Lombardi: “lavoriamo al ritorno della raccolta porta a porta”
Per la quarta tappa del nostro percorso di approfondimento sulla verifica del programma di mandato abbiamo incontrato lassessore allambiente Claudio Lombardi (Sel). Dalla qualità dellaria alla ztl, dalle fognature al porta a porta, passando per il terzo valico e la lotta alle zanzare, ecco lelenco dei lavori svolti o programmati
Per la quarta tappa del nostro percorso di approfondimento sulla verifica del programma di mandato abbiamo incontrato l?assessore all?ambiente Claudio Lombardi (Sel). Dalla qualità dell?aria alla ztl, dalle fognature al porta a porta, passando per il terzo valico e la lotta alle zanzare, ecco l?elenco dei lavori svolti o programmati
ALESSANDRIA – Assessore Lombardi, partiamo da un’osservazione: il tema dell’ambiente nel programma di mandato, rispetto ad altri temi, risulta affrontato in maniera più generale. Nel piano di governo cittadino si parla in più punti di “qualità della vita” in città, ma rispetto ad altri ambiti ha meno obiettivi fissati con precisione… (fatta eccezione, in particolare, per il parco Gandhi, rispetto al quale però ha già risposto l’assessore Ferralasco ndr). Come mai secondo lei?
L’ambiente deve permeare tutti gli altri aspetti del programma della Giunta. In altri Comuni si è scelta la via di unire la delega all’ambiente a quella per la mobilità urbana: in questi casi i margini di intervento sono molto maggiori. Nel mio caso opero in sinergia con i diversi assessorati, in particolare con quello guidato da Marcello Ferralasco. Una premessa prima di parlare nello specifico delle mie deleghe è d’obbligo: in questo periodo lo sforzo di tutti gli assessori, e ancor più del sindaco, è stato quello di lavorare al risanamento finanziario e morale della città. Abbiamo chiuso diverse partecipate “carrozzone” e fatto sì che altre venissero riorganizzate. Non sono sforzi da poco, e sono anche la miglior risposta ai tanti che sostengono che finora non è stato fatto nulla.
Entriamo allora più nello specifico delle sue competenze, partendo dalla situazione di Amiu e Aral, asse ormai strategico per la riorganizzazione della raccolta rifiuti in città. Durante la campagna elettorale non era stato fatto mistero dell’intenzione di riconvertire il sistema verso modelli di raccolta “porta a porta”. A che punto siamo?
Sul piano della riorganizzazione aziendale l’assessore competente è Matteo Ferraris, con il quale io collaboro per la parte tecnica. La città di Alessandria è in effetti l’unico esempio di passi in avanti notevoli nella raccolta differenziata poi mortificati da scelte antistoriche. A noi il compito ora di riportare la raccolta sui giusti binari, sapendo però che l’impresa è economicamente complessa. Solo per acquistare i cassonetti da strada la precedente amministrazione ha speso più o meno 2 milioni di euro, uno dei quali è ancora da pagare. Un discorso analogo può essere fatto per i mezzi dedicati alla raccolta. Diciamo quindi che per ora ci stiamo lavorando. E’ bene ricordare anche la sofferenza dell’intera partecipata, che per anni non ha ricevuto il versamento della Tia, trattenuta indebitamente dalla precedente amministrazione.

Pensiamo a una fase mista: proseguiremo con la raccolta in strada per la plastica e la carta, mentre i rifiuti organici e quelli indifferenziati, cioè la parte veramente impattante per l’igiene pubblica, verranno raccolti tornando al porta a porta.
Possiamo azzardare una data?
Non possiamo dirlo, perché dipende quando andrà in porto l’operazione Amiu – Aral.
E su questa operazione ci sono tempi limite che è possibile ipotizzare?
Dipende dalla causa processuale che c’è in Procura relativamente al fallimento di Amiu. Dobbiamo aspettare la pronuncia della Procura, e poi passeremo a realizzare il nostro piano industriale.
E’ sotto gli occhi di tutti come la raccolta dei rifiuti stradale impatti con l’igiene. Spesso i cassonetti vengono ripuliti dagli addetti e dopo poche ore c’è di nuovo spazzatura a terra intorno ai raccoglitori: un po’ sarà anche un senso di rivalsa dei cittadini, stufi di pagare tasse alte per il servizio. E comunque sono convinto che quasi tutti gli abitanti si comportino rispettando le regole: purtroppo bastano poche persone che gettino male i rifiuti per creare difficoltà a tutti.
In effetti, però, si è arrivati fino alla necessità di intensificare le operazioni di derattirazzione…
Non è una cosa che ho seguito perché non riguarda l’ambiente. Penso comunque come sempre sia stata una vicenda un po’ esagerata rispetto al reale impatto che ha avuto sulla città.
