In diminuzione il numero degli incidenti e delle vittime della strada
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G.B. - giulia.boggian@alessandrianews.it  
26 Ottobre 2013
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In diminuzione il numero degli incidenti e delle vittime della strada

Nel 2012 in calo gli incidenti stradali in Piemonte con una riduzione importante del numero delle vittime. Un quadro di miglioramento dell'incidentalità che non risulta omogeneo nelle diverse zone della Regione. Questi sono i dati che emergono nel rapporto 2013 del Centro di Monitoraggio Regionale della Sicurezza Stradale

Nel 2012 in calo gli incidenti stradali in Piemonte con una riduzione importante del numero delle vittime. Un quadro di miglioramento dell'incidentalità che non risulta omogeneo nelle diverse zone della Regione. Questi sono i dati che emergono nel rapporto 2013 del Centro di Monitoraggio Regionale della Sicurezza Stradale

 ALESSANDRIA – Il nuovo rapporto 2013 del Centro di Monitoraggio Regionale della Sicurezza Stradale analizza il volume di incidentalità dell’anno 2012 sia dal punto di vista della categoria di utenti (autovetture, motocicli, utenti deboli,….) sia della categoria di strada che si sta prendendo in esame. In particolare nel 2012 gli incidenti stradali in Piemonte sono stati 12.154 (-8,3% rispetto all’anno precedente), nei quali sono state coinvolte 27.704 persone (-8,5% rispetto al 2011). Riduzioni importanti anche e soprattutto per quanto riguarda le vittime: i morti sono stati 284 (oltre 11% in meno rispetto all’anno precedente), mentre i feriti 17.559 (-9,2% rispetto al 2011). I morti per milione di abitanti scendono da 73 (valore stabile dal 2010) a 65. I miglioramento più apprezzabili sono quelli che vedono protagoniste la provincia di Alessandria, Novara e VCO, soprattutto per la riduzione degli incidenti stradali mortali, con una diminuzione del numero dei decessi soprattutto nelle città capoluogo del Piemonte.

Anche la localizzazione dei sinistri viene analizzata in questo rapporto: l’ambito urbano, in particolare, è quello che ne beneficia maggiormente. Nel 2012 i morti in ambito urbano diminuiscono del 20%, anche se le aree NON urbane continuano ad essere quelle più colpite (174 decessi a fronte dei 110 registrati in urbano). Gli infortunati (morti + feriti) sono più numerosi negli incidenti che avvengono fuori dalle intersezioni (78% dei morti e 56% dei feriti totali). Rispetto al 2011, tuttavia, proprio fuori dalle intersezioni si sono notate le riduzioni maggiori (-8% di incidenti, -14% di morti, -9% di feriti).
Le strade più critiche rimangono le strade provinciali e le extraurbane che restano le più pericolose: nel 2012 il numero di morti ogni 100 incidenti è 6,2 ovvero quasi tre volte il valore medio regionale (che è 2,3). Le strade provinciali e statali extraurbane sulle quali il fenomeno incidentale si è manifestato con persistenza più elevata (e cioè si è ripetuto almeno per nove dei dodici anni compresi nel periodo 2001-2012) sono 244, e concentrano oltre i due terzi degli incidenti avvenuti su queste strade. Fra queste, le strade più critiche in termini di incidentalità sono 46, lunghe complessivamente poco più di 800 km sulle quali si sono verificati quasi 2500 sinistri, che rappresentano oltre il 30% dei sinistri totali (7.360) di questa rete viabile. Fra le strade più lunghe (30 Km) e con i valori più alti di incidentalità c’è nella provincia alessandrina la Strada Provinciale 10 Padana Inferiore, che attraversa Alessandria in direzione Tortona. Altre due strade pericolose sono la SS26 della Valle D’Aosta e la SP229 del Lago d’Orta in provincia di Novara.

Altro elemento analizzato è quello degli utenti: i dati 2012 confermano una problematica, già emersa in precedenti edizioni del Rapporto, legata ai ciclisti, l’unica categoria degli utenti della strada che mostra un peggioramento nei valori di tutti gli indicatori di incidentalità, in particolare dei decessi (11 in più nell’ultimo anno). Si tratta di un dato che va letto anche tenendo presente l’aumento considerevole degli utenti della bicicletta avvenuto in Piemonte negli ultimi anni. Una buona notizia è rappresentata invece dal netto calo della mortalità pedonale, fenomeno in costante crescita nel decennio scorso e che cominciava ad assumere proporzioni preoccupanti. Nel 2012 i morti tra i pedoni sono diminuiti di un terzo, passando dai 61 del 2011 agli attuali 41. Quanto ai motociclisti, infine, si confermano i miglioramenti in termini di mortalità già registrati nel 2011, anche se nel 2012 risultano meno marcati.
Il mezzo di gran lunga più utilizzato e quindi anche maggiormente coinvolto nei sinistri resta l’automobile: si rileva tra i conducenti un lievissimo aumento della mortalità tra il 2011 e il 2012 (sei casi in più), a fronte di una diminuzione delle persone coinvolte alla guida (-9%) e di una complessiva riduzione di feriti (-10%). Per i passeggeri, invece, la tendenza è opposta: nel 2012, su un totale di 128 decessi a bordo delle automobili, le persone che hanno perso la vita tra i non conducenti sono state 19 (il 15%). Il miglioramento si riscontra anche sul profilo anagrafico degli utenti coinvolti in incidenti stradali: la situazione migliora in tutte le classi di età, in particolare nella classe di età dei ragazzi e dei giovani con età inferiore a 30 anni. Tuttavia, per quanto riguarda le persone più anziane (oltre 70 anni) il miglioramento nell’ultimo anno è risultato molto modesto. L’incidentalità della classe degli anziani rappresenta una valore critico analizzando i valori degli ultimi 12 anni (dal 2001 al 2012): mentre il miglioramento era effettivo per tutte le altre classi anagrafiche, gli incidenti stradali che hanno coinvolto persone anziane sono cresciuti del 55%, i feriti del 44% e i morti del 14%.

Tra le principali cause di incidentalità ci sono il mancato rispetto della segnaletica stradale, quelle associate all’investimento di un pedone, alla guida distratta e all’eccesso di velocità. Sono proprio queste ultime tipologie di incidente ad aver riscontrato un miglioramento: eccesso di velocità -22% e sbandamento con fuoriuscita di strada per eccesso di velocità – 34%. Una diminuzione del 33% anche per quelli causati dal mancato rispetto della segnaletica e del 35% per quelli che non mantengono le distanze di sicurezza. In controtendenza invece il caso di incidenti per scarsa attenzione prestata alla guida del proprio mezzo, con un aumento considerevole dei casi “individuali” e della mortalità per incidenti in cui i veicoli procedono contromano (in provincia si ricorda il caso dell’A26) . L’analisi dal punto di vista temporale, rileva che le ore di punta restano quelle pomeridiane (dalle 17 alle 19) con un picco – seppur lieve – nelle ore notturne, come dimostra il valore indice di mortalità della notte al 3,6 a fronte di un valore medio relativo all’intera giornata di 2,3. Considerando la distribuzione settimanale, l’aumento del peso di incidentalità – anche in questo caso lieve – si registra nei giorni feriali: dal lunedì al venerdì si rilevano il 75% degli incidenti (+1% rispetto al 2011), il 67% dei morti (+4%) e il 72% dei feriti (+2%). Nelle ore di punta (dalle 7 alle 9 del mattino e dalle 17 alle 19 del pomeriggio), si concentrano il 39% degli incidenti, il 38% dei feriti e il 36% dei morti.

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