Cittadella ai privati: opportunità o sconfitta per la città?
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Cittadella ai privati: opportunità o sconfitta per la città?

La decisione del demanio, proprietario della struttura, lascia relativamente poco margine d'intervento al Comune, che comunque da lunedì sarà al lavoro per definire con i proprietari e la sovrintendenza il bando che porterà alla concessione ai privati. Giravolta di reazioni in città: c'è chi si indigna e chi tira un sospiro di sollievo

La decisione del demanio, proprietario della struttura, lascia relativamente poco margine d'intervento al Comune, che comunque da lunedì sarà al lavoro per definire con i proprietari e la sovrintendenza il bando che porterà alla concessione ai privati. Giravolta di reazioni in città: c'è chi si indigna e chi tira un sospiro di sollievo

ALESSANDRIA – “E’ una decisione che ormai ci aspettavamo, figlia di un’impostazione più generale che il demanio si sta dando a livello nazionale, preferendo offrire in concessione ai privati spazi di grande importanza che gli enti locali non hanno più la forza, per mancanza di fondi, di preservare come invece è necessario“: sono queste le prime parole dell’assessore alla Cultura di Alessandria Vittoria Oneto, che commenta la decisione del demanio, proprietario della fortezza, di aprire un bando per offrire la struttura in concessione ai privati fino a massimo di 50 anni, comunicata in un incontro avvenuto martedì a Torino. 

Lunedì prossimo si aprirà il tavolo che avrà il compito di definire i criteri del bando di gara, la cui apertura sarà prevista già dai prossimi mesi e che dovrebbe portare alla concessione vera e propria al privato vincitore, se ce ne sarà uno, probabilmente già entro la fine del 2014. “E’ ovvio che il Comune non avrebbe avuto le risorse per salvaguardare e valorizzare in pieno la struttura – spiega l’assessore Oneto – ma questo non vuol dire che il nostro ruolo sia finito. Abbiamo già sottolineato come la Cittadella non a caso abbia vinto il concorso del Fai come Luogo del Cuore, e quanto sia forte il legame che gli alessandrini hanno con essa. In più, bisognerà vedere la destinazione che verrà individuata dal privato vincitore, perché non potrà presciendere dal tenere conto delle esigenze viabili e logistiche della città, e non è pensabile che resti un luogo a sé stante, a maggior ragione ora che ci sarà il nuovo ponte per collegarla direttamente anche attraverso un percorso pedonale”. 

La realtà è che la partita si giocherà molto anche sui vincoli che porrà la sovrintendenza, perché, come spiega ancora l’assessore Oneto: “nell’incontro di Torino ciò che è emerso chiaramente è la volontà del demanio di stabilire come unico criterio quello economico. Non si discuterà di quanto saranno coerenti con la storia della struttura le proposte dei privati, ma solo di quanto saranno sostenibili, credibili e remunerative sul piano finanziario. Si tratta di una scelta che ha una sua logica, se si vogliono incentivare i privati a fare investimenti, purché il valore della fortezza non venga intaccato e, anzi, si contribuisca attivamente a mantenere in buono stato di conservazione la Cittadella”. Fra le ipotesi più accreditate, pur di difficile realizzazione, c’è quella che vorrebbe l’area adibita a grande spazio per concerti ed eventi. “Vedremo quali saranno i progetti presentati – sottolinea l’assessore – ma ovviamente le ricadute per la città nel suo complesso potrebbero essere importantissime”.

Nei fatti c’è però anche l’iter seguito da altri comuni, che hanno presentato al demanio direttamente una proposta in partnership con i privati, per mantenere la concessione delle strutture e deciderne più direttamente l’utilizzo. Da noi questa strada non è stata intrapresa.  “E’ vero che il demanio – conclude la sua riflessione Vittoria Oneto – si aspettava dal 2008 a oggi la proposta di progetti concreti e credibili sull’utilizzo della struttura, e che questi non sono arrivati. Fare un piano di interventi organico è molto complesso, e per una ragione o per un’altra Alessandria non ha avuto la capacità di percorrere questa strada”. 