Parliamo di qualità dell’aria? Com’è andata quest’anno? L’ex sindaco Piercarlo Fabbio ha anche ricevuto un avviso di garanzia per non aver utilizzato tutti gli strumenti a sua disposizione per abbattere il pm10…
La situazione per quest’anno è stata buona, decisamente migliore rispetto agli anni scorsi, con un numero di sforamenti molto più basso, ma onestamente va detto che è stata fortuna: una questione puramente climatica.
Interventi per ridurre l’inquinamento devono essere di tipo strutturale. Il mio assessorato sul tema non può che essere consulente e sollecitatore di interventi legati alla viabilità, a partire dalla costituzione di parcheggi periferici e di una vera ztl. Si tratta però di interventi da introdurre in maniera graduale, senza penalizzare nessuno.
Cosa si è cominciato a fare?
Ci vogliono tempi lunghi, perché solo ora cominciamo a vedere la luce in termine di bilancio e a poter ragionare di futuri investimenti. Quando parlo di parcheggi periferici per Alessandria però penso a una soluzione che consenta a chiunque si trovi in buona salute di parcheggiare l’auto e andare in centro a piedi.

Stiamo mettendo a punto un progetto di disincentivi progressivi, un po’ come avviene in città come Milano, dove il parcheggio in periferia costa pochissimo e in centro molto di più.
La riduzione del traffico è l’unico vero rimedio per abbattere l’inquinamento in centro. A produrlo infatti sono in special modo le auto, e paradossalmente le meno pulite sono le vetture diesel, soprattutto di vecchia produzione. I motori a benzina ormai sono molto meno dannosi rispetto alla produzione del pericoloso particolato pm10.
E sul teleriscaldamento e le fonti rinnovabili? Su questo il programma individuava la necessità di portare avanti un percorso di conversione degli impianti più vecchi. Qualcosa è già stato fatto quest’anno?
Sì, si è proceduto alla conversione degli impianti di riscaldamento di circa 10-15 edifici scolastici da gasolio a metano o da metano a una forma di metano di nuova generazione. Il piano era stato messo nel contratto di fornitura con Amag e Alegas e noi lo abbiamo sollecitato. Il teleriscaldamento ha un impatto molto favorevole, riducendo le emissioni di CO2, quindi in questo caso gli effetti positivi a livello climatico più che locali sono comunque globali.
La gestione dell’assessorato legato all’Ambiente passa anche attraverso l’attività di monitoraggio e tempestivo intervento in caso di emergenze ambientali di particolare rilievo. Ce ne sono state nel corso del primo anno di mandato? Se sì, come siete intervenuti?
Questa estate la vera emergenza ha riguardato il problema legato al Terzo Valico. L’attività di programmazione si stava svolgendo secondo i piani, con i lavori divisi in 6 lotti, solo i primi 2 dei quali già finanziati (non totalmente). Alessandria sappiamo che non è più interessata dalla partita legata alla logistica, per la quale i fondi promessi sono stati completamente cancellati, tagliandoci di fatto fuori dai giochi dello sviluppo. A noi è rimasto solamente il pericolo di essere la zona che ospiterà tre cave per raccogliere le terre di scavo dei lavori, indiziate di contenere smarino, cioè amianto. Le tre cave sono quella “Bolla” e quella “Guaracca” (in zona Fraschetta, vicino agli impianti della ditta Solvay) e la cava “Clara e Buona” individuata invece come riserva, vicino alla tangenziale sud che va verso Acqui, sul lato del fiume Bormida (in zona peraltro potenzialmente alluvionale). Queste cave fanno parte dei progetti relativi al terzo e quarto lotto, e secondo il cronoprogramma, che visti i ritardi già accumulati non sarà rispettato, interesserà la nostra zona non prima di 4 anni. Il rischio concreto però, affrontato appunto questa estate, è stato quello che le cave venissero già ora utilizzate, grazie a un’autorizzazione stralcio speciale rilasciata dal Ministero dell’Ambiente a Cociv, curatore dei lavori per il Terzo Valico.

E’ assolutamente impensabile che nella zona della Fraschetta, già fortemente in difficoltà dal punto di vista ambientale, vengano convogliati camion e camion di materiale non ancora controllato (i protocolli per le analisi da effettuare sugli scavi non sono ancora stati approvati). Abbiamo avuto numerosi incontri, anche con altri sindaci, e siamo andati fino a Roma per discutere la questione con il ministero, ottenendo rassicurazioni sul fatto che nulla verrà fatto in zona almeno finché non ci saranno reali garanzie sul materiale da stoccare. Tutto questo peraltro senza ancora capire, ma è un giudizio personale, che senso abbia fare il Terzo Valico.
Relativamente all’estate appena trascorsa la città ha vissuto da vicino altre due vicende. Una è quella legata all’annoso problema della lotta alle zanzare, l’altra è stata quella correlata a presunti utilizzi non autorizzati della discarica di Castelceriolo. Qual è il punto della situazione?
