaglio il capoluogo di provincia, rispetto alle medie nazionali, ottiene buoni risultati per le piste ciclabili (20 metri equivalenti ogni 100 abitanti, ma il dato valuta solo l’estensione dei percorsi ciclabili e non il grado di sicurezza, la funzionalità e la distribuzione all’interno della città). Bene l’eco management (siamo tra le 10 città che hanno ottenuto una certificazione ISO14001 o EMAS per l’intera amministrazione comunale). I risultati sono negativi per la presenza nell’aria di biossido di azoto, ozono, Pm 10. Per quanto riguarda le acque, performance negative per i consumi idrici domestici, la dispersione della rete di distribuzione e la capacità di depurazione. Risultati negativi per il traffico per quanto riguarda il trasporto pubblico e la presenza di zone a traffico limitato, positivi invece per il tasso di motorizzazione, le isole pedonali, la mobilità sostenibile. Buono il risultato della raccolta differenziata rispetto alla media nazionale anche se resta lontano l’obiettivo fissato al 65% per il 2012 (e anche il 60 % previsto per il 2011), aumenta la produzione di rifiuti.

“Nel complesso, l’ecosistema urbano 2013 evidenzia con chiarezza la situazione di impasse in cui versa l’Italia delle città” dicono da Legambiente. A livello nazionale l’inquinamento atmosferico, ad esempio, resta ancora a livelli di emergenza. Se scendono leggermente le media delle concentrazioni di Pm10 e di NO2, nell’insieme dei centri urbani sono invece in aumento i giorni di superamento dei limiti per l’ozono e il numero delle città che non rispettano i limiti per la protezione della salute umana fissati per l’ozono. Le città continuano a disperdere in media più di un terzo dell’acqua potabile immessa in rete (il 32%) e l’efficienza della depurazione migliora di uno “zero virgola” alla volta (oggi viene trattato l’89,6% dei reflui fognari, l’1,6% in più di un anno fa). Cala la produzione di rifiuti solidi urbani, soprattutto a causa della contrazione dei consumi, e restano praticamente stabili le quote della raccolta differenziata, che passa dal 38% al 39,3%. In questo settore solo nove città raggiungono il target del 65% imposto dalla normativa per il 2012 e quasi tutte le grandi città non hanno raggiunto nemmeno quell’obiettivo del 35% che i Comuni avrebbero dovuto rispettare già nel 2006. Cresce lentamente ma costantemente il parco di autovetture circolanti che supera le 64 auto ogni 100 abitanti (64,2) e contestualmente prosegue il declino del trasporto pubblico urbano che continua a perdere passeggeri: i viaggi effettuati in media annualmente con i mezzi pubblici dagli abitanti dei capoluoghi di provincia scendono a 81 (erano 83 l’anno passato).

Ecosistema urbano (dal sito di Legambiente)

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