Intanto la città tutta si interroga se la concessione per un massimo di 50 anni a un privato sia da considerarsi finalmente un’opportunità di rilancio e salvaguardia della fortezza o se la Cittadella fosse un bene da preservare in altro modo

Interlocutoria appare la posizione del Comitato in difesa della Cittadella, che raccoglie quelle realtà legate al volontariato che da anni si battono, fianco a fianco con il Fai (Fondo Ambiente Italiano) per la difesa della fortezza e perché vengano avviati veri progetti di valorizzazione. Spiega Guido Ratti, presidente del Comitato:  “se gli scenari futuri per la fortezza alessandrina ci preoccupano? Non saranno di molto peggiori rispetto a quelli di oggi, dove non c’era nessuno alla gestione della struttura. Al di là di chi dovesse prendere in concessione la fortezza – ribadisce il Comitato – noi continueremo a fare quello che abbiamo fatto fino ad ora, ovvero proseguire a vigilare, ma senza pregiudizi”. Secondo Ratti la strada dovrebbe essere quella di tentare una “gestione culturale” della struttura, mentre andrebbero scartate le altre idee e voci circolate, come quelle di “edilizia residenziale” dentro la fortezza. 

“Una forte perplessità sia nel metodo che nel merito” è quanto viene espresso dall’ex ministro Renato Balduzzi. Il parlamentare di Scelta Civica ha appreso con stupore la scelta fatta dal demanio per la fortezza alessandrina: “fatico a comprendere come si possa fare una proposta del genere per una struttura complessa come quella della Cittadella senza immaginare di coinvolgere e dialogare con le realtà locali, sia istituzionali che associative, che operano sul territorio”. Il modello di vendita ai privati può essere utilizzato per la dismissione di un palazzo d’epoca non di una struttura che è “una città nella città”. Per questo il parlamentare si è detto ancora più stimolato a portare in sede istituzionale il percorso pensato da Scelta Civica, che coinvolge tutte le realtà territoriali in un programma unitario di valorizzazione territoriale. 

Maurizio Sciaudone (che da sempre ha a cuore la Cittadella e si batte per la sua difesa) del Pdl e l’ex sindaco Piercarlo Fabbio puntano invece il dito contro l’amministrazione comunale. L’ex primo cittadino sostiene infatti che l’amministrazione di Rita Rossa , “dopo gli sforzi di Bergoglio per ridarla alla città” ha lasciato di nuovo andare via la fortezza, per incapacità nel saperla gestire e mantenere e senza riuscire a valorizzare il lavoro svolto all’interno dalle associazioni.

Con altri toni, commenta invece il consigliere Sciaudone, che nonostante metta in dubbio la “buona fede dell’amministrazione comunale, che poteva temporeggiare e non tacere sulla decisione del demanio”, allo stesso tempo mette in campo anche alcune proposte e soluzioni per un possibile scenario futuro: “perché non prendiamo ad esempio la Reale Tenuta di Carditello di Caserta? Lì le associazioni di categoria se la sono ‘presa’ dal demanio…facciamolo anche noi”.

Secondo Sinistra Ecologia e Libertà, che ad Alessandria presiede con Renzo Penna la Commissione Cultura, sarà necessaria al più presto la discussione in Consiglio Comunale di quanto deciso martedì scorso dal demanio, e la città non potrà avere un ruolo subordinato nella decisione della destinazione futura

Sostanzialmente positivo invece il giudizio dell’operazione da parte del professor Giovanni Cerino Badone, che accoglie la notizia della concessione ai privati come una “scelta intelligente per dare una prospettiva di sopravvivenza alla fortezza”, a patto che non ne venga alterata la struttura, a cominciare dagli spalti, che sono, secondo il professore, fra i massimi studiosi di fortificazioni a livello europeo, “il vero valore della Cittadella, perché rimasti inalterati da quasi 150 anni. Offrire concessioni per centri commerciali o la costruzione di altre strutture nei pressi della fortezza – conclude Badone – sarebbe più grave che se crollasse una delle palazzine interne”.

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