Riesplode il caso Aspal. Sindacati: “chiesta la liquidazione”. Rossa: “un anno e mezzo fa”
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Riesplode il caso Aspal. Sindacati: “chiesta la liquidazione”. Rossa: “un anno e mezzo fa”

"Ancora una volta non c'è trasparenza" tuonano in un comunicato congiunto Cgil, Cisl e Uil che accusano il primo cittadino di dare sicurezza nei tavoli di trattativa e poi agire diversamente per via istituzionale, sollecitando la via della liquidazione. Replica il primo cittadino: "qualcuno forse gioca sulla pelle dei lavoratori"

"Ancora una volta non c'è trasparenza" tuonano in un comunicato congiunto Cgil, Cisl e Uil che accusano il primo cittadino di dare sicurezza nei tavoli di trattativa e poi agire diversamente per via istituzionale, sollecitando la via della liquidazione. Replica il primo cittadino: "qualcuno forse gioca sulla pelle dei lavoratori"

ALESSANDRIA: “Riesplode il caso Aspal. Ancora una volta, non c’è trasparenza”: è questo il titolo di un comunicato stampa diramato in forma congiunta dai segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil (Tiberti, Ferrari, Gregori) e diretto in maniera precisa al sindaco Rita Rossa, con il quale forse mai come ora le posizioni sembrano lontate.
 
“Con un lettera di Zaccone (ragioniere capo del Comune), l’Amministrazione chiede al liquidatore di Aspal di procedere allo scioglimento dell’Azienda entro il 31 dicembre. Una richiesta grave e irresponsabile, che rischia anche di far saltare la Cassa in deroga, già prevista fino al prossimo giugno. I sindacati di categorie chiederanno immediatamente un tavolo, poiché, oltre alla Cassa integrazione, le implicazioni per i lavoratori, in caso di scioglimento, saranno pesantissime.
Se il Sindaco non sapeva della lettera di Zaccone, ed è difficile da credere perché il Sindaco risulta informato, vuol dire che in Comune regna il caos. Se il Sindaco sapeva, dunque condivideva, allora, ancora una volta ha preso in giro lavoratori e sindacato. Infatti, la lettera è del 10 ottobre. Prima con le rsa di Aspal in data 14 ottobre, poi con Cgil, Cisl e Uil in data 15 ottobre, durante gli incontri che si sono tenuti, il Sindaco ha assicurato un piano industriale per Aspal. Ancora bugie? Diversamente, il Sindaco prenda immediati provvedimenti”.
 

La risposta del Primo Cittadino, da noi contattato per avere chiarimenti in merito alle pesanti accuse dei sindacati, è però altrettanto dura: “Davvero non capisco il senso di questa polemica – replica Rita Rossa – e credo si tratti o di un errore da parte dei sindacati nell’invio del comunicato, che parlano di Aspal riferendosi in realtà a Costruire Insieme, oppure c’è chi al loro interno ha deciso di giocare sulla pelle dei lavoratori”. 
Spiega il sindaco Rossa: “il ragioner Zaccone ha mandato la lettera che sollecita la liquidazione della società, che in effetti andrà ultimata entro il 31 dicembre, esattamente come lo ha fatto per le altre aziende in liquidazione. E’ un atto dovuto e del tutto conseguente a quanto avvenuto nei mesi scorsi, che i sindacati ben conoscono. Con una delibera votata ad agosto 2012 il Consiglio Comunale ha decretato la liquidazione di Aspal, sancita e ratificata il 5 marzo 2013 dall’assemblea dei soci. I sindacati scoprono ora che è stato seguito questo iter? Nei giorni scorsi ci siamo incontrati per parlare semmai di Costruire Insieme, poiché è quella la realtà sulla quale trasferire i servizi di Aspal. Non capisco neppure il discorso relativo alla cassa integrazione: i dipendenti del Tra la percepiscono, sebbene il consorzio sia stato sciolto”. 

Ricontattati per verificare se si trattasse o meno di un’incomprensione, i sindacati, per voce del segretario Cisl Alessio Ferraris, rispediscono invece le accuse al mittente, ribadendo in toto il contenuto del comunicato: “eravamo presenti in 6 alla riunione di martedì, e tutti abbiamo sentito parlare di Aspal. Non si tratta di un errore nostro, può darsi che sia il primo cittadino ad aver detto Aspal volendo in realtà riferirsi a Costruire Insieme”. 

Una cosa è certa: le due versioni non solo solamente incompatibili, ma anzi risultano antitetiche. Un altro episodio di tensione che sicuramente non aiuterà i lavoratori a guardare al futuro con serenità e ottimismo. La vicenda non può però restare così in sospeso e un qualche chiarimento fra le parti dovrà avvenire. 

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