In merito alla lotta alle zanzare, abbiamo individuato un percorso originale rispetto al passato per combatterla, che verrà messo in atto dal prossimo anno. Fino al 2012 infatti abbiamo partecipato al progetto di lotta biologica come comune capofila, insieme a un’altra ventina di comuni limitrofi. Il progetto era così finanziato: il 50% da parte dei comuni (125 mila euro pagati da Alessandria e altri 125 mila euro divisi fra i partners più piccoli) e il 50% da parte della Regione, per un totale di circa mezzo milione di euro. L’amministrazione precedente aveva preso accordi affinché il comune capofila, cioè noi, anticipasse la somma totale. La Regione ha però cominciato solo ora a renderci le cifre relative al 2010. Il progetto così per noi è insostenibile, senza contare che il 50% e più delle aree di produzione delle zanzare è privato, quindi senza che i soggetti pubblici possano intervenire.
In questo primo anno abbiamo fatto una serie di incontri, l’ultimo la settimana scorsa, sia con la Regione che con l’Ipla, ente regionale che si occupa di lotta a zanzare e insetti. Dal prossimo anno sarà l’Ipla stesso il capoprogetto, e ciascun comune verserà all’ente la sua quota. Così Alessandria risparmierà notevolmente, pur avendo garantito un servizio di qualità.

Abbiamo ricevuto ad agosto una segnalazione anonima da parte di cittadini, con delle foto che facevano vedere camion intenti, pare, a versare dei rifiuti abusivamente nella discarica. Bisogna valutare se quelle foto sono originali e cosa eventualmente stavano versando. Ho subito interessato l’Arpa che ha fatto i dovuti rilievi. Penso conosca già i risultati ma non sono ancora stati diffusi: li divulgheremo non appena possibile.
Sempre parlando di rischio ambientale: in questo primo anno si è svolto anche un monitoraggio rispettivamente all’azienda Solvay e all’attività di bonifica dell’area?
Certamente. Si è lavorato su due versanti: il primo riguarda la bonifica dei terreni e la falda all’esterno della Solvay, di competenza del Comune. Stiamo monitorando costantemente la situazione. Il secondo è relativo all’autorizzazione integrata ambientale dal 2010 rilasciata dalla Provincia, che autorizza Solvay a produrre utilizzando le migliori tecnologie presenti sul mercato. Noi insistiamo verso la Provincia affinché tutte le prescrizioni vengano seguite alla lettera. In particolare siamo vicinissimi all’avere, finalmente, una centralina, cioè un laboratorio fisso di analisi dell’aria, a spese Solvay, su area comunale vicino all’insediamento. I dati saranno raccolti e monitorati direttamente dall’Arpa. E’ la prima volta che succede e ci sembra un passo avanti importante.
Concludiamo parlando della rete fognaria. Ci sono novità rispetto al progetto del potenziamento del depuratore?
Stiamo lavorando intensamente con Amag: la zona vergognosamente abbandonata, che peraltro garantisce il 70% del Pil cittadino, è sempre quella della Fraschetta. Le fogne ci sono solo in una parte, l’altra utilizza ancora il Rio Lovassina, che in periodi di piogge intense sappiamo quali disagi finisce per procurare. Il tutto comunque non va poi a terminare in un depuratore, ma viene scaricato direttamente nel Tanaro. Il progetto di fare un depuratore passa attraverso due fasi: potenziare l’impianto degli Orti, così da poter trattare le fognature di 120 mila abitanti equivalenti, e poi ultimare il collettore fognario che convoglierà tutta la rete fino al depuratore.
Ci sono altri progetti in cantiere o già avviati?
Sì, diversi. Ne cito tre: il primo riguarda la decisione di mettere in 5 punti di Alessandria, ma in futuro potrebbero essere di più, dei distributori di acqua comunale, anche gasata e refrigerata.
Quando?
Faremo un incontro la prossima settimana. L’iniziativa l’abbiamo ovviamente delegata ad Amag.
La seconda riguarda l’installazione, sempre in diversi punti della città di ecocompattatori: si tratta di parallelepipedi che servono per raccogliere con grande efficienza bottiglie di plastica e lattine, rilasciando un buono per i cittadini che dobbiamo ancora definire come potrà essere utilizzato.
Qualcosa del genere però è già stato fatto in città…
Sì ma quelli precedenti si sono rivelati molto costosi e non funzionano bene. Se si rompono i pezzi sono molto difficili da reperire. Quelli nuovi invece saranno molto più snelli e meno impattanti sulla città, e saranno anche in grado di segnalare con un sensore quando saranno pieni e potranno essere svuotati anche più volte al giorno.
Il terzo progetto?
Riguarda la viabilità in Fraschetta e potrebbe essere il pilota per una serie di iniziative simili. Abbiamo coinvolto direttamente i cittadini, che avevano diverse proposte da fare all’amministrazione, nella stesura di un vero e proprio piano viabile partecipato, costruito con i residenti. Non posso dire molto di più perché lo presenteremo nelle prossime settimane, ma si tratta di un’iniziativa dall’alto valore sociale che merita sicuramente di essere ripetuta.